L'uomo non è mai stato sulla Luna. Il video fake del discorso di Nixon

Ultimo aggiornamento il 18 dicembre 2019 alle 17:29

L’uomo non è mai stato sulla Luna. Il video fake del discorso di Nixon

Il filmato è una dimostrazione realizzata dal MIT per far capire fino a che punto può arrivare la tecnologia. Quante persone potrebbe ingannare?

Il video non è stato realizzato da terrapiattisti, dietrologi o complottisti convinti che l’uomo non sia mai stato sulla Luna. Ma quello che i ricercatori del MIT di Boston hanno realizzato attraverso la deepfake technology ci indica a che punto siamo arrivati. E a che rischi possiamo andare incontro. Nel video pubblicato ad Amsterdam durante un esibizione artistica si vede un Richard Nixon, il presidente USA in carica quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin camminarono davvero sulla Luna, che pronuncia un accorato discorso alla Nazione per annunciare che la spedizione dell’Apollo 11 è fallita e che i tre membri dell’equipaggio sono morti.

Discorso vero, video fake

«Il destino ha voluto che gli uomini andati sulla Luna per esplorarla in pace, rimarranno sulla Luna per riposare in pace». Queste parole, pronunciate nel video fake da un falso Nixon, in realtà furono davvero scritte dalla Casa Bianca – per la precisione dal ghostwriter del Presidente USA William Safire – per prepararsi anche a un ipotetico e tragico fallimento dell’impresa più difficile che l’uomo avesse mai tentato prima.

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Non è la prima volta che la deepfake technology viene utilizzata su personaggi politici, dimostrando quanto sia ormai facile “mettere in bocca” alle persone frasi mai pronunciate grazie all’intelligenza artificiale. I più attenti potranno certo notare che i filmati sono fake (gli indizi sono i movimenti non sempre naturali del viso e il video che scatta in diversi momenti). Eppure i fenomeni delle fake news e della disinformazione hanno avuto successo proprio sulla base della viralità di certi contenuti, convincendo non poche persone.

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Per ricreare il finto discorso televisivo di Richard Nixon sul tragico fallimento della Apollo 11 il MIT ha utilizzato il deep learning, un tipo di intelligenza artificiale, modellando la voce di un attore sul labiale. In Italia di recente c’è stato il caso del deepfake che ha preso di mira l’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, messo in video mentre insultava – con tanto di gesto dell’ombrello – il premier Conte e il ministro Di Maio.

A cosa serve un finto Nixon?

Come ha documentato il sito Popular Mechanics, l’obiettivo di chi ha realizzato il deepfake di Richard Nixon era opposto alla disinformazione. Come hacker etici, gli esperti di intelligenza artificiale potrebbero infatti metterci di fronte a video simili spiegandoci da subito che sono falsi. Così da trasformare una potenziale arma nell’arsenale delle fake news in uno strumento utile per l’opinione pubblica.

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