Verso un rene in provetta? L'overfunding del progetto di Università Bicocca immagine-preview

Apr 18, 2019

Verso un rene in provetta? L’overfunding del progetto di ricerca dell’Università Bicocca

Sulla piattaforma Produzioni dal Basso è stato raggiunto l'obiettivo di 5mila euro in una settimana. Le prospettive del crowdfunding per la ricerca in Italia. Non scordandosi mai della comunicazione

Anche il campo biomedico sta sperimentando le potenzialità del crowdfunding. Il progetto Verso un rene in provetta? dell’Università Bicocca è uno dei cinque che l’ateneo milanese ha accolto e proposto sulla piattaforma Produzioni dal Basso, dove in una settimana ha subito raggiunto l’overfunding. 5mila euro raccolti grazie a decine di donatori da tutta Italia, puntando anche su una campagna di comunicazione. «Non ci aspettavamo un successo simile e così veloce», ci ha spiegato la Dottoressa Silvia Bombelli (seconda da sinistra, ndr) che punta a sperimentare l’utilizzo degli organoidi grazie a cellule staminali adulte. In pratica, abbozzi semplificati di organi realizzati in provetta su cui testare possibili terapie per l’insufficienza renale. Completano il team Chiara Grasselli e Antonino Bruno. Al progetto ha preso parte anche Federico Moizo (primo da destra, ndr), imprenditore milanese che ha orientato il team nel mondo del crowdfunding.

Verso un rene in provetta? La storia

«Voglio essere chiara: con 5mila euro non raggiungeremo certo una soluzione. L’insufficienza renale colpisce il 10% della popolazione italiana secondo il Ministero della Salute. È un percorso che richiederà tempo». Nel Laboratorio di oncologia e patologia molecolare del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Bicocca il progetto Verso un rene in provetta? vuole essere un primo passo per testare campi promettenti della ricerca. Lo spiega l’esperta, proprio per fugare illusioni su cure imminenti della patologia: «Sono dieci anni che stiamo lavorando sulle cellule staminali adulte del rene. Questa call dell’ateneo ci è sembrata un’ottima occasione per provare nuove vie di finanziamento».

Come spiegano i ricercatori sulla piattaforma di crowdfunding, su cui l’ateneo promuove i suoi migliori progetti, i ricercatori vogliono “creare un modello cellulare tridimensionale in grado di mimare lo sviluppo di un rene umano per testare nuovi farmaci”. A lungo termine la ricerca potrebbe trovare soluzioni alternative alla dialisi, una terapia complessa soprattutto per la quotidianità dei pazienti.

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Ricerca e comunicazione

Mentre scriviamo la raccolta su Produzioni dal Basso sfiora i 6mila euro a un mese e mezzo dalla chiusura della campagna. «Il crowdfunding è una opzione molto interessante per la ricerca. E lo è soprattutto perché ci ha spinto a puntare anche sulla comunicazione». Il team ha una pagina Facebook e spedirà una newsletter con cui tenere aggiornati tutti i donatori sullo stato di avanzamento del progetto. «All’estero – precisa Silvia Bombelli – è senz’altro più diffusa la mentalità che chiunque può dare il proprio contributo alla ricerca. Forse perché comunicano meglio di noi. Per questo credo che anche noi ricercatori dovremmo puntare di più sulla comunicazione».

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