Pokémon Spada e Scudo, la rivoluzione riparte da Switch | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 22 novembre 2019 alle 12:16

Pokémon Spada e Scudo, la rivoluzione riparte da Switch

Arrivano per la prima volta nei nostri salotti le creaturine di Satoshi Tajiri. Gli ultimi capitoli della fortunata saga saranno all'altezza delle aspettative?

Cento milioni di copie. Sono quelle vendute in tutto il mondo dai primi tre episodi della saga Pokémon (Pokémon Rosso, Pokémon Blu e Pokémon Giallo), dal 1995 a oggi. Probabilmente sarebbero anche molte di più, considerate quelle digitali e le rom illegali. Ma tanto basta per comprendere la portata del fenomeno. Pikachu e colorata compagnia, del resto, compaiono a più riprese nella hall of fame dei videogiochi più venduti. Ecco perché il 15 novembre potrebbe essere una data storica: l’uscita, in contemporanea in tutto il mondo, su Nintendo Switch di Pokémon Spada e Pokémon Scudo (da qui in avanti Pokémon Spada e Scudo) potrebbe ricordare al settore che non si vive di solo Death Stranding

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Benvenuti a Galar

Come ogni nuovo episodio, anche Pokémon Spada e Scudo portano in dote nuovi mostriciattoli da acchiappare disseminati lungo una regione inedita. Questa volta esploreremo le lande virtuali di Galar, lande che, secondo alcuni, si rifarebbero al Regno Unito.

Clicca per ingrandire la mappa di Galar

Questa volta, però, il nuovo Poké-mondo presenta una novità che rappresenta una brusca rottura rispetto al passato: l’addio degli scontri casuali, sostituiti dal fatto che i Pokémon selvaggi appariranno sulla mappa. Infatti, tra una città e l’altra come Steamington e Knuckleburg o locazioni di sicuro impatto come Bosco Brillabirinto, la regione di Galar presenta sconfinate distese che gli abitanti chiamano “Terre Selvagge“: serbatoi di natura incontaminata che si estendono a perdita d’occhio. Qui, avranno luogo le battute di caccia in modo totalmente nuovo, ovvero decidendo semplicemente di incrociare il proprio cammino con i Pokémon che appariranno a pochi passi da noi.

E come nei GdR che adottano questa possibilità, anche in Pokémon Spada e Scudo la reazione muterà a seconda dell’animale: avvicinandoci a un tenero Vulpix, per esempio, questo si darà alla fuga, mentre altri esemplari di indole più animosa, come Beartic, potrebbero decidere di caricarci appena metteremo piede nel loro territorio.

 

 

Inutile dire che sia davvero piacevole poter vedere finalmente i Pokémon immersi nel loro habitat come forse non accadeva da Pokémon Snap per Nintendo 64. Certo, già in Pokemon Let’s Go Pikachu! e in Pokemon Let’s Go Eevee! i loro modelli poligonali gironzolavano sulla mappa, tra ciuffi d’erba alta, ma qui scorrazzano in modo realistico, aumentando la sensazione di immersione. Prestate attenzione poi al meteo: questo consiglio un po’ da mamma ha un suo perché. Alcuni mostriciattoli usciranno dalle tane solo durante le tempeste di sabbia, altri durante le bufere di neve, altri ancora quando piove, mentre i Pokémon d’erba preferiscono il sole. Per fortuna una apposita funzione del Pokédex vi indicherà sempre le condizioni metereologiche delle varie aree di gioco.

Insomma, tutto perfetto? Purtroppo no… Ecco, se da un lato auspicavamo da tempo la fine delle battaglie random – e già con gli ultimi episodi dobbiamo dare atto agli sviluppatori di Game Freak di aver leggermente modificato le regole canoniche -, ora occorre ammettere che non siamo rimasti del tutto soddisfatti da quella che, a conti fatti, è la più dirompente novità di Pokémon Spada e Scudo.

Infatti, oltre a essere svanita parte della magia legata agli istanti che precedevano lo scontro (istanti durante i quali si sperava che a materializzarsi fosse un esemplare raro, magari Shiny, non il solito Rattata) per gli evidenti limiti tecnici di un motore grafico che non è stato ottimizzato a dovere, i Pokémon selvatici appaiono sì nell’overworld, ma solo nei pressi del nostro personaggio per poi sparire non appena ci si allontana.

Ci saremmo aspettati di viaggiare lungo lande brulicanti di vita, invece più che Terre Selvagge dovrebbero essere ribattezzate terre desolate, perché i fondali rimangono tristemente vuoti, azzoppando la voglia di esplorarle.

I Raid Dynamax

Per fortuna, a ravvivare un po’ la situazione ci pensa, con alterne fortune, la possibilità di collegarsi, sempre nel bel mezzo delle Terre Selvagge, con altri giocatori attraverso l’online o tramite la modalità wireless locale. Non è una brutta idea fare comunella con altri allenatori dato che sulla mappa compariranno le tane di Pokémon giganteschi.

