Social Innovation

Syria Tracker, una piattaforma digitale per le crisi umanitarie

Siria Tracker è una piattaforma per mappare gli effetti della guerra civile siriana. Lo strumento usa il geomapping per una causa umanitaria rappresentando i dati sull’abuso dei diritti umani e sulla condizione della popolazione civile

Ottenere informazioni affidabili degli eventi nei teatri di guerra è da sempre un problema sia per i governi e gli eserciti che per la diplomazia, la stampa e la cooperazione internazionale. Syria Tracker si occupa di questo.

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Dopo il grande successo della piattaforma Ushaidi – uno strumento di crowdsourcing pensato per mappare e prevenire le violenze post elettorali del 2008 in Kenya – un nuovo filone di ricerca e di sviluppo sulla mappatura dei conflitti, delle crisi energetiche e delle emergenze ambientali, si è imposto con la forza della tecnologia e la dedizione propria del crowdsourcing.

Oggi ci sono siti e app che monitorizzano e mappano specifici eventi su specifici territori rendendo possibili scelte strategiche impensabili senza l’accesso a quei dati e una loro adeguata rappresentazione. La loro affidabilità è oggi il fattore del successo e dell’insuccesso di ciascuna iniziativa.

Chi c’è dietro Syria Tracker

Realizzata dall’ingegnere Taha Kass-Hout, Siria Tracker è una piattaforma per mappare gli effetti della guerra civile siriana. Lo strumento che mette la tecnologia al servizio di una causa umanitaria raccoglie e rappresenta dati attuali sull’abuso dei diritti umani e sulla condizione della popolazione civile. Omicidi, strupri, attacchi chimici, sabotaggio e inquinamento di risorse come acqua e cibo vengono geolocalizzati e raccolti all’interno di una live map da gruppi di volontari basati prevalentemente negli USA.

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La piattaforma sintetizza i dati che provengono da altri progetti di raccolta come la Harvard University’s Healthmap, che scandaglia tutta una serie di fonti online per monitorare lo scoppio di epidemie, e il già citato Ushahidi. Informazioni che poi vengono triangolate con altre fonti e scartate se non verificabili. Poichè è stata pensata per il conflitto siriano, uno dei più sanguinosi della storia in cui le milizie dello Stato islamico non esitano a passare per le armi giornalisti e cooperanti, le fonti originarie – circa 2000 – analizzate dai volontari, sono sia quelle a favore che quelle contro il governo di Assad.

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I report di Siria Tracker mettono insieme testimonianze scritte, foto, video e tweet a partire dal 2011. La mappa che ne risulta è particolarmente accurata e il sistema ha dimostrato di funzionare bene quando ha permesso di anticipare una epidemia di poliomelite grazie agli alerts prodotti dai civili sul campo.

Oggi sulla mappa è possibile rintracciare il trend dei morti di guerra, sopratutto civili, donne e bambini. È un invito a proteggerli affinchè il loro numero non aumenti ancora.

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