Il ponte di Leonardo starebbe in piedi. Sarebbe stato il più lungo al mondo
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Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2019 alle 6:24

Il ponte di Leonardo starebbe in piedi. E sarebbe stato il più lungo al mondo

Il MIT ha replicato in scala 1:500 un'infrastruttura lunga (su carta) 218 metri. Nei progetti del genio italiano avrebbe collegato Costantinopoli a Galata

Il Massachusetts Institute of Technology ha fatto un regalo a Leonardo da Vinci, proprio nell’anno in cui il mondo celebra il cinquecentenario dalla morte del più grande inventore italiano di tutti i tempi. Secondo infatti gli esperti della celebre università di Boston, il ponte mai realizzato che il genio del Rinascimento progettò nel 1502 e propose al Sultano Bayezid II come collegamento tra Costantinopoli (l’attuale Istanbul) e la città di Galata sarebbe stato in piedi. Rispetto ai canoni dell’epoca, l’infrastruttura era davvero rivoluzionaria e di dimensioni mai viste: Leonardo disegnò un ponte lungo su carta 218 metri, minimalista, con un solo arco a collegare le due sponde dell’estuario del Corno d’Oro. Purtroppo per il Sultano (e il mondo intero), l’artista multiforme toscano non ottenne mai il lavoro.

Leonardo aveva ragione

Gli esperti del MIT di Boston – un team composto da architetti e ingegneri – si sono messi così nei panni del Sultano Bayezid II, che nel Cinquecento aveva pubblicato un vero e proprio bando a cui Leonardo ha partecipato inviando la sua idea di ponte. Ragionando sulle fonti disponibili, quindi i carteggi, gli esperti hanno simulato la realizzazione dell’infrastruttura con i materiali disponibili all’epoca e le tecniche più usate. Realizzando un plastico del ponte in scala 1:500, sono giunti alla conclusione che avrebbe retto e sopportato il passaggio di persone, mezzi a trazione animale e merci.

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Come spiegato in un comunicato, l’università non ha certo voluto mettersi in cattedra per dare ragione a Leonardo: l’inventore già sapeva che la sua infrastruttura avrebbe funzionato, reggendo a vento e intemperie. L’affidabilità progettuale di Leonardo era già stata riscoperta anche in Norvegia, dove è stato riprodotto un ponte pedonale ispirato ai suoi disegni, costruito però con materiali e tecnologie moderni. Il MIT di Boston ha invece effettuato il primo test di un’infrastruttura utilizzando soltanto il know how del Cinquecento.

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L’impero Ottomano avrebbe potuto avere il ponte più lungo del mondo, dieci volte più grande rispetto a tutti gli altri presenti all’epoca. Oggi dobbiamo “accontentarci” del plastico di quell’infrastruttura che il MIT ha realizzato ricorrendo a 126 blocchetti ottenuti con una stampante in 3D. Non proprio un dispositivo rinascimentale…

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