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Ott 11, 2018

Moxi il robot infermiere socialmente intelligente creato da 3 donne

Si chiama Moxi, ed è il robot socialmente intelligente in grado di aiutare gli infermieri in corsia indaffarati a svolgere i loro compiti. Prime prove negli ospedali degli Stati Uniti

Non è un segreto che negli ospedali (non solo italiani) vi sia assenza di personale qualificato: infermieri, Oss, ausiliari, ma anche personale tecnico e amministrativo.

Ma è altrettanto vero che, la robotica in campo sanitario ha migliorato la vita di professionisti e pazienti. Non sostituendo le figure: uomo e robot, ma ponendole in condizioni di proficua collaborazione.

In questo contesto si inserisce la creazione di 3 donne scienziate dal nome Moxi, un droide socialmente intelligente con l’arduo compito di supportare gli infermieri nelle attività logistiche dando loro più tempo per l’interazione con i pazienti.

Moxi, il robot socialmente intelligente

Moxi è il robot sviluppato dalla startup texana Diligent Robotics (presieduta da tre scienziate) per supportare il personale ospedaliero e aiutarlo nelle incombenze di tutti i giorni.

Moxi sfrutta l’Intelligenza Artificiale e alcune telecamere per mappare gli ambienti, all’interno dei quali si muove grazie a una piattaforma mobile. Dotato di numerosi sensori, è completamente autonomo e non necessita di assistenza per portare a termine le sue attività. Per esempio afferrare col suo braccio-pinza il materiale da consegnare nei reparti.

Grazie alla testa rotante con display, il robot è anche in grado d’interagire sia vocalmente che graficamente con le persone, anticipando loro le azioni che è in procinto di compiere. Creando così empatia con il paziente (e non distanza).

Tre robot infermieri Moxi sono già in prova negli ospedali ameircani

 

Moxi è dotato di occhi a led e di due braccia in grado di raccogliere apparecchiature leggere e di supportare non solo gli infermieri nelle attività di routine, ma anche i medici stessi in sala operatoria.

Tre robot infermieri Moxi sono già in prova negli ospedali Texas Health Dallas, University of Texas Medical Branch e Houston Methodist Hospital. Già solo il fatto di aver ridotto gli spostamenti degli infermieri dalle stanze dei pazienti ai depositi di medicine e macchinari è un gran passo in avanti nel settore sanitario.

Moxi, il robot empatico

Quando una persona si rivolge a lui, Moxi sposta la testa nella sua direzione e mostra i simboli del cuore e dell’arcobaleno per trasmettere piacere.

Moxi ha lo scopo dunque di sollevare gli infermieri dallo stress delle attività logistiche, come la raccolta di attrezzature mediche e il rifornimento delle stanze. Il robot naviga il mondo usando fotocamere e lidar, una tecnologia di telerilevamento che misura la distanza usando i laser.

 

“Dobbiamo creare una tecnologia che ha il potere non solo di fare qualcosa di nuovo, ma di affrontare qualcosa che già esiste. Il nostro obiettivo è stato quello di formare un automa che impara, si adatta e ha un potenziale illimitato – spiega Andrea Thomaz, CEO di Diligent Robotics – . Abbiamo deciso di iniziare con l’assistenza sanitaria tramite Moxi, il nostro robot socialmente intelligente che supporta lo staff clinico come membro importante e fidato del team. Crediamo che la collaborazione tra le persone e l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per cambiare il modo in cui ci prendiamo cura gli uni degli altri. Con i robot come membri affidabili di un team sanitario speriamo di ispirare le persone a usare la loro ingegnosità, passione e abilità per affrontare sfide più grandi e più pressanti”.

 

“C’è un tipo di connessione immediata che le persone hanno con qualcosa che ha una faccia e degli occhi. Parte di ciò che stiamo apprendendo nei nostri test è come un robot di supporto come Moxi si adatta a un flusso di lavoro esistente, perché in ogni ospedale gli infermieri hanno un modo particolare di svolgere le attività” aggiunge Thomaz.

Moxi è una evoluzione del primo robot della Diligent, un prototipo di nome Poli, le cui prove iniziali sono state pagate dalla National Science Foundation mentre quest’ultimo modello è stato sviluppato grazie a un finanziamento di 2 milioni di dollari.

 

“Abbiamo creato questo robot non per sostituire gli infermieri, ma per aiutarli ad essere più produttivi. Non è un rimpiazzo, ma un supporto che può fare tante piccole cose”. Affermano le 3 scienziate della Diligent Robotics.

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