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Mar 30, 2018

Digital Bros: così creiamo videogiochi all’ombra del Duomo di Milano

Raffaele Galante, Amministratore Delegato del Gruppo a StartupItalia!: "Quello italiano è un mercato ad altissimo potenziale in cui crediamo a tal punto da avere aperto la Digital Bros Game Academy per la formazione delle figure professionali richieste dall’industria del gaming"

I videogiocatori che oggi superano la trentina ricorderanno che c’è stato un tempo, nella loro carriera, in cui, sulle confezioni di titoli molto importanti come Resident Evil, Metal Gear Solid o Tomb Raider, iniziarono ad apparire ingombranti adesivi neri con scritte in arancione: “distribuito da Halifax”.

 

 

Erano gli albori di una storia che ha avuto inizio nel 1989 e che ha portato quella realtà, tutta italiana, a trasformarsi radicalmente, non solo nel nome (si è passati da Halifax, che continua a esistere, a Digital Bros) ma anche nelle dimensioni. Oggi, infatti, quando si parla di Digital Bros ci si riferisce alla sola multinazionale italiana del settore videogame con sedi in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, passando per Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania e che impiega ben 266 dipendenti.

 

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Una realtà da svariati milioni di euro

Al 30 Giugno 2017, il Gruppo ha registrato ricavi lordi pari a 142,4 milioni di euro, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, ed un utile netto pari a 11,3 milioni di Euro. Il 42% dei ricavi di Digital Bros sono rappresentati da revenue digitali, mentre l’86% deriva da attività internazionali. Digital Bros, da ormai 18 anni quotata in Borsa nel segmento STAR, opera anche con le etichette Halifax e 505 Games (declinata in 505 Mobile nel mercato per tablet e smartphone).

 

 

Il Drago d’Oro alla Carriera

All’Italian Video Game Awards dello scorso 14 marzo è stata insignita del premio “Most Successful Italian Company”, una sorta di “Oscar alla carriera” che riconosce ufficialmente il suo ruolo di player fondamentale all’interno della industria videoludica del nostro Paese.

 

 

 

Dalla distribuzione all’università del videogioco

Oggi, Digital Bros non solo resta uno dei più importanti distributori italiani (un titolo su tutti? Recentemente, si è occupata dell’importazione di Monster Hunter World), ma ha allargato il suo campo d’azione anche alla creazione e allo sviluppo di videogame, supportando software house italiane come Ovosonico, che ci ha regalato The Last Day of JuneKunos Similuazioni (Assetto Corsa Ultimate Edition).

Avvertendo l’esigenza di contribuire alla crescita del mercato videoludico nostrano, da qualche anno ha aperto la Digital Bros Game Academy, una università concepita e organizzata per preparare figure professionali destinate all’industria del videogioco: Game Designer, Game Programmer e Artist & Animators 2D/3D.

 

 

 

L’intervista all’amministratore delegato di Digital Bros

StartupItalia! si è recata in via Tortona, una delle vie più dinamiche di Milano, per scoprire qual è il segreto di Digital Bros che è riuscita a imporsi in un mercato ancora marginale e a tratti asfittico come quello italiano. Lo abbiamo chiesto all’amministratore delegato Raffaele Galante, che ha fondato il Gruppo 29 anni fa assieme al fratello, Abramo.

 

 

Dottor Galante, Digital Bros è ormai una realtà affermata, vogliamo ripercorrere le tappe principali che hanno caratterizzato la vostra storia?

Digital Bros opera nel settore dei videogiochi dal 1989. Nel corso di quasi vent’anni di attività ci siamo trasformati seguendo l’evoluzione del settore del digital entertainment. Siamo stati una delle prime realtà italiane a specializzarsi nel settore della distribuzione dei videogiochi riscuotendo un grande successo e sviluppando, nell’arco degli anni, la tecnologia che ci ha permesso di entrare nel settore digital. Nel corso della nostra storia, ci siamo evoluti allargando la sfera delle nostre attività alla produzione e distribuzione internazionale sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dalla diffusione delle piattaforme mobile e dei canali digitali. Questa continua attenzione all’innovazione e alle mutate caratteristiche del mercato ci ha permesso di diventare una realtà internazionale con sedi in tutto il mondo.

