immagine-preview

Dic 5, 2018

Al G7 sull’intelligenza artificiale anche Big Profiles, la startup italiana che mappa i clienti

A Montreal, in Canada, è in programma il summit da giovedì 6 a venerdì 7 dicembre. Abbiamo intervistato Lorenzo Luce, il Ceo di un'azienda da 10 professionisti che lavora con Accenture e A2A

A neanche due anni dalla fondazione, la startup italiana Big Profiles è stata invitata a partecipare al G7 AI come membro della delegazione italiana al summit dedicato all’intelligenza artificiale in programma  giovedì 6 e venerdì 7 dicembre a Montreal. «Questa tecnologia può portarci a una nuova rivoluzione industriale: non dobbiamo averne paura», ha detto a StartupuItalia! Lorenzo Luce, Ceo e Co-Founder di Big Profiles, il software basato su un algoritmo in grado di profilare in maniera approfondita e probabilistica le persone. «Lavoriamo solo in Italia con grandi aziende B2C a cui forniamo informazioni dettagliate sui clienti e sulla loro propensione all’acquisto di un determinato prodotto».

Cos’è Big Profiles

Nata da una ricerca accademica a Roma Tre, dove Lorenzo Luce era dottorando di informatica, la startup si è allargata con un team complessivo di 10 persone. «Quando ero ancora all’università notavo che il nostro software piaceva alle aziende – ci spiega il Ceo Luce – Per questo ho abbandonato l’università e ci siamo proposti sul mercato». Il prodotto finale di Big Profiles parte dalle informazioni più scarne sui clienti a disposizione delle aziende, come l’età e l’indirizzo. «Quando ce le forniscono le arricchiamo con altri pacchetti di dati che acquistiamo da Social Networks, Open Data e fonti dati proprietarie. Alla fine tutto questo ci permette di mappare ogni persona in uno dei nostri 8 milioni di microcluster: l’output è un profilo probabilistico».

Leggi anche: Piattaforme Social e AI: un supporto agli utenti ipovedenti

Big Profiles collabora già con grandi aziende come Accenture e A2A. «Vogliamo restare in Italia perché pensiamo ci siano grandi opportunità per l’impiego dell’intelligenza artificiale». L’ottobre scorso il primo aumento di capitale con l’obiettivo da 400K. «In pochi mesi ne abbiamo raccolti 600. E non escludiamo altri round in futuro per espanderci».

L’AI e l’Italia

Ma quali sono le basi per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia? «Il problema – spiega il Ceo di Big Profiles – è il concetto di privacy che in tutta Europa viene tutelato troppo. C’è un garantismo eccessivo sui dati, mentre negli Stati Uniti e in Cina non hanno questi freni. Dobbiamo fare in modo che si riduca questo divario tecnologico». Divario che, a volte, viene accorciato grazie ad applicazioni di AI che dall’Europa conquistano i mercati esteri.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter