Ambiens VR: la startup che ripensa l'architettura con la realtà virtuale | The Next Tech immagine-preview

Gen 28, 2018

Ambiens VR: la startup che ripensa l’architettura con la realtà virtuale

Dopo la campagna su Mamacrowd (raccolti oltre 220K), ora Ambiens VR ha grandi progetti per il 2018. Il CEO della startup: "Questa è la strada giusta e il modello scalabile ce ne farà vedere delle belle"

Fondata nel 2016 dagli amici Ennio Pirolo e Veronica Vecci, la startup AmbiensVR si è lanciata nella difficile impresa di ripensare i settori dell’architettura e del design attraverso la Realtà Virtuale.

Progetti e show-room che diventano interattivi, consultabili e navigabili direttamente dallo schermo del proprio pc. Ma non è tutto. Perché via app, un visore per smartphone permette ai clienti di effettuare una visita in VR del proprio futuro appartamento per testare le varie combinazioni di colori delle pareti, di materiali per i pavimenti e di mobilio.

 

Prima il percorso di accelerazione all’interno di LUISS EnLabs, poi la fortunata campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd che ha portato oltre 220K di finanziamenti. AmbiensVR guarda al futuro con positività e punta col passare del tempo a diventare lo standard nel settore per la distribuzione di elaborati interattivi in VR e non.

Ora l’obiettivo è il 2018

Quando parla dei prossimi step che la sua startup dovrà affrontare, il CEO Ennio Pirolo non ha esitazioni. “C’è ancora molto da fare, soprattutto per ciò che riguarda la rete di vendita. Nonostante il prodotto sia strutturato tecnicamente per esser venduto online è ancora necessaria la prova “offline” per comprenderne le potenzialità. Ma ora abbiamo trovato la strada giusta e un modello scalabile che ce ne farà vedere delle belle”.

I nuovi soci sono professionisti e privati estremamente appassionati al progetto

L’anno passato è stato un momento chiave nel percorso di sviluppo della startup. Il confronto diretto con il mercato, l’interesse dei potenziali clienti che affollavano lo stand alle fiere di settore, fino all’impressionante risultato ottenuto su Mamacrowd. Un equity crowdfunding da più di 220K, oltre 40mila euro oltre la soglia dell’obiettivo minimo.

La campagna su Mamacrowd ha superato rapidamente la soglia dell'obiettivo minimo

“La campagna è stata un successo non solo perché abbiamo raccolto il 120% del goal previsto, ma anche perché i soci trovati si sono rivelati professionisti e privati estremamente appassionati all’idea”, racconta Pirolo. “Grazie ai fondi raccolti la qualità del prodotto è cresciuta insieme al numero di professionisti raggiunti. In 6 mesi siamo passati dai 30 account aperti ai quasi 500 di ora, abbiamo raggiunto aziende molto importanti e inoltre la nostra piattaforma cloud sta seguendo progetti estremamente interessanti”.

Come in un videogioco

Un portale online e  una app mobile sviluppata su tecnologia Unity, uno dei motori grafici per videogames 3D maggiormente usati: questi i due elementi che costituiscono la piattaforma di AmbiensVR. Ma il progetto non avrebbe mai raggiunto i risultati attuali se non fosse per il team che ci ha lavorato sopra senza fermarsi.

“Siamo in 7 fissi più 2 collaboratori esterni, e due sedi. A livello tecnico ci siamo focalizzati sul replicare la configurazione originale, un team per metà composto da tecnici informatici, per metà dal potenziale cliente per testare in maniera efficace features prima di immetterle in piattaforma.
Quindi ora oltre a 3 sviluppatori con esperienza nel campo videoludico abbiamo un architetto e un ingegnere edile. Un mix di competenze che ci permette di fare la differenza”.

 

Portare le interazioni e il coinvolgimento tipiche dei videogiochi in un ambito professionale. Un intuizione geniale cui la VR ha dato quello sprint in più rendendo la scena interattiva ed esplorabile.

Ma anche un’idea nata quasi per caso. “Dopo la laurea ho lavorato con Interactive Project (ora Motorsport Gaming) per un paio di anni come sviluppatore di videogames 3D su mobile. Un giorno io e Veronica eravamo in viaggio da Roma a Milano, io per fare showcase, lei per ragioni personali. Veronica è un ingegnere edile e architetto e in macchina si è finiti a parlare di progetti che partivano a rilento a causa delle incomprensioni tra progettista e cliente. Da lì è venuta la scintilla”.

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