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Ultimo aggiornamento il 31 luglio 2019 alle 17:34

Il 70% delle persone è pronto a volare su un aereo senza pilota

I più convinti sono i giovani con l’83% di “sì”, mentre la percentuale scende al 45% per gli over 65

Sette persone su dieci si aspettano di viaggiare su un velivolo autonomo nel corso della propria vita e si dicono pronti a farlo senza indugi. Il dato emerge da un’indagine – il Global Autonomous Vehicle Study – commissionata da Ansys, azienda americana leader nella simulazione ingegneristica, per misurare i livelli di fiducia e le preoccupazioni degli utenti nei confronti degli aerei a guida autonoma.

Ed è un dato abbastanza sorprendente. Mentre il 52% delle persone afferma che le auto driverless saranno il loro mezzo di trasporto preferito entro il 2024, non era così scontato che gli aerei a guida autonoma riscontrassero un tale livello di apprezzamento.

La paura di volare infatti è molto più diffusa di quanto si creda: solo in Italia riguarda 6 persone su 10, secondo un sondaggio realizzato da Eurodap (Associazione europea disturbi attacchi di panico). Evidentemente, anche l’idea di un aereo senza pilota, suscita maggiore affidabilità e sicurezza nelle persone.

L’industria aerospaziale saprà mantenere le promesse, garantendo ai passeggeri soluzioni tecnologicamente sicure, così da essere accettate dalla maggioranza delle persone?

Un cambiamento inevitabile

Quel che è certo, intanto, è che “i primi aerei autonomi entreranno probabilmente in servizio entro i prossimi dieci anni – spiega Priyanka Chimakurthi, senior research analyst di Frost & Sullivan – e saranno adibiti a spostamenti tra diverse città o all’interno della stessa città, soprattutto per il trasporto merci e come aerotaxi”.

Del resto ormai, da una parte all’altra dell’oceano, sono sulle strade le prime auto senza pilota. Anche in Italia il Ministero dei Trasporti ha dato il via alla sperimentazione delle prime auto a guida autonoma, sulla Senna fluttuano i taxi volanti della Sea Bubbles e, in un futuro non troppo lontano, entreranno in servizio anche i primi aerei autonomi.

“L’aumento dell’automazione nei grandi jet commerciali sarà invece graduale”, continua la Chimakurthi. “Si partirà dalla presenza di un solo pilota a bordo per arrivare alla gestione totalmente autonoma”. Certo, sono ancora molte le sfide da superare, dai vincoli pratici, alle tecnologie di propulsione e alle batterie. Ma intanto, lo studio ci conferma che le persone ripongono fiducia nei confronti di questa novità tecnologica che potrebbe modificare radicalmente il nostro modo di spostarci nel prossimo futuro.

Il 70% degli intervistati infatti – dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Cina ai paesi Europei, Italia compresa – dice di essere pronto a volare su una aereo autonomo nel corso della propria vita. Il 58% si dice disposto a farlo nel prossimi dieci anni, mentre il 12% preferisce attendere più di 10 anni. Vanno meglio i giovani, con l’83% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni convinti di volerlo fare al più presto. La percentuale scende al 45% per gli over 65.

Più sicuro di un conto corrente

Tra i timori maggiori riscontrati dallo studio, al primo posto i guasti tecnici (65%), seguiti dalla capacità del pilota automatico di reagire a condizioni esterne, come il maltempo o le turbolenze (57%). Al contrario, il 71% degli intervistati non ha timori riguardo alla sicurezza del decollo e il 76% non è preoccupato da un atterraggio senza pilota.

Inoltre, il 39% degli intervistati ritiene che il sistema tecnologico di un aereo autonomo sia il più difficile da hackerare, paragonato a quello dei conti correnti (27%), degli smartphone (17%), dei computer (14%) e anche delle auto a guida autonoma (12%).
“I risultati di questa ricerca appaiono incoraggianti per l’intera industria aerospaziale – sostiene Eric Bantegnie, vice president e general manager della business unit ANSYS Systems – le persone sono pronte per una nuova era del trasporto aereo”.

Molto dovrà essere fatto ancora però, non solo per quanto riguarda la sicurezza, ma anche per ciò che concerne il livello di informazione e la percezione dei futuri passeggeri. Solo il 7% del campione, ad esempio, aveva consapevolezza del ruolo attuale del pilota automatico. Quando gli è stato fatto notare che, con ogni probabilità, solo i primi e gli ultimi 10 minuti del loro ultimo volo erano stati controllati da un pilota in carne e ossa, il 36% degli intervistati ha dichiarato che allora si sentirebbe molto più sicuro in un aereo completamente autonomo.

@antcar83

 

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