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Set 27, 2018

Luca Parmitano torna nello spazio: primo comandante italiano della ISS

La missione Beyond partirà nel 2019. Il nostro astronauta torna per la seconda volta sulla Stazione Spaziale Internazionale

La prima volta è stato nel 2013, quando con “Volare” è salito per la prima volta sulla ISS: ora Luca Parmitano tornerà nello spazio, nell’estate del 2019, e sarà il terzo comandante della Stazione Spaziale Internazionale europeo. E il primo italiano. A tenergli compagnia in orbita attorno alla Terra ci saranno il cosmonauta russo Alexander Skvorstsov e l’americano Andrew Morgan. La missione Beyond è prevista per il prossimo luglio, ed è stata annunciata oggi 27 settembre: per una curiosa coincidenza è anche il compleanno di Parmitano, che festeggia 42 anni.

 

Andare “oltre”

Centinaia di chilometri sopra le nostre teste, Parmitano e i suoi compagni di viaggio dovranno affrontare un intenso programma scientifico nel corso della spedizione 60/61: sono più di 50 gli esperimenti annunciati oggi, e comprenderanno anche una nuova sessione di controllo robotico a distanza oltre alle normali mansioni di manutenzione dell’avamposto spaziale frutto della collaborazione tra NASA, ESA, RKA, JAXA e CSA-ASC.

Come racconta anche il logo scelto per questa missione, il principale obiettivo di Parmitano sarà lavorare in ottica viaggi spaziali: come quello che potrebbe portare l’umanità su Marte, che probabilmente sarà svolto assieme a dei robot. Da qui l’importanza di testare il controllo a distanza delle macchine – anche quando le distanze sono letteralmente “spaziali”, non centinaia ma migliaia o milioni di chilometri: come nel caso del Pianeta Rosso.

La scelta di Beyond

È stato lo stesso Parmitano a scegliere il nome di questa spedizione e a progettarne il logo (la toppa che gli astronauti portano sulla tuta): si è fatto ispirare dagli altri due comandanti europei che l’avevano preceduto, con Thomas Pesquet che aveva chiamato Proxima la sua e Alexander Gerst con Horizons. Il comandante italiano andrà quindi oltre: e nel casco dell’astronauta ci sono riflessi la Luna e Marte, le nostre prossime destinazioni, ma anche la Terra per cui vengono svolti tutti gli esperimenti della ISS che hanno ricadute tecnologiche e mediche a breve e lungo termine.

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