 

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Di quali traguardi siete più fieri?

Guardiamo ai traguardi raggiunti sempre come punto di partenza. Siamo fieri della nostra crescita e della nostra affermazione come major company nel settore dell’intrattenimento digitale; oggi siamo riconosciuti come uno tra i player di riferimento per lo sviluppo, il publishing e la distribuzione dei videogiochi sul mercato mondiale. Noi e il nostro team siamo molto orgogliosi di aver contribuito alla crescita dell’industria dei videogiochi in Italia; abbiamo lavorato duramente negli ultimi vent’anni e siamo soddisfatti di quello che abbiamo creato e di aver dato ai nostri partner opportunità internazionali per far crescere il loro business a livello mondiale.

 

Quando siete nati come Halifax eravate uno dei più importanti distributori italiani: avete portato nel nostro Paese titoli come Tomb Raider, PES, Resident Evil. Oggi però la distribuzione avviene anche negli store digitali: come ha cambiato il digital delivery il vostro modo di lavorare e quali sfide vi pone?

Siamo da sempre molto attenti alle evoluzioni del mercato e, proprio per questo, siamo stati tra i primi in Italia a credere nelle potenzialità del digital delivery affiancandolo alla distribuzione del prodotto fisico. Per noi il digital delivery ha significato una trasformazione dei canali distributivi già dal 2012, in cui ancora il 98% delle vendite si basava sul canale retail. Attualmente, il nostro business è costituito per il 50% da Digital e per il 50% da Retail ma nel futuro si assisterà sempre di più ad una inevitabile evoluzione del mercato per divenire totalmente digitale. È probabile che il passaggio al canale digital come unica modalità di distribuzione faciliterà l’ingresso di nuovi competitor sul mercato, soprattutto per quanto riguarda le piattaforme di gioco su PC che non necessitano dei rapporti con le first-party.

 

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Quali sono i vostri obbiettivi futuri e quale in particolare vi piacerebbe raggiungere?

Oggi il Gruppo Digital Bros è una realtà multinazionale che integra diversi studi di sviluppo interni e copre l’intero processo produttivo del mercato dell’intrattenimento digitale: dall’ideazione alla distribuzione del prodotto finito. Siamo già presenti in mercati strategici come gli Stati Uniti, UK, Francia, Germania, Spagna e Cina. Dal punto di vista strategico, Digital Bros è sempre alla ricerca di partner e studi indipendenti per lo sviluppo e l’acquisizione di proprietà intellettuali. Puntiamo molto anche sui talenti italiani, che sono riconosciuti in tutto il mondo che hanno dimostrato, negli anni, un grande valore, tante competenze e capacità, grande creatività e molto talento. Il nostro obiettivo è quello di creare un solido portafoglio di titoli che ci consenta un salto dimensionale, per noi indispensabile.

 

 

Qual è la situazione globale del mercato videoludico italiano? Quanto è cresciuto negli ultimi anni e secondo voi ha ancora margini di ulteriore crescita?

Secondo il rapporto annuale presentato da AESVI, associazione di categoria degli sviluppatori ed editori italiani, l’industria dei videogiochi in Italia sta crescendo. Il fatturato è in aumento ed il pubblico di appassionati sempre più ampio. Il nostro Paese cresce dell’8,2% ma ancora ci sono grandi margini di sviluppo. Questo perché per diversi anni l’industria dei videogiochi in Italia ha fatto leva su anticipatori, sviluppatori indipendenti e la passione di singoli individui. Attualmente questa industria, in Italia, si sta strutturando per rispondere alle crescenti esigenze provenienti dal mercato in termini di tempistiche, strategie di business e necessità di consegne e tale trend continuerà nei prossimi anni. È un mercato ad altissimo potenziale in cui noi crediamo e in cui, infatti, abbiamo deciso di investire attraverso l’acquisizione degli sviluppatori, la pubblicazione di giochi made in Italy e attraverso la creazione della Digital Bros Game Academy per la formazione delle figure professionali richieste dall’industria del gaming.

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