IGOODI, la prima fabbrica di avatar 100% made in Italy | The Next Tech
#SIOS19
Prenota il tuo biglietto

Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2019 alle 7:22

Billy Berlusconi racconta la sua IGOODI, la prima fabbrica di avatar 100% made in Italy

Dalla moda al wellness, dal medicale ai social, fino agli e-sport: questi settori stanno per trasformarsi grazie alla versione 3D di noi stessi, introdotta nella vita quotidiana di milioni di persone

Abbiamo tutti sgranato gli occhi dinanzi alle creature blu di Avatar. Nel film di James Cameron questi corpi servivano per affrontare la vita su un altro pianeta. Invece gli avatar progettati dalla startup italiana IGOODI promettono di aiutarci a vivere meglio la nostra quotidianità sulla terra. Insomma, sembra che il futuro sia già qui.

Avatar e umanesimo digitale

Con uffici a Milano e Genova, IGOODI è guidata da Billy Berlusconi, figlio di Paolo e nipote di Silvio. Laureato in economia ed esperto di blockchain, il giovane Berlusconi sovrintende un team di Millennial, “la generazione del Game Boy, per capirci”.

Tra i sostenitori del progetto naturalmente c’è il più famoso dei Berlusconi, Silvio. “Mio zio è un grande imprenditore e fucina di intuizioni imprenditoriali – ci spiega Billy Berlusconi – Per questo è stato uno dei più grandi supporter di IGOODI. È vero che fra di noi ci sono alcune generazioni di differenza, ma l’istinto dell’imprenditore non conosce età”.

A StartupItalia ha raccontato che il progetto IGOODI è nato dalla passione per i videogiochi e per la voglia di viverla più intensamente. Poi guardando il mondo di oggi, reale e digitale, ha capito che “l’avatar ci permette di ridurre il divario tra i due, di semplificare la vita reale delle persone migliorando quella virtuale. Ci piace definirlo umanesimo digitale“.

Il progetto “The Digital You”

Da questa idea è nato il progetto “The Digital You”: chiunque avrà la possibilità di ottenere il proprio avatar 3D, cioè un altro “se stesso” completamente virtuale e uguale in tutto e per tutto all’originale fisico.

Per farlo, IGOODI ha progettato, brevettato e realizzato l’innovativa cabina The Gate. Qui avviene la scansione automatizzata grazie anche alla tecnologia fotogrammetrica tra le più avanzate del settore. All’interno sono installate decine di fotocamere ad alta risoluzione che, attraverso l’impiego di sofisticati software per la rilevazione visiva rapidissima e accurata, permettono di eseguire la scansione completa della persona in pochi secondi con la massima precisione.

Avatar con abito

Il risultato? Un output pressoché identico all’originale. Il design di questa cabina? Futuristico, naturalmente. Il progetto “The Digital You” ha anche una piattaforma tecnologica e un’applicazione mobile per la gestione dell’avatar da parte dell’utente (già disponibile su iOS e Android).

Grazie al suo know how e alle importanti collaborazioni a fini di ricerca con enti come Politecnico di Milano e Università degli Studi di Verona, IGOODI rappresenta di fatto l’unica realtà italiana a possedere una visione multisettoriale per l’applicazione pratica dell’avatar nella vita di tutti i giorni.

Avatar: impieghi presenti e futuri

Ma a cosa serve oggi un avatar? Pensate. State per acquistare un vestito su un e-commerce, ma non siete sicuri della taglia. Ecco che l’avatar lo può provare per voi. Siete in riabilitazione o a dieta, ma non avete il tempo di andare al controllo con medico o nutrizionista? Niente paura: si potrà inviare al dottore una scansione a 360° di se stessi.

In campo ortopedico, avere degli avatar a disposizione significherà poter scansionare il corpo alla perfezione e stampare tutori 3D perfettamente coerenti con le misure fisiche del paziente. La mappatura dei nei? Un’inezia automatica, grazie agli avatar.

Naturalmente gli avatar potranno essere utili per attività ludiche, quali vivere avventura in prima persona attraverso i videogame, oppure condividere una esatta riproduzione di sé sui social. I brand potrebbero studiare attività ad hoc per coinvolgere non più gli umani, ma gli avatar.

Questione privacy: la proprietà dei dati è dell’utente. “Stiamo pensando anche all’inserimento della blockchain per certificare tutti i passaggi nel processo IGOODI”. Ma, oltre alla fuga dei dati, a far paura potrebbe essere un’altra cosa: e se rinunciassimo alla nostra umanità in favore di una vita tutta in digitale?

In un altro film dedicato all’argomento, Il mondo dei replicanti, Bruce Willis e Rosamund Pike rinunciavano all’esperienza del mondo in prima persona, rifugiandosi in bellissimi sostituti. Potremmo cascarci anche noi? Secondo Billy Berlusconi l’avatar non deve farci paura. “Tutti lo vedono come un facilitatore: semplificando con il digitale, ho più tempo per la vita reale. Del resto, avere paura dell’avatar sarebbe un po’ come avere paura di noi stessi”.

the gate

Nuove tecnologie, un mercato in fermento

È proprio l’approccio multisettoriale al mercato degli avatar a marcare la principale differenza con gli altri competitor nel mondo. Anzi, per Billy Berlusconi la parola concorrenza oggi è sorpassata. “Sarebbe più pratico e utile usare termini come collaborazione o unità di sforzi congiunta, per arrivare meglio e prima al risultato desiderato – spiega l’imprenditore –. Quindi niente concorrenti, ma semmai company dalle quali ci si differenzia per caratteristiche proprie, senza combattersi l’uno con l’altro. Rispetto a noi, chi opera nel campo degli avatar oggi tende ad essere più verticale”.

Il progeto IGOODI si inserisce a pieno titolo in un momento particolarmente positivo per i mercati delle nuove tecnologie, come quello della realtà aumentata. Secondo alcune stime recenti Nasdaq, questo segmento tecnologico arriverà a valere circa 70 miliardi di dollari entro il 2023. Con l’implementazione dell’intelligenza artificiale si arriverà a toccare i 190 miliardi nel 2025.

Avatar IGOODI

Il futuro di IGOODI

Guardiamo il mondo dalla prospettiva di un nuovo umanesimo digitale, disegnato a misura degli uomini e delle donne di oggi, che si annuncia già dal nome IGOODI, dove il potenziale positivo (GOOD) crea un ponte fra l’IO reale (I) e l’IO digitale (I)” spiega Berlusconi.

Dopo anni di ricerca, investimenti, collaborazioni con importanti centri universitari e round di finanziamenti, oggi la startup italiana può offrire a tutte le aziende e agli enti che guardano al futuro una piattaforma in grado di integrare l’avatar con l’universo dei servizi digitali customizzati. Questi sono in fase di sviluppo e disponibili per il mercato B2B.

Vogliamo continuare a innovare e a crescere – spiega Berlusconi – Per il futuro infatti ci siamo prefissati d’incrementare gli investimenti nell’implementazione tecnologica e l’introduzione dell’intelligenza artificiale, al fine di mettere a disposizione di aziende, università, istituti medici, istituti di ricerca e associazioni le potenzialità degli avatar per incentivare la ricerca anche a scopo sociale“.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter