Shine, la tecnologia a misura di...water. Per dire addio al "lavoro sporco"
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Ultimo aggiornamento il 8 dicembre 2019 alle 8:27

Shine, il dispositivo che si prende cura del… wc

Shine è il primo “bathroom assistant” che si occupa del wc. In modo semplice, ma efficace. Aiutando anche l’ambiente

Igienizza, pulisce, aiuta a risparmiare acqua e si occupa della manutenzione. Shine è un device realizzato per rendere “smart” anche il bagno. Riducendo gli sprechi ed eliminando l’utilizzo di prodotti chimici, dannosi per l’ambiente (e le persone).

Il team che l’ha creato, lavorando al progetto diversi mesi, ha un obiettivo preciso: cambiare il modo di “concepire” il bagno, utilizzando la tecnologia. Perché continuare a fare il “lavoro sporco”, se c’è un dispositivo che può farlo al nostro posto?

Un’idea senza dubbio particolare, capace anche di strappare più di un sorriso, che è riuscita però a ottenere un certo riscontro. Shine ha infatti incassato un round seed di 750mila dollari da due investitori, Entrada Ventures e Mucker Capital, a cui si sono aggiunti più 460mila dollari raccolti in due mesi con una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

Com’è nato il progetto Shine

L’idea di creare un “bathroom assistant” è nata durante un viaggio in Giappone dell’imprenditore Chris Herbert, founder e CEO della startup di Santa Barbara Shine Bathroom. Un’esperienza che gli ha permesso di notare le differenze tra i bagni giapponesi e quelli statunitensi e, una volta rientrato a Los Angeles, di studiare l’evoluzione delle stanze da bagno negli States. Scoprendo come in realtà non fosse stato modificato granché nel corso degli anni. Rispetto al secolo scorso sono avvenuti ovviamente dei cambiamenti, ma solo nel design, non certo strutturali. Nonostante i ritmi e le abitudini odierne siano molto differenti rispetto ad epoche precedenti. Il bagno oggi non è solo lo spazio della casa in cui ci dedichiamo all’igiene personale alla fine del giorno, ma si è evoluto: è diventato il posto in cui invece ci prepariamo a ciò che la giornata ci riserva. Qualsiasi cosa sia: essere pronti per portare i bambini a scuola, per una riunione importante, oppure per un appuntamento galante.

Chris ha ideato Shine pensando a come potesse anticipare le nostre esigenze e conformarsi ai nostri desideri in modo automatizzato. Liberandoci così dalle preoccupazioni e dalle fastidiose incombenze che spesso riguardano questa stanza della casa, e allo stesso tempo adeguandola ai bisogni di questo secolo” sottolineano dalla startup.

Come funziona Shine?

Shine può essere attivato tramite app oppure in automatico ogni volta che viene tirata l’acqua. Pulisce il wc con acqua elettrolizzata, igienizzante e non chimica, che si ottiene utilizzando le apposite capsule della durata di un mese. In più deodora l’ambiente e rilascia una soluzione salina che rispetta l’ambiente e non danneggia i tubi. Di notte si illumina, così da evitare di dover accendere altre luci. Il dispositivo, che funziona a batteria, può essere facilmente montato in qualsiasi bagno, scegliendo la posizione più adatta rispetto agli spazi disponibili, e si occupa inoltre della manutenzione. Si collega infatti 24 ore su 24 all’app dedicata per controllare il consumo di acqua e soprattutto segnalare in maniera tempestiva perdite o altre problematiche, da riparare in maniera autonoma grazie a dei “toilet repair kit” e l’utilizzo di video tutorial. Addio a costosi interventi dell’idraulico! Sam, l’intelligenza artificiale di Shine, può essere controllato anche tramite Alexa.

Il prezzo sul mercato sarà di circa 135 euro, ma al momento è disponibile su Indiegogo a un prezzo speciale: 180 euro per due dispositivi. Capsule e kit per le riparazioni sono disponibili in abbonamento, oppure è possibile anche acquistarli singolarmente.
Le consegne di Shine sono pianificate a partire da febbraio 2020. Ma il team sta già pensando ad altri dispositivi per rendere il bagno, e l’intera casa, sempre più “intelligente”.

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