Mi Note 10, Xiaomi si gioca la carta del penta-camera | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 6 novembre 2019 alle 23:53

Mi Note 10, Xiaomi si gioca la carta del penta-camera

È un'escursione in un territorio fin qui poco frequentato dall'azienda cinese: quella dei flagship con caratteristiche da primo della classe. Questa volta sugli scudi c'è una fotocamera da 108 megapixel. E arrivano pure le TV

A Madrid fa il suo debutto un’idea di Xiaomi diversa, a due anni dallo sbarco in Europa: una Xiaomi capace di dettare il passo al resto del mercato grazie a funzioni inedite altrove, che esplora nuovi segmenti di prezzo e dunque di consumatori grazie a uno smartphone che è differente dagli altri che l’hanno preceduto a partire dal design della confezione, ma senza trascurare un paio di funzioni che lo rendano davvero diverso anche dal resto dell’offerta sul mercato. È così che viene presentato al pubblico il nuovo Mi Note 10: un telefono con 5+1 fotocamere, con una batteria da oltre 5.000mAh, capace insomma sulla carta di non lasciare insoddisfatti i suoi potenziali acquirenti. E poi accanto a questo ci sono altre novità: l’atteso Redmi Note 8t, successore del fortunato Redmi Note 7, e una manciata di TV che costituiscono una novità per il pubblico europeo. E, vale la pena sottolinearlo, sul palco per presentare le novità  in fatto di smartphone salgono soltanto donne: brava Xiaomi.

Com’è il Mi Note 10

Una ormai classica configurazione “a semaforo” per la fotocamera posteriore, bordi arrotondati per il frontale e il posteriore (entrambi realizzati in Gorilla Glass 5), un ormai altrettanto familiare selfie camera inserita in un notch a goccia sullo schermo, display AMOLED da 6,47 pollici che integra il lettore di impronte. C’è un particolare, però, che troverete sul Mi Note 10 e che difficilmente troverete su un altro top-di-gamma: sulla parte bassa del telefono campeggia glorioso il jack audio per le cuffie, un retaggio di un’era che ormai è stata superata da Apple, Samsung e Huawei ma che rimane come un baluardo sul nuovo flagship di Xiaomi.

Sotto il cofano non ci sono numeri particolari da sottolineare, forse fatta eccezione per la già citata maxi-batteria: la capienza ufficiale è di ben 5.260mAh (caricabatterie da 30W), segno evidente che l’autonomia lontano dalla presa è una delle priorità per l’esperienza d’uso immaginata da Xiaomi per il Mi Note 10. Il processore scelto per questo smartphone è interessante, trattandosi di un’ammiraglia: è lo Snapdragon 730G di Qualcomm, che è costruito con tecnologia 8nm (che aiuta a consumare meno) e monta 8 core basati su architettura Kyro 470, ma che non costituisce l’eccellenza assoluta del settore. Va detto che ormai anche questa classe di processori ha raggiunto potenze tali da poter essere all’altezza di quasi qualunque compito, e 6GB di RAM LPDDR4x aiutano a tenere il passo assieme allo storage UFS2.1 da 128GB.

Sicuramente più interessante spendere qualche parola sul sistema fotocamere. Sono cinque come detto, accorpate in una configurazione complessa anche solo da raccontare. Innanzi tutto ovviamente il sensore principale da 108 megapixel, un Samsung ISOCELL Bright HMX (sviluppato in collaborazione da Xiaomi con l’azienda coreana), stabilizzato otticamente (OIS) e che monta una lente da f/1,69 che non dovrebbe creare particolari grattacapi alla sera. Via software si può scegliere se scattare a tutta risoluzione o se lasciare al telefono di operare il classico pixel-binning che riduce il rumore di fondo negli scatti. Accanto a questo ci sono ben due sensori dedicati allo zoom: c’è il primo da 12 megapixel (2x, lente f/2: ideale per i ritratti) che lavora assieme a quello da 5 megapixel (5x, lente f/2, OIS) per produrre un effetto combinato che raggiunge i 10x ibridi e 50x digitali. Ancora 20 megapixel per il grandangolo (f/2,2, 117 gradi di angolo di campo), e subito sotto un sensore da appena 2 megapixel dedicato alle macro ravvicinate (2cm la distanza minima di messa a fuoco): due scelte legate alla possibilità di garantire massima creatività con lo smartphone in mano. Non manca il doppio flash posteriore.

A tutto questo sfoggio di hardware, Xiaomi aggiunge anche qualche novità nel software di gestione: versione 2.0 della night mode, per chi è appassionato di fotografia notturna, una stabilizzazione migliorata nei video (che possono essere girati in risoluzione 4K anche con il sensore grandangolare), effetti cinema per chi registra vlog con lo smartphone e infine una modalità slow-mo che raggiunge i 960fps. Ovviamente c’è anche la fotocamera frontale per gli autoscatti, in questo caso da 32 megapixel.

