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Ott 17, 2018

Uber, svolta sulla sicurezza dei passeggeri anche in Europa

L’applicazione lancia in 135 città, fra cui sette italiane, gli strumenti già noti negli Usa per limitare aggressioni e altri problemi: si condivide la posizione con i contatti, le chiamate sono anonime, il centro sicurezza rimanda rapidamente a numeri d’emergenza e altri supporti

Coinvolta da numerosi scandali in passato – dalle aggressioni reciproche di autisti e passeggeri fino ai rapimenti o agli stupri passando per problemi più leggeri ma comunque fastidiosi – Uber prende finalmente una strada chiara rispetto alla sicurezza dei suoi utenti. E di chi lavora attraverso la piattaforma. Lo fa lanciando una serie di nuove funzionalità che spaziano da una sezione dedicata e integrata nell’app alle opzioni di condivisione del viaggio con i contatti fidati fino all’anonimizzazione del numero telefonico con cui spesso autisti e clienti si mettono in contatto per definire il punto in cui incontrarsi.

Lo scudo per la sicurezza

Nel corso delle prossime settimane, dunque, gli utenti di 135 città europee (fra cui 7 italiane) vedranno comparire durante ogni corsa Uber l’icona di un piccolo scudo. Si troverà, nella schermata, in basso a destra e condurrà al nuovo “centro sicurezza”. Anche i corrieri Uber Eats, i fattorini che consegnano cibo a domicilio, la visualizzeranno nell’app a loro dedicata. Ma cosa c’è nel centro sicurezza? Semplice: tutte le informazioni utili come i link per condividere in tempo reale il tragitto con amici e famigliari attraverso una mappa (di modo che sappiano sempre dove ci troviamo), i numeri di telefono da contattare in caso di emergenza mentre si è in viaggio e altri dettagli sulla persona che è alla guida e sul veicolo su cui si è trasportati.

Condividere la posizione del viaggio

Nel “centro sicurezza” trovano spazio anche informazioni utili su come viene monitorata la corsa via Gps e i contatti con l’assistenza disponibile 24 ore su 24 sette giorni su sette. La funzione “condividi corsa” già esiste ma è utilizzata da meno del 10% dei passeggeri. Nella nuova modalità Uber spera di spingerne l’adozione, anche perché i passeggeri che la sfruttano la giudicano molto tranquillizzante. Fra l’altro, in base alle preferenze i passeggeri potranno decidere di condividere tutti i viaggio, solo quelli notturno o, chiaramente, nessuno di essi.

Oltre 15 milioni di viaggi al giorno via app

Con oltre 15 milioni di viaggi effettuati attraverso l’app di Uber ogni giorno, non c’è nulla di più importante della sicurezza per chi guida e per i passeggeri – ha spiegato Sachin Kansal, capo della sicurezza dell’app – nel corso dell’ultimo anno abbiamo lavorato allo sviluppo di funzionalità innovative per incrementare la trasparenza, il livello di efficienza e dare maggiore tranquillità a tutti gli utenti. L’implementazione di queste nuove funzionalità per la sicurezza in Europa è l’ultimo passo fatto nel tentativo di garantire a chiunque di spostarsi in modo sicuro, rimanendo in contatto ovunque ci si trovi”. In effetti molti di questi strumenti erano già disponibili nella versione statunitense dell’applicazione.

Chiamate in incognito

Fra gli altri spiccano anche la funzionalità per contattare rapidamente il numero d’emergenza 112 visualizzando il luogo esatto in cui ci si trova e fornendo dunque informazioni chiare ai soccorritori, una serie di allarmi per autisti e corrieri legati al rispetto dei limiti di velocità e le chiamate in incognito. In pratica, passeggeri e autisti potranno contattarsi per telefono senza che nessuno dei due veda il numero dell’altro. Novità che, fra l’altro, seguono la partnership con la società assicurativa Axa destinata a offrire più tutele ad autisti e corrieri partner di Uber in tutta Europa: dal compenso per malattia alla copertura degli incidenti fino a maternità e paternità.

Dove in Italia?

In Italia, come nelle altre città del Vecchio continente in cui Uber è presente, le funzioni per la sicurezza saranno operative per Uberblack, UberLux e UberVan a Roma e Milano oltre che per Uber Eats sempre a Roma e Milano e a Napoli, Trieste, Bologna, Rimini e Reggio Emilia.

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