Che cos'è l'Autonomous Database e perché cambierà il vostro IT | The Next Tech immagine-preview
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Apr 8, 2019

Che cos’è l’Autonomous Database e perché cambierà il vostro IT

Il processo di automazione all'interno dei datacenter consente di liberare risorse preziose. Importanti per trasformare tutta l'azienda, grazie all'intelligenza artificiale

Apr 8, 2019

Che cos’è l’Autonomous Database e perché cambierà il vostro IT

Il processo di automazione all'interno dei datacenter consente di liberare risorse preziose. Importanti per trasformare tutta l'azienda, grazie all'intelligenza artificiale

Viviamo nel pieno di un cambiamento radicale del panorama tecnologico: l’avvento dei personal computer ha cambiato le scrivanie degli uffici, la diffusione di Internet il modo stesso in cui si lavora e si collabora tra colleghi, nella stessa stanza o a distanza. Oggi viviamo una terza rivoluzione: quella legata al cloud, ai big data, alla grande capacità di calcolo garantita dai datacenter che mettono a disposizione nuovi strumenti per l’analisi e l’elaborazione dei dati stessi basati sull’intelligenza artificiale. Da cogliere c’è una nuova opportunità: quella che l’automazione dei processi può offrire alle aziende, in termini di tempo e risorse risparmiate da reinvestire in attività ad alto valore aggiunto.

L’era del machine learning

Michele Porcu (Oracle)

“L’esplosione dell’uso di machine learning e intelligenza artificiale è senz’altro dovuta alla maggiore potenza di calcolo disponibile a costi ragionevoli – spiega Michele Porcu, che guida la strategia di Oracle per il cloud nel Sud Europa – Ma, soprattutto, alla presenza di un’elevata mole di dati necessaria per ‘allenare gli algoritmi ad apprendere’ – il machine learning, appunto – e renderli così efficaci”. In altre parole, dalla teoria si è passati alla pratica: la tecnologia di cui parliamo è allo studio da molte decine di anni, e finalmente è diventato possibile applicarla a casi d’uso concreto e trasformarla in un prodotto realmente utile all’IT personale e aziendale.

 

Gli effetti di questa tecnologia saranno più evidenti con la progressiva diffusione di questi strumenti: “Gli impatti di queste tecnologie sul mondo del lavoro sono molteplici e saranno sempre più importanti nel prossimo futuro” continua Porcu. Gli esempi pratici non mancano: call center più efficienti, sistemi di backoffice che forniscono informazioni preziose per migliorare le vendite di prodotti e servizi, unendo i dati strutturati a quelli non strutturati che fino a oggi stentavano a trovare un impiego. “Anche dal punto di vista della sicurezza e della compliance con le regole di privacy come GDPR ci saranno notevoli opportunità di miglioramento, ad esempio in tema di antifrode e cybersecurity”.

 

Sistemi più efficaci, dunque, ma anche più efficienti. La stessa tecnologia può essere impiegata per rendere più sicuro e disponibile l’ambiente operativo lato server, con una SLA che arriva al 99,995%: se le app e i dati arrivano dal cloud, sono archiviati e conservati in un datacenter, e i datacenter possono sfruttare di nuovo machine learning e intelligenza artificiale per tenere sotto controllo la sicurezza e la disponibilità del servizio.

Che cos’è Oracle Autonomous Database

Qual è la differenza tra uomo e macchina? Il primo è un essere capace di immaginare soluzioni che vanno oltre la semplice ripetizione sequenziale di una serie di azioni: sfrutta l’immaginazione, l’intuizione, per scovare soluzioni che vanno oltre la semplice deduzione. Le macchine invece non vanno oltre la propria programmazione, ma sono in grado di gestire contemporaneamente e rapidamente mole di dati per noi inimmaginabili: le doti delle macchine sono perfette per fare da complemento all’essere umano, gli permettono di dare fondo ai propri talenti senza doversi preoccupare della complessità.

 

 

È da questa considerazione che nasce l’idea di Autonomous Database: far svolgere alle macchine i compiti ripetitivi e le operazioni di manutenzione che sono un peso per il personale in carne e ossa, liberando gli IT manager da questo peso e lasciando spazio ad altre attività. Soprattutto, si elimina il fattore umano dall’equazione sicurezza: “Nell’85% degli attacchi le patch per risolvere eventuali vulnerabilità sono già disponibili, ma non ancora installate – racconta Porcu – I motori di machine learning, oltre a garantire un’elevata vigilanza, riescono a mantenere il software sempre aggiornato proteggendolo dalle vulnerabilità conclamate, e applicando le patch in automatico via via che vengono rese disponibili”.

 

La sicurezza è proprio uno dei fattori chiave in questo caso: la già citata normativa GDPR ha imposto regole precise per la gestione e la comunicazione in materia di sicurezza, dunque un database che mette a disposizione un perimetro più sicuro per quanto attiene gli aggiornamenti è una risorsa preziosa. Senza contare che un ambiente operativo percepito come insicuro genera delle ricadute economiche significative: “Nel breve si tratta soprattutto di rischio operativo d’azienda – spiega Porcu – Tutte le iniziative di recovery, insieme al downtime di servizio, comportano ad un aggravio di costi rilevante (fino a 200 euro per dipendente). Nel medio-lungo periodo invece parliamo di rischio strategico-reputazionale: può costare emorragie di clienti e soprattutto danni consistenti in termini di valore del brand o persino valore azionario dell’azienda”.

Tre motivi per scegliere Autonomous Database

Prendete il database più usato sul mercato, aggiungete intelligenza artificiale, installatelo nei datacenter dotati di tecnologia Exadata: il risultato è Autonomous Database. L’AI apprende dall’uso del database stesso, ottimizzandone le prestazioni nel tempo senza richiedere l’impegno di ore-uomo, così come procede in modo autonomo all’installazione delle patch di sicurezza o a risolvere i malfunzionamenti che potrebbero causare downtime.

 

 

I risparmi in termini di risorse possono raggiungere l’80 per cento: tutto tempo che l’IT può impiegare in altre attività, come ad esempio lo sviluppo di nuovi prodotti in grado di generare fatturato. Il tutto senza trascurare i vantaggi tipici di queste soluzioni cloud: la segregazione del dato per assicurare che non venga manipolato, la cifratura fisica embedded nell’hardware, l’hardware stesso che è ottimizzato per il database – sviluppato a Redwood City.

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