Altro dato da segnalare sul Mi Note 10 è l’adozione della versione 11 dell’interfaccia MIUI (su Android 9 però): la vera novità, più che la grafica leggermente diversa dalla versione precedente, è la scelta di puntare forte sulla personalizzazione dell’Always On Display (AOD). Ora si può scegliere tra diversi temi per questa funzione, resa un po’ più appariscente rispetto a quella base che si sperimenta altrove, e pure selezionare quali informazioni mostrare per renderla più utile. Altre novità di MIUI 11 riguardano il file manager e lo share di file tra device, una nuova libreria di suoni che comprende anche delle suonerie per la sveglia con funzioni random per variazioni sul tema nel corso dei giorni, e una nuova interfaccia di risposta rapida che permette ad esempio di mandare un messaggio su WhatsApp senza dover abbandonare l’app che al momento è visualizzata sullo schermo.

Prossimamente Xiaomi promette anche una versione Pro del Mi Note 10: in quel caso ci sarà addirittura una lente a 8 elementi a bordo montata sul sensore da 108 megapixel. Certo si piazzerà in una fascia di mercato ancora superiore ai pur rispettabili 599 euro richiesti per un Mi Note 10 (il Pro costerà 699 euro, ma da confermare la sua data di arrivo da noi): Il Mi Note 10 sarà ordinabile dal prossimo 11 novembre in Italia, anche tramite i principali operatori mobile, in tre diverse varianti di colore (Midnight Black, Glacier White, Aurora Green: l’ultimo è il più bello di tutti). Per i pionieri che lo acquisteranno entro il 14 novembre anche una gift card da 50 euro da spendere in un Mi Store.

Bentornato Redmi Note

Il vero erede di quello che in questi mesi è stato un best seller, successo che Xiaomi punta a bissare: il Redmi Note 8T succede al Redmi Note 7, e anche qui come nel caso del fratello maggiore non si risparmiano fotocamere. Sono tre sul posteriore di questo terminale che è più tradizionale nelle forme, tanto da incorporare il lettore di impronte dietro e non sotto lo schermo, e mantiene intatto anche in questo caso il jack audio al suo posto.

Più semplice ma comunque completa la scheda tecnica: Qualcomm Snapdragon 655, 4GB di RAM e 64GB di storage, vetro Gorilla Glass davanti e dietro, display da 6,3 pollici di diagonale che comprende una fotocamera frontale in un notch a goccia. La batteria, integrata ovviamente, è una rispettabile 4.000mAh. L’interfaccia scelta in questo caso è la MIUI 10 (montata su Android 9), ma non manca un sistema di ricarica rapido da 18W.

Veniamo alla configurazione della fotocamera posteriore: 48 megapixel il sensore principale, lente f/1,79 e maxi-pixel da 1,6 nanometri, abbinata a una ultra-wide da 8 megapixel con lente f/2,2 e una macro da 2 megapixel simile a quella del fratello maggiore. La fotocamera frontale è da 13 megapixel, e comprende tutti gli effetti bellezza a base AI che vanno per la maggiore.

 

Il Redmi Note 8t arriva prima: sarà già sugli scaffali dei Mi Store e su mi.com a partire dall’8 novembre, oltre che nei punti vendita TIM, Wind Tre e Vodafone e nelle catene di elettronica. Il prezzo ufficiale è di 229 euro, ma per una settimana sarà offerto ai primi acquirenti in promozione a 199 euro. Inutile dire che in questa fascia di prezzo la guerra è accesa, ma visto il successo fatto registrare dalla linea Redmi Note in passato Xiaomi nutre molte speranze sui volumi che il nuovo 8t potrà generare.

Xiaomi in TV

L’annuncio di oggi a Madrid sull’arrivo delle TV marchiate Xiaomi ha colto un po’ tutti di sorpresa: non perché non fosse nell’aria, quanto perché ad essere annunciati come disponibili per i consumatori del Vecchio Continente non sono gli ultimi modelli presentati in queste ore in Cina. Da noi arriva la “vecchia” serie Mi TV 4, che rispetto ai modelli più recenti monta pannelli meno evoluti pur condividendo l’impostazione basata su Android TV 9 e un design tutto in metallo.

La serie Mi TV 4 si comporrà da noi di tre modelli: il 4A da 32 pollici, il 4S da 43 e il 4S da 55 pollici. Il limite principale del 4A è la risoluzione, ancora solo HD, mentre gli altri due montano un pannello 4K HDR: tutti come processore dispongono di un quad-core Mediatek, montano una GPU Mali 470 che dovrebbe assicurare prestazioni adeguate (assieme a 1,5GB di RAM sul 32 pollici e 2GB sugli altri due). Integrato il Play Store di Android, garanzia che le app di Netflix e simili dovrebbero girare senza problemi, così come è integrata la tecnologia Google Cast per sfruttare il display analogamente a quanto si farebbe a una TV con una Chromecast montata. Non mancano le certificazioni Dolby Audio e DTS HD per i modelli della serie S.

 

I prezzi sono sicuramente un punto cruciale per questa offerta: 179 euro per il 4A 32 pollici, 349 euro per il 4S da 43 pollici e 449 euro per il 55. Prezzi aggressivi ma non troppo, che preparano il terreno all’arrivo della più avanzata serie 5. Il problema è che non sappiamo oggi quando arriveranno questi TV in Italia: i prezzi indicati sono quelli per il mercato a noi più vicino, la Spagna, che avrà subito questi nuovi prodotti disponibili mentre il Belpaese dovrà aspettare qualche settimana (o più probabilmente l’inizio del 2020). A quel punto per il nostro Paese si potrebbe optare direttamente per il salto sui modelli più recenti, ma vedremo come si muovera Xiaomi da noi.

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