immagine-preview

Ott 10, 2018

Dalla NASA arriva il kit fai da te per costruirsi il proprio Rover

Si chiama JPL Open Source Rover, il progetto rilasciato dalla NASA per consentire a tutti di progettare un Rover economico ispirato a Curiosity

Se siete rimasti affascinati dalle imprese di Curiosity sul Pianeta Rosso, da questo momento potrete riprodurle costruendo nientemeno che il vostro personalissimo rover spaziale.

I rover sono mezzi indispensabili per l’esplorazione del sistema solare ed è per questo che la NASA ha voglia di incoraggiare studiosi e appassionati a lavorare su questa tecnologia: è stato infatti reso pubblico il progetto Jet Propulsion Laboratory (JPL) Open Source Rover (OSR), che consente a chiunque di scaricare istruzioni, disegni e piani di test per costruire il proprio personalissimo rover spaziale.

 

Un progetto davvero interessante, che la NASA spera possa essere ampliato da talenti esterni per consentire in un prossimo futuro la progettazione di rover basati sul contributo della comunità scientifica, delle università e di giovani appassionati di robotica e spazio.

 

Jet Propulsion Laboratory (JPL) Open Source Rover (OSR)

 

JPL Open Source Rover (OSR), si rivela dunque il progetto con il quale l’Agenzia Spaziale statunitense punta a incoraggiare appassionati e studiosi a lavorare sulla tecnologia dei rover.

OSR è il successore di un precedente modello di rover educativo chiamato “ROV-E”, che ha ricevuto esiti positivi in scuole, università e musei. L’Open Source Rover (OSR), a differenza del primo, offre un modello più economico e meno complicato, e secondo i funzionari dell’agenzia, le persone potranno assemblare il nuovo modello con componenti pronte all’uso per un ammontare di circa 2.000 dollari.

 

 

Il progetto: una versione ridotta di Curiosity

 

Il progetto mira ad una versione ridotta di Curiosity, a partire dal suo sterzo a 6 ruote. Utilizza sospensioni dello tipo “Rocker-Bogie” installate su Curiosity, sterzo angolare e differenziale pivotante, permettendo il movimento su terreni accidentati, e il cervello è un Raspberry Pi.

Tutte le sue parti sono facilmente reperibili nei normali cataloghi di forniture elettroniche e nei negozi di ferramenta, ma, per montarlo, sarà necessario avere un set di strumenti di base: una sega a nastro per tagliare il metallo, un trapano, un saldatore, cesoie, chiavi inglesi, e così via.

Secondo i creatori del progetto la realizzazione completa e funzionante del rover richiede circa 200 ore di lavoro ad una persona con una certa pratica di assemblaggio e modellismo, quindi, probabilmente, è meglio prepararsi a mettercene almeno il doppio.

 

Il Rover Open Source è in scala 1:6 utilizza principalmente parti prefabbricate, anche se alcune di esse dovranno essere lavorate per renderle confacenti al progetto.

 

JPL, la licenza open source

 

Il JPL ha pubblicato questo progetto con una licenza open source sulla piattaforma GitHub dove chiunque può scaricare istruzioni e progetti per la creazione del proprio OSR.

 

“Volevamo restituire qualcosa alla comunità e abbassare la barriera di accesso dando un’esperienza hands-on alle generazioni future di scienziati, ingegneri e programmatori” afferma Tom Soderstrom, il project sponsor di OSR.

Mik Cox, il project manager, aggiunge: “Mi sarebbe piaciuto aver avuto l’opportunità di costruire questo rover alle superiori, e spero che attraverso questo progetto forniremo questa opportunità agli altri”.

“Sebbene le istruzioni OSR (Open Source Rover) siano abbastanza dettagliate, consentono comunque al costruttore di scegliere autonomamente le proprie scelte progettuali”, hanno detto i funzionari del JPL. Ad esempio, i costruttori possono decidere quali controller utilizzare, aggiungere telecamere USB o pannelli solari e persino allegare payload scientifici. Il progetto di base dell’OSR consentirà agli utenti di scegliere come personalizzare e aggiungere ai propri rover, toccando più principi hardware e software lungo la strada” hanno chiosato i funzionari del JPL.

 

L’Agenzia Spaziale ha più volte mostrato interesse verso i pareri di scienziati e progettisti esterni, perché molte volte proprio da questi provengono idee e suggerimenti utili per lo sviluppo di future e ancor più innovative tecnologie.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter