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Mar 22, 2019

Startup, i dieci unicorni che “comprano” di più secondo TechCrunch

Il magazine ha stilato un report delle società più attive nel M&A. Una strada veloce per crescere, ma non priva di rischi

Crescere, e non solo. Scalare. Il mantra di ogni startupper. Si può farlo alla “vecchia” maniera, aumentando base clienti e fatturato. Oppure, c’è una scorciatoia: intraprendere una politica di acquisizioni.

 

Rilevare altre società – di solito startup – consente di tagliare i tempi e ridurre i costi di ricerca e sviluppo. Ma non è un’operazione priva di rischi. Si portano in casa brevetti e tecnologie, ma esporsi dal punto di vista finanziario può costare caro se si sbaglia a valutare l’investimento. Ci possono essere problemi economici (bilanci che contengono sorprese), organizzativi (azienda mal diretta, scarsa motivazione del personale) ma anche cambiamenti improvvisi del quadro normativo o, più semplicemente, del mercato a mettere a rischio l’investimento.

 

 

Gli unicorni che fanno più acquisizioni: la classifica

Nonostante ciò, chi ha visto giusto è cresciuto alla velocità della luce. TechCrunch ha stilato per la seconda volta in due anni un report delle società che hanno fatto più M&A nel mondo tech. Per semplicità, la classifica diffusa dal magazine statunitense si limita a considerare gli “unicorni”, le società ad alto valore tecnologico sostenute da capitale di rischio capaci di raggiungere una valutazione da almeno un miliardo di dollari. Rare, proprio come gli unicorni. Altro criterio, le società in classifica non sono quotate.

 

Al primo posto dela lista (aggiornata a febbraio) c’è Airbnb, con ben 19 acquisizioni. La società di affitti a breve termine prende il posto di Dropbox, che nel frattempo ha fatto il salto in Borsa. Sparisce, per lo stesso motivo, anche Survey Monkey. In seconda piazza resta stabile Automattic (17), che sviluppa WordPress.com e altre piattaforme. Terza piazza per il social media Pinterest, fermo, si fa per dire, a 15. Al quarto posto The We company (12 acquisizioni), holding che opera nel business dei co-working space con il marchio WeWork, presente anche in Italia. Risale a inizio febbraio l’acquisizione di Euclid, società che analizza l’utilizzo di spazio fisico e traccia i visitatori attraverso il wifi.

 

 

Quinto posto per Sharecare (12, attiva nel comparto health), sesta in classifica Adknowledge (11, piattaforma marketing), settima piazza per Coinbase (11, società attiva nel trading di beni digitali). In ottava posizione troviamo Lyft (11) concorrente di Uber ma focalizzata sugli Stati Uniti  seguita da Sprinklr (10 acquisizioni, social media marketing and management software in cloud). La top ten si chiude con  Freshworks (10) che offre soluzioni per vendita e per il supporto alla clientela.

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