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Ultimo aggiornamento il 1 marzo 2019 alle 7:27

Col 5G ho guidato un tir in Svezia. Ma ero a Barcellona

Il test sul network Ericsson e le previsioni per le reti di nuova generazione: entro il 2024 1,5 miliardi di abbonamenti e 40% della popolazione coperta

Barcellona – Mi metto alla guida. Non è troppo complesso: ho un volante e due pedali, acceleratore e freno. Sono seduto su una vera poltrona da autista. Anche se il contesto sembra più quello delle superpostazioni di gaming, visto che di fronte ho tre giganteschi display e la seduta è un po’ da corsa. Si parte e il gioco non sembrerebbe particolarmente avvincente. Non fosse che, in effetti, non è un gioco. Sto conducendo un tir in uno spiazzo nella zona industriale di Göteborg. Solo che io sono a Barcellona: 2.400 km più a Sud, 25 ore di auto a volersela fare tutta di fila.

Il test sul T-Pod

Procedo speditamente – si fa per dire, non posso superare i 10 km/h per ovvie questioni di sicurezza di chi, in Svezia, si trova sul campo – grazie alla nulla latenza della rete 5G Ericsson, che al Mobile World Congress di Barcellona ha come al solito monopolizzato una grossa fetta del padiglione numero 2 con le numerose dimostrazioni pratiche delle potenzialità della rete ultraveloce che ci ritroveremo in tasca grazie ai molti modelli di smartphone presentati proprio quest’anno. C’è persino una band che suona da due punti diversi dello stand e, grazie al network, il risultato viene mescolato in tempo reale.

Sul T-Pod della startup Einride scorrazzo dunque per la periferia svedese – schivando anche una placida renna che deve averne viste di tutti i colori – conducendo un camion che, nella realtà (me lo fanno vedere) è progettato senza cabina di guida ma appunto per viaggiare da solo o per il pilotaggio autonomo. Sono con tutti e due i piedi nel futuro, c’è poco da dire. Nel frattempo i manager Ericsson snocciolano le loro cifre e le previsioni sul 5G, contenute d’altronde anche nella versione più aggiornata del Mobility report pubblicato dal colosso scandinavo delle telecomunicazioni, che proprio lo scorso anno ha festeggiato i 100 anni di presenza in Italia.

Sei miliardi di abbonamenti mobili broadband

Vale la pena partire dallo stato dell’arte. Nell’ultimo trimestre del 2018 il numero totale di connessioni mobili ha sfiorato gli 8 miliardi, 43 milioni in più in soli tre mesi. Di queste, quasi sei sono ad alta velocità (1,1 miliardi in Europa). La penetrazione globale degli abbonamenti alle reti è ormai del 104% e il traffico dati da dispositivi mobili è cresciuto dell’88% fra l’ultimo trimestre del 2017 e l’ultimo dello scorso anno, il tasso più elevato mai visto dal 2013 grazie al traino cinese (+ 20 milioni in tre mesi, tanto per dare l’idea un terzo del mercato italiano) e indonesiano. D’altronde le utenze mobili crescono del 2% anno su anno. Nonostante la saturazione del mercato gli smartphone venduti nell’ultimo trimestre sono stati 375 milioni e gli abbonamenti legati ai telefoni più performanti coprono ora il 65% di tutte le connessioni telefoniche.

Le partnership Ericsson

Insomma, serve il 5G: più banda, meno latenza, velocità teoriche fino a 20 Gbps in download e 10 in upload. Con tutto quello che ne consegue per i consumatori ma anche (e forse soprattutto) per il lato industriale, logistico, commerciale, formativo. Börje Ekholm, presidente e Ceo di Ericsson, ha infatti dichiarato che quest’anno l’azienda accenderà il 5G a livello globale, supportata dal proprio portafoglio di soluzioni. Il chairman ha ricordato che Ericsson ha annunciato accordi commerciali 5G con 10 operatori – fra cui, per l’Italia, quello con Wind 3 – e 42 protocolli di intesa. La società sta già implementando reti 5G in tutto il mondo: negli Stati Uniti, in Europa, Asia e Australia. E altri annunci arriveranno.

La fuga verso gli operatori 5G

I consumatori e le imprese aspettano l’arrivo del 5G – ha proseguito Ekholm – secondo una ricerca dell’Ericsson ConsumerLab, un terzo degli utilizzatori di smartphone a livello globale sostituirà immediatamente o al massimo entro sei mesi il proprio operatore di telefonia con uno che ha attivato il 5G. Oggi, gli Stati Uniti e l’Asia stanno guidando l’implementazione del 5G”. I dati visti in precedenza sono essenziali: in effetti i primi beneficiari delle nuove reti su scala commerciale saranno i consumatori di banda larga mobile che sperimenteranno un aumento di capacità significativo ed altamente efficiente in termini di costo, che faciliterà nuove applicazioni di realtà aumentata e realtà virtuale in aree quali il gaming e le trasmissioni sportive.

Le previsioni

Nel complesso, Ericsson ha stimato che entro il 2024 – cioè nel giro di un quinquennio – verranno attivate 1,5 miliardi di connessioni 5G. E il nuovo network sarà potenzialmente disponibile per il 40% della popolazione mondiale. Numeri che faranno del 5G la tecnologia cellulare che si diffonderà più rapidamente rispetto alle generazioni precedenti. Un salto che si porterà dietro un’esplosione dell’ecosistema dell’IoT, l’internet delle cose, per quattro miliardi di oggetti. Dal report del colosso scandinavo emerge infine che a guidare la diffusione saranno le regioni del Nord America e del Nord Est asiatico. Guardando all’Europa occidentale, gli abbonamenti 5G rappresenteranno circa il 30% di tutte le utenze mobili, sempre entro quell’anno.

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