Miracle, specchiarsi e prevenire grazie alla tecnologia
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Ultimo aggiornamento il 21 ottobre 2019 alle 7:00

Miracle, lo specchio smart che aiuta a prevenire alcune malattie

Da Capurso, in provincia di Bari, arriva la rivoluzione tech health che promette di velocizzare la prevenzione di molte patologie grazie a uno specchio intelligente

Il colorito del volto (ma non solo) dice tante cose sul nostro stato di salute: è da qui che Vincenzo Pasquadibisceglie e Gianluca Zaza sono partiti per creare Miracle, lo specchio intelligente capace di esaminare lo stato di salute di chi ci si specchia. Nato come una tesi di laurea, questo dispositivo ha conquistato la giuria del DigithON, che gli ha assegnato il premio Gino Pace di Confindustria. Ora i due inventori si preparano a convincere che Miracle può diventare l’alleato prezioso di tutti, grandi e piccini, nella prevenzione.

Cos’è Miracle

Miracle è un prototipo di specchio intelligente capace di identificare i parametri vitali di chi vi si riflette. Gli indici misurabili con il dispositivo sono frequenza cardiaca e respiratoria, saturazione di ossigeno nel sangue. Tutto questo senza utilizzare sensori invasivi, ma solo elaborando l’immagine del volto riflessa nello specchio. La tecnica che permette di farlo è la fotopletismografia remota.

«Si sfruttano regioni delle regioni del volto – spiega Vincenzo Pasquadibisceglie Il cambiamento del colore di queste aree viene captato da una webcam, che dialoga con un algoritmo di riconoscimento del viso e di queste zone. Da qui riusciamo ad estrapolare dati come battito cardiaco e frequenza respiratoria».

Lo scopo delle analisi di Miracle è la prevenzione. Il dispositivo è in grado di prevedere il livello di rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari, grazia a una componente intelligente basata su regole diagnostiche assimilate dal sistema. «Ma non vogliamo sostituirci al medico – sottolinea il portavoce di Miracle – Vogliamo invece incentivare la cultura della prevenzione».

Dalla tesi alla parete

Miracle nasce come progetto di tesi magistrale di Vincenzo Pasquadibisceglie e Gianluca Zaza, entrambi laureati in Informatica Magistrale presso l’Università degli Studi di Bari. «Volevamo realizzare una tesi socialmente utile», ricorda il portavoce della startup. All’inizio i ragazzi di Capurso, che sono partiti con i 10.000 euro del bando Pin della Regione Puglia, avevano pensato di realizzare un dispositivo di personal health care, dove ogni soggetto può monitore in maniera autonoma. Poi qualcosa è cambiato.

«Abbiamo delineato due linee di prodotto: il dispositivo IoT, cioè lo specchio, e la seconda linea, cioè un dispositivo elettromedicale. La differenza tra i due – spiega Pasquadibisceglie – sarà data dalle certificazioni mediche. Per ottenerle, ci vogliono altre sperimentazioni su numerosi pazienti».

Il dialogo con il comparto scientifico resta uno dei nodi da sciogliere. Miracle potrebbe mettersi in contatto con il medico e scambiare informazioni con lui? «È un possibile sviluppo futuro, – ammette il co-founder –. Ma questo primo feedback non deve affatto sostituirsi al medico. I dati possono però essere inoltrati allo specialista».

«Il nostro obiettivo è che una volta acquisiti questi dati, Miracle restituisca un feedback generato da un sistema intelligente basato su logica fuzzy (è la possibilità di rappresentare la realtà non nella logica binaria 01, ma con una logica più sfumata, ndr.)». Dopo un primo dialogo con l’utente e il lancio di un segnale d’allarme, la palla deve per forza tornare al medico.

Preoccupati per i dati? Niente paura: «attualmente le informazioni restano in locale – rassicura Pasquadibisceglie –. Nel momento in cui si svilupperà una struttura di interscambio con i medici, bisognerà rispettare il protocollo relativo alle cartelle cliniche digitali», già esistente.

Il futuro di Miracle: perché sceglierlo

Tra i tanti sistemi di monitoraggio per la salute, tra smart watch e app, Miracle vince perché è un sistema che non richiede il contatto con l’utente o il collegamento con uno smartphone (ulteriore step di protezione indiretta dei dati e della privacy dell’utente). «Quindi può usarlo chiunque, anche gli anziani, senza bisogno di ausili come lacci o meccanismi – osserva l’inventore –. Inoltre, Miracle dà un nuovo valore a un oggetto di arredo».

Lo smart mirror di Vincenzo e Gianluca ha già convinto la giuria di DigithON, che ha premiato il team con il premio di Confindustria Gino Pace. In virtù di questo riconoscimento i ragazzi di Miracle hanno vinto un periodo di stage in un’azienda estera, che li aiuterà a migliorare l’assetto del progetto.

Nel futuro, quattro obiettivi: migliorare la robustezza e l’accuratezza dell’algoritmo, test di sistema su un campione più ampio, verificare i valori relativi alla frequenza respiratoria e migliorare il prodotto finale.

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