Creature rare e potenti che non possono certo essere affrontate da soli. Come accadeva nell’app Pokémon Go da cui è tratta tale feature, l’aiuto di altri giocatori umani è insomma indispensabile per mettere le mani sul bestio colossale e sui tanti oggetti preziosi che sgancerà una volta ridotto a più miti consigli.

Ma anche questa novità presenta un rovescio della medaglia non di poco conto. È infatti quasi obbligatorio affrontare i Raid Dynamax in compagnia di altri allenatori, da soli è impossibile non solo per la forza spropositata del Pokémon colossale (che può persino attaccare più volte nello stesso turno e, se non lo batterete entro il decimo, vi scaraventerà fuori dalla sua tana) ma soprattutto perché se sarete soli verrete affiancati da quattro Pokémon random dall’intelligenza artificiale che rasenta il grottesco e che il più delle volte riusciranno a ostacolarvi, anziché agevolarvi. È dunque parecchio frustrante sapere che i mostri elefantiaci dei Raid Dynamax restano prerogativa per chi gioca online.

Le altre novità di Pokémon Spada e Scudo

Gradita invece l’introduzione del Pokécampeggio che permette di tirare il fiato tra uno scontro e l’altro, curando i propri Pokémon in attesa di arrivare alla città successiva. In questo modo si incentiva infatti l’esplorazione delle Terre Selvagge: quando avremo esaurito le pozioni acquistate nei negozi, sarà necessario scovare ingredienti naturali come frutti, radici e bacche per rivitalizzare un mostriciattolo caduto negli scontri con i Pokémon selvaggi o curare uno stato particolare (paralisi, sonnolenza, congelamento, avvelenamento).

L’esplorazione è agevolata dal fatto che in Pokémon Spada e Scudo avremo la bici (la Roto-Bici) fin dalle prime ore di gioco e sarà anche in grado di muoversi sull’acqua: finalmente non dovrete più avere necessariamente in squadra un Pokémon che conosca la mossa Surf per attraversare laghetti e paludi. Novità non di poco conto che snellisce parecchio le meccaniche tradizionali che la saga presentava, intatte, dal 1995.

Allo stesso scopo sono volte le nuove funzionalità del Pokédex che vi indica già, percorso dopo percorso, i Pokémon che vi dimorano (bisognerà però averli incontrati almeno una volta) o il funzionario presente in ogni città del gioco che potrà comodamente far ricordare ai vostri mostriciattoli (inclusi quelli stoccati nel Box) mosse magari dimenticate per errore. A proposito di Box: è sparita la possibilità di curare i Pokémon semplicemente inviandoli al servizio in cloud. Ora se li depositerete paralizzati o avvelenati, al vostro ritiro li troverete ancora ammalati. Quindi attenzione prima di servirvene.

Tornano invece prepotentemente in Pokémon Spada e Scudo gli scontri con i Capipalestra che, com’è noto, erano stati invece abbandonati nella formula degli ultimi due episodi per Nintendo 3DS, Pokémon Sole e Pokémon Luna (e nelle loro versioni pompate, Pokémon UltraSole e Pokémon UltraLuna), anche se qualcosa di simile alle Prove del Giro delle Isole è rimasto, ma non vogliamo anticiparvi troppo. Comunque, saranno ancora queste sfide il motivo principe per cui viaggerete da una città all’altra di Galar.

Il Gigamax

A sparigliare le carte in tavola all’interno degli scontri ci pensa poi il Gigamax. Si tratta di un potere che rende i Pokémon di dimensioni colossali. Però, attenzione: solo alcuni, rari esemplari di determinate specie di Pokémon possono gigamaxizzarsi.

Inutile dire che assumere queste proporzioni nelle lotte, seppur per un breve periodo di tempo, può facilmente deciderne l’esito. Infatti, i Pokémon gigamaxizzati diventano, come nel caso di quelli dynamaxizzati, più potenti. Inoltre, possono usare una mossa unica detta “mossa Gigamax”. Ciascuna mossa Gigamax è caratteristica dei Pokémon Gigamax di una determinata specie.

Insomma, queste sono le novità introdotte in Pokémon Spada e Scudo, due dei capitoli più attesi di sempre della serie dato che sono i primi ad approdare su console da salotto (anche se, con l’arrivo di Switch Lite, la console Nintendo ha sterzato verso l’handheld). Come tutti i titoli sviluppati da Game Freak anche questi non possiedono chissà quale comparto tecnico, anzi, siamo uno o due livelli sotto le produzioni Nintendo, ma difficilmente qualcuno se ne lamenterà (finora non è mai successo).

Lascia decisamente più l’amaro in bocca ciò che resta da fare una volta conquistata la Lega Pokémon di Galar dato che la longevità in quel frangente pare ancorarsi esclusivamente al supporto del gioco online. Ma si tratta di sbavature che non riusciranno certo a sporcare un gioco che è esattamente come milioni di allenatori avrebbero voluto fosse. Qua e là forse il lavoro svolto è stato pigro, altrove frettoloso, ma Pokémon Spada e Scudo non mancheranno di essere l’ennesimo successo commerciale Nintendo. Potete scommetterci.

 

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