WonderStore, la piattaforma che profila i clienti (e ti dice se hanno occhiali e baffi) | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 24 agosto 2018 alle 8:04

WonderStore, la piattaforma che profila i clienti (e ti dice se hanno occhiali e baffi)

L'algoritmo di WonderStore è in grado di classificare e acquisire in tempo reale per ogni cliente parametri fondamentali, come sesso, età, la presenza di occhiali e persino le emozioni attraverso un sistema che estrae le principali caratteristiche facciali dei clienti

Sul Web ormai domina l’analisi dei dati per conoscere al meglio i visitatori di un determinato sito. Grandi e piccole aziende hanno la possibilità di capire, per esempio, da dove provengono i visitatori virtuali, l’età, il sesso e altre caratteristiche fondamentali per un brand online, nel rispetto – chiaramente – del GDPR (General Data Protection Regulation), il nuovo regolamento europeo in merito alla privacy e al trattamento dei dati personali.

 

Se in Rete il percorso è ormai tracciato, nella realtà ancora spesso per individuare un determinato target di un negozio ci si basa su ipotesi. Manca, infatti, una conoscenza precisa e analitica dei clienti di uno Store. È in questo contesto che è nata WonderStore, una piattaforma hardware e software in grado di profilare i clienti che entrano in negozio, capirne i desiderata e prevederne il comportamento, individuando sesso, età, aspetto, orari di afflusso e altri importanti parametri. In pratica WonderStore ‘traduce’ nella realtà quello che già accade in Rete.

L’analisi di WonderStore

WonderStore è in grado di classificare e acquisire in tempo reale per ogni cliente parametri fondamentali, come sesso, età, la presenza di occhiali, barba o baffi, colore dei capelli, make up e persino le emozioni attraverso un sistema che estrae le principali caratteristiche facciali dei clienti, oltre agli orari di afflusso e aree dello Store più visitate. Il sistema è inoltre in grado di proporre su monitor contenuti targettizzati a seconda di chi sta guardando e di creare un’integrazione di dati online e offline. Una soluzione, insomma, che mira a migliorare la customer experience del negozio: una migliore conoscenza del clienti porta a una maggiore efficienza nella gestione dello Store e di conseguenza a una migliore esperienza di acquisto per il cliente stesso.

Dal Web alla realtà

Un’idea davvero originale quella che ha avuto Luigi Crudele, CEO di WonderStore. “Riusciamo ad avere sul fisico tutte le analitiche che normalmente sono sul Web”, spiega Luigi. “In Rete tutti sono abituati alle analitiche ma nei negozi ancora è una cosa nuova e quindi ci sono osservazioni particolari. Alcuni, per esempio, si domandano se farlo solo per un periodo”. I risvolti sono tanti, come sottolinea Luigi: “Si può scoprire, per esempio, che un negozio pensato più da donna in realtà è più da uomo; si possono scoprire quali sono i giorni più frequentati da determinate persone, si può gestire il personale in funzione dei negozi o delle ore più frequentate etc”. Insomma, un miglioramento che riguarda la customer experience del punto vendita.

Privacy al sicuro

Il meccanismo, come detto, è semplice nella complessità della sua tecnologia. Spiega Luigi: “Il sistema estrae dal viso tutte le principali caratteristiche: il sesso, con una precisione di oltre il 99%, l’età percepita, se ha gli occhiali, se ha la barba, i baffi, il colore dei capelli, se la donna è truccata, oltre alle emozioni: si capisce se l’espressione è arrabbiata, felice o triste. Con la nuova versione arriveremo anche a tracciare come è vestito l’utente. Alla fine emerge il cliente tipo”. Una telecamera che funge da detector e un sistema che estrae le caratteristiche per arrivare a tracciare l’identikit del cliente tipo. Come si concilia questo aspetto con il nuovo regolamento europeo per la privacy? Anche su questo interviene Luigi Crudele: “Non facciamo filmati. Bisogna immaginare la telecamera come un sensore. Quando le caratteristiche sono estratte, i dati sono resi anonimi e solo dopo disponibili per le analitiche. Inoltre, tutto è inaccessibile: noi non possiamo vedere in tempo reale chi entra nei negozi”. E se qualche malintenzionato dovesse ‘craccare’ il dispositivo e superare la rete di sicurezza? “Troverebbe solo stringhe anonime”, specifica Crudele. Nessun problema neppure per l’eventuale timore da parte dei dipendenti di essere tracciati: “Con il loro consenso, classifichiamo i dipendenti in modo che il sistema lo escluda a priori dall’analisi. Questo è utile al brand e garantisce la privacy dei dipendenti”.

Negozi reali e digitali

Insomma WonderStore vorrebbe rivoluzionare nella realtà quello che ormai è quotidiano sulla Rete e pone davanti alla necessità di ripensare all’organizzazione dei negozi: “I dipendenti dovranno diventare un po’ commessi digitali – spiega Crudele – in modo da soddisfare il cliente sempre di più. Inoltre, i brand devono avere figure con le competenze per analizzare i dati e fare così scelte strategiche. È un’ottimizzazione della domanda e dell’offerta”. Il team di Luigi Crudele ha in mente di perfezionarsi sempre di più, arrivando a osservare anche i dettagli. Un’idea, insomma, che concilia le esigenze del brand con quelle del consumatore e che proprio per questo è destinata a innovare il mercato.

 

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