Primavera Sound, l'innovazione al centro della musica. Ecco gli artisti che sperimentano | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 28 maggio 2018 alle 14:53

Primavera Sound, l’innovazione al centro della musica. Ecco gli artisti che sperimentano

9 artisti che potete incontrare in questi giorni a Barcellona, abbiamo scelto loro perchè si proiettano in avanti con composizioni e i concerti, mettendo la tecnologia e l'innovazione al centro della musica

Tanti palchi per catturare il suono del presente, intravedere le note del futuro e, in qualche caso, celebrare i grandi che ci hanno portato fin qua. Il Primavera Sound, di scena a Barcellona, è un’immersione nella colonna sonora che accompagna i giovani occidentali – e non solo loro. Il cartellone è ricchissimo e c’è n’è per tutti i gusti, ma già da un colpo d’occhio complessivo si possono dedurre alcune linee portanti: quest’anno è evidente l’avanzata della musica nera, con grandi nomi del rap e della trap a tenere banco, e una dose consistente di elettronica. Ma da StartupItalia! vi aspettate un’attenzione ai nomi più innovativi. Bene, eccovene alcuni che si lanciano in avanti, ognuno a modo suo. Non saranno sempre i grandi headliners e negli orari più facili, ma poco importa…

Gli artisti che innovano

ARCA (1 giugno, ore 2.15) Ha meno di 30 anni, ma da tempo è uno dei produttori elettronici più ricercati: basti pensare alle collaborazioni con Bjork e Kelela (le ritrovate in questa lista!). A colpire è la sua originalità, la varietà di riferimenti – incluse l’hip hop, la musica classica e quella tradizionale del Venezuela, sua terra d’origine – l’effetto spiazzante. E l’attenzione alla sessualità, con la netta volontà di provocare andando oltre le convenzioni di ruoli e generi, sempre cercando emozioni forti. Forse per molti semplicemente un artista “strano”, ma di sicuro molto libero.

 

ONEOTHRIX POINT NEVER (2 giugno, ore 00.10) Altro nome sempre più richiesto da altri musicisti e da chi, registi o artisti, ha bisogno di una colonna sonora densa di inquietudine elettronica. Perché se molti immaginano la musica elettronica come una superficie algida, Daniel Lopatin è dell’idea contraria: nei suoi collage sonori non mancano momenti di rumore, ma nemmeno fili d’ironia. Il risultato, va da sé, è un’atmosfera futuristica che ci lascia molti dubbi su dove ci stiamo dirigendo.

 

FLOATING POINTS Molto vicino al punto di fusione tra elettronica e jazz, complesso ma estremamente godibile. Laureato in neuroscienze, Sam Sheperd è attratto dall’improvvisazione e dall’idea di combinare delicatezza e rigore tecnologico, con risultati poco prevedibili ma coinvolgenti, anche quando i suoni si fanno più astratti. A Barcellona lo si incontra in due versioni: “solo live” (31 maggio, ore 2.25) e in veste di dj per una maratona di ben sei ore (1 giugno, ore 12)!

 

BJORK (31 maggio, ore 22). Ecco un nome che non ha certo bisogno di presentazioni. La più celebre cantante islandese è sulla breccia da decenni e, tra le altre cose, ha spesso dimostrato di vederci molto lungo nelle scelte non solo estetiche ma tecnologiche. Basti pensare all’album Biophilia, costruito attorno a un’app.

 

 

VINCE STAPLES (31 maggio, ore 00.40). Il rap nell’ultima evoluzione, che spazia tra ispirazioni diversissime nelle basi – dalla techno al pop con un occhio molto attento all’avanguardia – e nei testi non risparmia critiche feroci alla società americana.

 

Leggi anche: Primavera Sound: a Barcellona le startup della musica

 

ART ENSEMBLE OF CHICAGO (31 maggio, ore 19). Il ritorno dei titani, che non suonavano più insieme da quasi un decennio (ma due membri fondatori sono scomparsi). Questi classici del free jazz tengono alta la quota vecchie glorie del festival: ma nella nostra lista, un gruppo che si proclama “ancient to the future” non poteva mancare!

 

JLIN (31 maggio, ore 23.25) “Musica per alieni” la definisce lo stesso sito del Primavera. Uno stile radicale e sorprendente, che difficilmente rassicura l’ascoltatore ma che ha portato Jlin a sonorizzare tanti contesti diversi, ad esempio a teatro o in eventi di moda. Non usa più campionamenti Jlin, ma le sue composizioni restano piene di ritmi in costante mutazione, veloci e imprevedibili. Cresciuta in una cittadina industriale non lontana da Chicago, la trentenne Jerrylinn Patton ha studiato matematica e lavorato in un’acciaieria. Si dedica alla musica footwork (nata a Chicago) da quanto aveva vent’anni e oggi è una delle poche producer donna e di colore a raccogliere un successo globale.

 

KELELA (31 maggio, ore 21.25) Americana di origini etiopiche, Kelela è l’autrice di uno dei debutti più acclamati dello scorso anno: un album r’n’b modernissimo, che qualcuno ha chiamato “afrofuturista” per come tinge di elettronica le tante influenze dei generi della musica nera, jazz e dance inclusi. Non è difficile farsi ammaliare dal risultato, anche se guarda decisamente avanti.

 

STRANGER THINGS (1 e 2 giugno, ore 14) La colonna sonora della celebre serie tv verrà suonata dal vivo dai suoi creatori, Kyle Dixon e Mason Stein. Di fatto, lo sappiamo, trattasi di un omaggio totale agli anni Ottanta, un caso quasi patologico di retromania…ma lo segnaliamo lo stesso, è un indice di quanta parte dell’immaginario collettivo odierno sia occupato dalla televisione di qualità.

 

… “E gli italiani?” Dal cantautore siciliano Cesare Basile (1 giugno, ore 18.25), all’elettronica spirituale dell’expat berlinese Eva Geist (vero nome Andrea Noce; 2 giugno, ore 21), passando per il dj Donato Dozzy detto “il professore” (2 giugno, ore 4.00): la truppa è ridotta ma di sicuro in forma. Chi accederà al Primavera Pro potrà ascoltare Any Other, Guano Padano e Populous.

(F.R)

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