Notre Dame, viaggio in 3D nella storia e nella sua architettura
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Ultimo aggiornamento il 17 aprile 2019 alle 17:44

Notre Dame, viaggio nella sua architettura. Raccontata dalla computer grafica

Una incursione in 3D nel Medioevo "vero", prima delle numerose riletture dell'architetto ottocentesco Eugène Viollet-le-Duc. E gli errori storici di Assassin's Creed Unity potrebbero aiutare la ricostruzione

In queste ore in cui tutto il mondo piange la distruzione della cattedrale di Parigi, Notre Dame, e Internet si divide sulla valenza del tesoro storico andato perduto, stanno riaffiorando in Rete parecchie ricostruzioni tridimensionali di com’era la chiesa all’apice del suo splendore. Ne abbiamo scelta una, a nostro avviso tra le più interessanti, che racconta come è stata edificata. E, soprattutto, mostra la versione più autentica e genuina. Non ritoccata dai maquillage dell’Ottocento.

 

 

Com’è stata costruita Notre Dame

Come si vede dal video, la cattedrale, la cui struttura è sopravvissuta all’incendio divampato attorno alle 18:50 di ieri e domato soltanto alle 5 di questa mattina (il sito russo Gigarama permette, grazie a una foto in altissima risoluzione scattata da un drone, di visionare i danni dall’alto), è stata edificata in più fasi. La ricostruzione tridimensionale è anche utile per scoprire e osservare le impalcature usate tra il 1163 e il 1250.

Rispetto alla cattedrale che potete vedere nel video, quella andata a fuoco tra il 15 e il 16 aprile era in gran parte opera di ricostruzioni successive. La cattedrale originaria fu infatti devastata dalla Rivoluzione francese per essere ricostruita, con molte aggiunte che potremmo definire “romanzate”, nell’Ottocento.

 

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Si trattava, del resto, di un periodo molto diverso dall’odierno, in cui la Storia stessa aveva un valore diverso, se si pensa per esempio alla diceria, non si sa fino a che punto vera, che un ministro di Luigi XV (1710-1774) avrebbe persino fatto abbattere il timpano ovest per fare il suo ingresso spettacolare- tronfio e vittorioso – in cattedrale a cavallo.

Fonte: IGN

La computer grafica per ricostruirla?

E sempre la CG potrebbe potrebbe aiutare a ricostruirla. Un soccorso in tal senso, dicono alcuni, arriverebbe persino dal mondo dei videogiochi e, più precisamente, dalla serie storica – benché altamente romanzata – di Assassin’s Creed.

 

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Il capitolo Unity – sviluppato nel 2014 – è stato infatti ambientato all’epoca della Rivoluzione francese e presenta proprio la possibilità di scalare Notre Dame, benché proposta (gli sviluppatori dissero volontariamente e non frutto di errore) con tutti i suoi elementi architettonici e decorativi che, vedremo subito dopo, furono aggiunti solo nel secolo successivo.

Perché? Per renderla più famigliare a chi ha visitato la cattedrale. Decisione che, se fino a ieri aveva fatto storcere il naso ai più pignoli, oggi, grazie alla cura per i dettagli, potrebbe persino dare una mano in sede di ricostruzione.

Non era tutta medievale

Con i suoi ricami mistici scolpiti nella pietra e le sue guglie che svettavano nel cielo, Notre Dame trasudava medioevo da ogni pietra. Eppure, proprio la guglia più alta rappresentava una aggiunta successiva. Il progetto principale ne prevedeva una molto più piccola, che è possibile vedere nel video. Fu smontata sul finire del Settecento per essere ripensata, più elaborata e di diverse dimensioni, nel secolo successivo. A progettarla l’architetto nonché storico dell’arte francese Eugène Viollet-le-Duc (1814-1879) che vi profuse la sua personalissima visione del medioevo.

Anche per questo, l’artista, sognatore e visionario, fu osteggiato per i lavori che portò a termine nelle principali chiese e città di Francia. Siccome non si limitò a recuperare monumenti in rovina (non solo Notre Dame, lavorò anche la basilica di Saint-Denis e agli interni della Sainte-Chapelle), ma li sottopose a pesanti maquillage che “scimmiottavano” il passato, nella francia di quegli anni si diffuse un modo di dire che lo richiamava: “fare alla Viollet-le-Duc”, ovvero “modificare la storia secondo il proprio arbitrio”.

 

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Dotò paesi di bastioni, porte di ingresso, torri merlate e mura di cinta. Set storici a uso e consumo dell’esigenza di dotare il Paese di un nuovo patriottismo unitario. Ma set storici, appunto. Simili ai castelli “delle fiabe” che oggi punteggiano la Germania (su tutti: Neuschwanstein o quello di Lichtenstein). Così belli forse proprio perché fasulli: costruiti nel tardo ‘800. Il periodo di Viollet-le-Duc. E frutto di una visione romantica e fiabesca del Medievo.

Sue anche le “chimere”

Persino le gargolle, più note come gargoyles (ma in realtà chimere, perché semplici statue e non anche grondaie), celeberrime presenze – anche per via del film Disney che le ha animate – dei tetti e dei camminamenti di Notre Dame, non sono figlie del Medioevo ma rappresentano un falso storico che, maligneranno alcuni, l’architetto posizionò ad arte per attrarre più i turisti che i fedeli.

 

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La patina del tempo, il vento, le piogge e, perché no, anche lo smog delle fabbriche, dei camini e delle auto, ha fatto il resto: ha smussato gli angoli, levigato le forme bestiali, annerito la pietra, antichizzato questi demoni in modo naturale. Fondendoli con il resto di Notre Dame. Ma sarebbe sbagliato pensarle figli autentici di un Medioevo “oscuro” in cui la superstizione dominava la ragione.

Un accurato modello 3D di Notre Dame è apparso anche nel videogioco Assassin's Creed Unity

Ecco perché, nella ricostruzione in 3D, Notre Dame è molto più spoglia e disadorna. Certo, presentava diverse sculture mostruose, rimosse sul finire del Settecento dalla branca armata dell’Illuminismo (che non poteva permettere all’irrazionalismo medievale di dominare sullo skyline cittadino), ma non erano quelle sognate e disegnate da Viollet-le-Duc nel suo, personalissimo, bestiario fantasy. Fa tutt’altro effetto pensare che l’ultima gargolla fu installata nel 1864 ed è quasi contemporanea con la Torre Eiffel.

Anche se non rincuora, vista la distruzione. Come fa effetto leggere le cronache e scoprire che, proprio la guglia principale, la prima a sbriciolarsi per l’aggressione delle fiamme, non piaceva ai parigini di metà ‘800, tanto che alcuni comitati avrebbero voluto tirarla giù. Poi a quel nuovo protagonista dello skyline cittadino ci fecero l’abitudine, tanto da attribuirgli un nomignolo, la Flèche di Notre Dame, la freccia della cattedrale. Come si fa con chi è di famiglia. E, come accade con chi è di famiglia, appena si assenta non si vede l’ora che faccia ritorno.

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