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Ultimo aggiornamento il 19 agosto 2019 alle 9:42

FeelHippo, il robot italiano che cerca anidride carbonica nel mare

Questo automa sviluppato in Italia è in grado di “mappare” le bolle di anidride carbonica che danneggiano l’ecosistema marino

Si chiama FeelHippo ed è un robot subacqueo italiano, sviluppato dall’Università di Firenze, che fa parte di ISME (Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l’Ambiente Marino), istituzione che include nove atenei Italiani impegnati nella ricerca sulle tecnologie per il mare.

Il suo compito è quello di “contare” le bolle di anidride carbonica presenti nelle acque marine. L’anidride carbonica nel mare infatti è responsabile di diversi danni alla fauna e alla flora subacquea.

Lo sviluppo di FeelHippo è iniziato nel 2013: totalmente autonomo, di recente è stato usato nel tratto di mare intorno all’isola di Vulcano per un esperimento condotto in collaborazione con la Jacobs University di Brema.

Un robot metà italiano, metà tedesco

L’esperimento dei due team è stato condotto nell’ambito della più ampia iniziativa del progetto europeo EUMarineRobots: ISME ha messo a disposizione le tecnologie e i robot sviluppati dai suoi ricercatori come, ad esempio, FeelHippo. Del resto, i vulcani sul fondo del mare rappresentano un laboratorio naturale per studiare gli effetti negativi dell’anidride carbonica e della maggiore acidificazione delle acque sulla biodiversità. Per la prima volta però, a stimare la quantità di CO2 contenuta nel mare è stato un robot.

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Fino ad ora infatti, le misurazioni erano affidate principalmente a sub provvisti di telecamere. Un sistema che consegnava ai ricercatori stime necessariamente molto approssimative e, inoltre, relative solo ad ambienti marini accessibili all’uomo.

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“Abbiamo quindi fatto un primo esperimento con il nostro robot subacqueo FeelHippo – ha spiegato Alessandro Ridolfi, ricercatore ISME/Università di Firenze – un veicolo autonomo provvisto di telecamere e sonar, e sviluppato per esplorare i fondali marini, ma anche in grado grazie alle medesime tecnologie, di mappare le bolle di CO2 nell’acqua”.

Dalle bocche dei crateri vulcanici fuoriescono numerosissime bolle di anidride carbonica e FeelHippo ha potuto così utilizzare le sue innovative capacità per correre dietro a queste bolle e valutare la gravità della situazione sul fondo del mare.

Cosa fa FeelHippo

Per svolgere il suo lavoro, FeelHippo utilizza sia mezzi ottici che acustici: in pratica, i sonar del robot lanciano onde acustiche che, incontrando una bolla di gas, producono una “eco” caratteristica, che viene rilevata dal robot e “contata” come bolla.

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L’allarme per le condizioni degli ecosistemi marini è stato lanciato da tempo, principalmente per quanto riguarda i rifiuti, soprattutto plastiche, che mettono in pericolo le specie marine. Ogni anno si stima che otto milioni di tonnellate di plastica, per un valore di 19,5 miliardi di euro, vanno a riempire i nostri oceani. Secondo il rapporto Stemming the Tide, nel 2025 potrebbe esserci una tonnellata di plastica negli oceani per ogni tre tonnellate di pesci.

Ma poco si sa riguardo ai danni causati dall’anidride carbonica sempre più presente negli oceani e in grado di causare danni incalcolabili alla fauna ittica. Se aumentano le emissioni inquinanti aumenta anche la presenza di CO2 nelle acque. Si stima che i nostri oceani abbiano inglobato, negli ultimi decenni, il 26% dell’anidride carbonica emessa in atmosfera. Un bene, perché significa una diminuzione dell’effetto serra, ma anche un male, perché contribuisce all’acidificazione degli oceani, che danneggia gli organismi acquatici, crea danni neurologici ai pesci e problemi per l’intera catena alimentare.

Ecco perché FeelHippo ha un ruolo davvero importante: “in questo progetto stiamo collaborando con un team della Jacobs University composto da ingegneri, biologi e geologi, che poi potranno usare i dati raccolti da FeelHippo per studiare l’impatto dell’acidificazione prodotta dall’anidride carbonica sull’ambiente marino”, ha concluso Ridolfi.

@antcar83

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