Starlink: i satelliti di Elon Musk preoccupano gli astronomi | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 29 giugno 2019 alle 7:58

Starlink: i satelliti di Elon Musk preoccupano gli astronomi

Un video ha fatto rabbrividire gli astronomi che già ora devono fare i conti con le strisciate dovute al passaggio dei satelliti artificiali che popolano le orbite terrestri

Non è un mistero che Elon Musk pianifichi di finanziare la spedizione a Marte con i proventi del progetto Starlink. Si tratta di una impressionante costellazioni di satelliti che dovrebbero fornire connessione internet globale. I piani sono grandiosi: per coprire tutto il pianeta verranno lanciati 12.000 satelliti, più del doppio di quelli attualmente in orbita. Visti i numeri, i satelliti della costellazione Starlink dovranno essere lanciati in gruppi. Il primo lancio collettivo è avvenuto nelle prime ore del 24 maggio quando un Falcon X ha portato in orbita una torre formata da 60 satelliti ordinatamente ripiegati.

Arrivati a 440 km di quota, i satelliti sono stati rilasciati uno dopo l’altro e subito hanno dispiegato i pannelli solari, iniziando la loro missione. Per prima cosa hanno dovuto azionare il motore a ioni del quale sono equipaggiati per darsi una spinta, piccola ma costante, per portarsi su un’orbita più alta. Tuttavia, appena dopo il lancio, i cacciatori di satelliti erano pronti ad ammirare lo spettacolo offerto dai 60 nuovi satelliti. L’olandese Marco Langbroek da Leiden, li ha colti intorno a mezzanotte locale e ne ha fatto un video da non perdere.

 

Mentre al suolo è buio, i pannelli solari dei satelliti vengono ancora colpiti dal sole e appaiono brillantissimi nel cielo mentre passano uno dietro l’altro con uno spettacolare effetto trenino. I puntini meno luminosi che si indovinano nello sfondo sono le stelle visibili ad occhio nudo e danno una idea di quanto siano brillanti i satelliti Starlink, paragonabili alla stella Polare.

 

Il video ha fatto rabbrividire gli astronomi che già ora devono fare i conti con le strisciate dovute al passaggio dei satelliti artificiali che popolano le orbite terrestri. Maggiore il numero dei satelliti (ognuno dei quali è fornito di pannelli solari che riflettono i raggi del Sole) maggiore è l’entità del problema che interessa specialmente le ore successive al tramonto e quelle prima dell’alba quando a terra è buio ma gli oggetti in orbita vengono illuminati dal Sole.

 

La combinazione tra il numero, l’orbita relativamente bassa e, forse, l’inclinazione dei pannelli solari ha prodotto un mix micidiale, in grado di mandare in tilt gli osservatori astronomici sorvolati dall’allegro trenino.

Il trenino luminsoso sprigionato

Il lancio del primo gruppo di satelliti della costellazione Starlink non è certo una sorpresa ma è stato vedendo il trenino così luminoso che gli astronomi hanno apprezzato a fondo l’entità del problema che può solo peggiorare con il crescere del numero di satelliti.

Elon Musk ha subito fatto notare che l’effetto trenino è momentaneo. Ogni satellite ha un motore a ioni che verrà usato per alzare l’orbita a 550 km: l’allontanamento diminuirà la luminosità. Inoltre, l’operazione di riposizionamento disperderà i satelliti che non si presenteranno tutti insieme. Ha anche dichiarato che è possibile cambiare l’inclinazione dei pannelli solari per minimizzare la riflessione, diminuendo la brillantezza.

 

Speriamo, tuttavia i numeri sono impressionanti e le stime non sono confortanti. Con le informazioni attualmente disponibili, si pensa che la metà delle immagini raccolte dai nostri telescopi potrebbe contenere una strisciata. Inoltre, i punti luminosi in perenne movimento prodotti dai satelliti Starlink sarebbero molto più numerosi delle stelle visibili ad occhio nudo, alterando la visione del cielo che, non dimentichiamolo, è un patrimonio di tutta l’umanità.

 

Le preoccupazioni degli astronomi

L’Unione astronomica Internazionale si è fatta interprete della preoccupazione diffusa nel mondo astronomico e ha dichiarato:«L’Unione astronomica internazionale è preoccupata per queste costellazioni satellitari. L’organizzazione, in generale, abbraccia il principio di un cielo oscuro e radio-silenzioso, essenziale non solo per far progredire la nostra comprensione dell’universo di cui facciamo parte, ma anche come risorsa per tutta l’umanità e per la protezione della fauna notturna. Ancora non conosciamo l’impatto che avranno migliaia di questi satelliti visibili sparsi nel cielo notturno, e nonostante le loro buone intenzioni queste costellazioni satellitari potrebbero rappresentare una minaccia per entrambe».

Infatti, oltre a modificare l’aspetto del cielo visibile a occhio nudo, le emissioni radio dei satelliti Starlink rischiano di accecare i radiotelescopi costruiti nelle regioni meno abitate e più “silenziose” del mondo. Come si possono rivelare i deboli segnali dei primi oggetti che si sono accesi nel nostro universo quando si viene sorvolati da potenti ripetitori che operano a frequenze vicine?

Si potranno programmare i satelliti perché si spengano durante il sorvolo delle zone dove operano i radiotelescopi per evitare interferenze? Elon Musk ha dato la sua disponibilità a lavorare con gli astronomi ottici e radio per trovare soluzioni dal momento che vorrebbe che il suo progetto di connettività globale non abbia impatti negativi sull’astronomia.

Mentre la sua buona volontà viene sicuramente apprezzata, tutti sono interessati a vedere i risultati delle azioni correttive.

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