Cina, via al sistema RFID per tracciare le nuove auto | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 15 Luglio 2018 alle 8:43

Cina, via al sistema RFID per tracciare le nuove auto

Dal 1° luglio tutte i veicoli di nuova immatricolazione hanno l'obbligo di installare un dispositivo a radiofrequenze che ne traccerà i movimenti. Pechino spiega la mossa per motivi di sicurezza, ma ci sono dubbi sulla privacy

Il conto alla rovescia sta finendo. Un nuovo sistema di sorveglianza è pronto per entrare in vigore in Cina. Pechino, che da tempo investe su riconoscimento facciale e big data, fa un altro passo verso quella che i critici definiscono “sorveglianza di massa”.

Shanghai

Obbligo dal 1° luglio

Dal 1° luglio infatti, tutte le automobili di nuova immatricolazione saranno dotate di un sistema di tracciamento a frequenze radio (RFID) che sarà installato sui veicoli prima della vendita. Il sistema sarà associato a un codice identificativo del proprietario. Il dispositivo verrà piazzato sul parabrezza di tutte le automobili per tracciarne gli spostamenti e i tragitti. I proprietari delle macchine già in circolazione non saranno obbligati a installare il dispositivo, ma non è escluso che vengano introdotti incentivi o politiche più impositive al riguardo. La cosa sicura è che tutti nuovi modelli avranno l’obbligo di dotarsi del sistema.

Più sicurezza e lotta al traffico

Secondo il governo cinese l’introduzione del sistema RFID ha un duplice obiettivo. Innanzitutto, renderà le strade più sicure. Già, perché il dispositivo registrerà non solo gli spostamenti ma anche i comportamenti degli autisti alla guida, in questo modo incentivati a rispettare il codice della strada. E dall’altra parte fornirà dati utili a ricostruire l’accaduto in caso di sinistri o incidenti, tutelando gli automobilisti più virtuosi e punendo quelli più incauti. Dall’altro lato aiuterà anche a gestire in maniera più intelligente il traffico. Attraverso il tracciamento degli spostamenti e l’utilizzo dei big data, infatti, le autorità locali avranno informazioni in grado di aiutarli a ipotetici interventi sulla mappa del traffico cittadino per eliminare congestioni.

I dubbi sulla privacy

La tecnologia RFID offre maggiore rispetto agli altri strumenti come per esempio le telecamere di sicurezza che tracciano le targhe delle automobili, soprattutto in caso di condizioni meteorologiche avverse. I primi progetti pilota di RFID sono iniziati nel 2016 a Wuxi e Shenzhen. Il governo promette che la sicurezza e la privacy dei cittadini sarà garantita al cento per cento. Ciò non ha però evitato, soprattutto su alcune speculazioni al di fuori della Cina, che in realtà anche questa innovazione si muova all’interno di quello che qualcuno definisce progetto di “sorveglianza di massa”. I critici citano i poderosi investimenti nel settore del riconoscimento facciale operati dal Dragone oppure il piano di “rating” dei cittadini attraverso i loro comportamenti social, senza contare il monitoraggio della Rete e dei comportamenti digitali. Ma Pechino sostiene che nessun dato sensibile sarà conservato e che la novità va solo in direzione di una maggiore sicurezza.

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