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Ultimo aggiornamento il 19 novembre 2019 alle 10:18

Amazon espande la sua musica in streaming con pubblicità

E sfida Spotify, che infatti perde in Borsa. La piattaforma esce dall'ecosistema Alexa per allargarsi a iOS, Android, FireTv e desktop. Per ora in Usa, Regno Unito e Germania

Continua la battaglia dello streaming, stavolta sul fronte musicale. Amazon, che pure è un player già di peso sia per i video con Prime Video che per la musica con Prime Music e la versione a pagamento Music Unlimited, ha svelato di essere al lavoro su un ulteriore servizio, leggermente diverso dagli altri due. Mentre Prime Music è riservato agli iscritti Prime e Music Unlimited è invece in abbonamento senza pubblicità, con accesso illimitato e altri benefit riservati a chi paga, la novità sarà un po’ sulla falsa riga della versione gratuita di Spotify. Il catalogo sarà cioè ricco e ampio, non come Prime Music dov’è ridotto – si fa per dire – a due milioni di pezzi, ma l’ascolto verrà inframezzato dalla pubblicità e da altre limitazioni.

Da Echo agli altri dispositivi

Spotify, come noto, conta oltre 248 milioni di utenti al mese, di cui 113 milioni di abbonati (dati aggiornati allo scorso settembre) per diversi tipi di abbonamento, il più diffuso da 9,99 euro. Stesso prezzo di Music Unlimited di Amazon che però, appunto, non disponeva di una piattaforma gratuita gemella, per così dire, che non fosse a pagamento o inclusa appunto (con catalogo ridotto) per gli utenti Prime. Il servizio con la pubblicità, in realtà già introdotto a settembre per gli utenti che posseggono un dispositivo intelligente che supportasse Alexa, a partire dalla famiglia Echo, si è appena allargato ed è accessibile dall’applicazione Amazon Music su iOS, Android e FireTv. Oltre che da desktop.

I primi mercati

Per il momento la nuova creatura in streaming, che porta così a tre (a dire il vero, considerando Amazon Music HD, quattro) le offerte nel settore di Amazon, è operativa ovviamente negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania. Non servono abbonamenti né carte di credito. Sono migliaia le “stazioni” disponibili, che prendono le mosse da canzoni, artisti, epoche o generi, altrettante le playlist con le classifiche globali e compilation a tema, per esempio in vista del periodo natalizio. In conseguenza di questa mossa, le azioni di Spotify sono scese del 4,9%. Naturale: c’è un nuovo rivale sulla piazza, anche se per il momento in soli tre mercati – molto importanti – che ha deciso di aggredire una fascia di pubblico, quella che si accontenta dei pezzi interrotti dalle pubblicità, che comunque rimaneva finora a totale disposizione di Spotify.

Monopolio interrotto

Sia Apple Music che Music Unlimited, Google Play Music (sulla via del tramonto) o Tidal non prevedono infatti una versione con pubblicità. Di fatto Spotify è (anzi, era) l’unico player a offrire una versione “freemium” con cui agganciare e lusingare l’utenza e convincerla, prima o dopo, ad abbonarsi. Amazon ha scelto di fare un salto fuori dal suo ecosistema Alexa/Echo ed allargarsi un po’ dappertutto. Vedremo se la pantagruelica offerta di Seattle si espanderà presto in altri mercati. Nel frattempo, Music Unlimited è in offerta a 0,99 centesimi per quattro mesi.

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