Donald Trump spiega il ban di Huawei | The Next Tech immagine-preview

Mag 24, 2019

Donald Trump spiega il ban di Huawei

La dichiarazione del Presidente USA getta luce sulle motivazioni della Casa Bianca. E allargano lo spiraglio per un accordo tra le parti

A una diretta domanda di un corrispondente dalla Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto sulla vicenda Huawei. Il problema, come spesso accade con Trump, è che quanto ha detto è piuttosto oscuro e si presta a molteplici interpretazioni: ma dalle sue parole emerge lo spirito di fondo che ha animato la scelta del Governo a stelle e strisce, e se c’era qualche dubbio che fosse una questione economica e non di sicurezza ora è stato definitivamente dissipato. Trump parla esplicitamente di accordo commerciale con la Cina, lo fa in un contesto nel quale si parla di investimenti esteri negli USA: il Presidente lascia intendere quale sia l’obiettivo finale della mossa. Di fatto, apre definitivamente la porta a un accordo che riporti la situazione alla normalità.

Il pericolo Huawei

Ma cosa ha detto esattamente Trump? Lo potete ascoltare in questo video, a partire dal minuto 40:30 circa (ma magari ascoltate anche un paio di minuti prima per farvi un’idea del contesto), e per vostra comodità abbiamo trascritto e tradotto la dichiarazione appena sotto:

 

 

“Huawei è davvero pericolosa. Pensate a quanto hanno fatto in materia di sicurezza, da un punto di vista militare, davvero pericolosa. Quindi è possibile che Huawei sia compresa in qualche tipo di accordo commerciale. Se faremo un accordo, posso immaginare che Huawei sia compresa in qualche modo in qualche parte di questo accordo commerciale”.

 

Se non siete ancora convinti, subito dopo al Presidente viene chiesto come sarebbe modellato questo accordo. La risposta si spiega da sola: “Sarebbe molto vantaggioso per noi”. Quindi è una questione economica, lo è sempre stata, e segna definitivamente la direzione presa in questi anni dalla politica estera in materia: con quella che dagli osservatori è stata chiamata la “guerra dei dazi” e che ha di fatto chiuso un’epoca di libero scambio tra Asia e America durata parecchi lustri.

Trump ha scelto il protezionismo come strumento di negoziazione, convinto che questo approccio possa risultare vincente: fino a questo punto non sono state prese in considerazione le ricadute sulle aziende USA (che vendono milioni e milioni di dollari di materiali a quelle Cinesi), ma inevitabilmente prima o poi anche questi nodi verranno al pettine. Sarà allora che l’accordo tra le parti diverrà più probabile: e le parole di Trump, che parlano di convenienza economica, indicano chiaramente che anche dal suo punto di vista un accordo sia la soluzione più probabile.

Il boomerang Google

Da sottolineare c’è anche un movimento di protesta, più o meno spontaneo non è dato saperlo, che nelle ultime ore sta emergendo sui social. Vi abbiamo raccontato dello sticker a forma di cuore che circola in Italia, mentre Oltreoceano ci sono i commenti a un post di Google su Instagram che vedono preponderante l’hashtag #supporthuawei.

Visti i milioni di acquirenti di uno smartphone Huawei, era inevitabile che ci fosse qualche tipo di conseguenza a livello social. Va detto che Huawei per ora si è mostrata molto conciliante, sottolineando come la questione sia politica e che bene hanno fatto le aziende ad applicare la legge. Certo a Shenzhen non staranno alla finestra in attesa. Ora si apre una fase di studio, in cui si susseguiranno le dichiarazioni più o meno concilianti di ambo le parti: sarà anche piuttosto stucchevole da seguire, i fatti veri avverranno lontano dai riflettori e in stanze con le porte chiuse, cui seguiranno inevitabili indiscrezioni. Vedremo quando ci sarà qualcosa di significativo da raccontare.

 

Come era prevedibile, tra l’altro, sono iniziate le manovre per trovare alternative al Play Store. Al momento l’attenzione si è focalizzata su un possibile sostituto: si fa il nome di Aptoide, che ha un bell’archivio di app già pronto e che potrebbe essere interessata a stringere un accordo col marchio cinese. Per ora però sono più che altro sondaggi esplorativi, resta in piedi la possibilità che si raggiunga un accordo: probabilmente ben prima del 19 agosto, quando scade la sospensione concessa, in tempo per rimettere in pista i lanci dei prossimi smartphone di Huawei.

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