Luigi Marattin (Italia Viva): "Per aprire profilo social serva carta d'identità" | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 29 ottobre 2019 alle 12:33

Luigi Marattin (Italia Viva): “Per aprire profilo social serva carta d’identità”

La proposta arriva dal neo gruppo dei renziani, al lavoro su un disegno di legge per combattere il cyberbullismo

Combattere il fenomeno del cyberbullismo legando ogni account, anche quelli con nomi di fantasia, a un documento di identità valido. La proposta arriva dal deputato di Italia viva, Luigi Marattin, che la ha annunciata direttamente via Twitter.

 

Marattin: “Nickname liberi, ma profili controllati”

“Da oggi al lavoro per una legge – ha scritto sul proprio profilo Twitter l’ex consigliere economico a palazzo Chigi dei governi Renzi e Gentiloni – che obblighi chiunque apra un profilo social a farlo con un valido documento d’identità. Poi prendi il nickname che vuoi (perché è giusto preservare quella scelta) ma il profilo lo apri solo così”.

La misura viene invocata nei giorni immediatamente successivi al reportage di Repubblica che, anticipando il tema del convegno che si è tenuto ieri a Milano dal titolo “Dal Binario 21 ad Auschwitz. Il linguaggio dell’odio: incontro con Liliana Segre” in cui la senatrice sopravvissuta ad Auschwitz e testimone dell’Olocausto ha parlato agli studenti dell’Università IULM delle centinaia di insulti che riceve quotidianamente, sembra aver rimesso in cima dell’agenda politica il tema del cyberbullismo.

Il premier: “Il Parlamento legiferi contro l’odio”

Tra i primi a intervenire dopo la pubblicazione dell’articolo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che aveva annunciato l’intenzione di invitare «tutte le forze politiche in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli». «Dobbiamo lavorare», aveva poi aggiunto, per «scacciare via l’Italia brutta» quella «dell’odio».

 

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E se il mondo politico in queste ore si è stretto senza eccezioni attorno a Liliana Segre, non sono invece mancate le polemiche da parte degli internauti sulla proposta dell’ex esponente PD. Numerose infatti le repliche sul suo profilo Twitter: in molti paventano rischi legati alla privacy e ripercussioni sulla libertà d’espressione. Ma non sono nemmeno mancati gli insulti.

 

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Tant’è che Marattin è nuovamente intervenuto in mattinata per difendere il disegno di legge di Italia Viva: “Come si arrabbiano eh – ha scritto il deputato di Italia Viva – quando annunci di voler far qualcosa per impedire che il web rimanga la fogna che è diventato (una fogna che sta distorcendo le democrazie, invece che allargarle e rafforzarle). Si mettano l’animo in pace. Il limite è stato superato, ed è ora di agire”.

 

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