Il robot della Nasa che cercherà forme di vita in Europa

Ultimo aggiornamento il 11 gennaio 2020 alle 6:48

Il robot della Nasa che cercherà vita in Europa

Per ora i ricercatori lo hanno utilizzato nell'Antartico, dove ha nuotato per oltre 42 ore senza danneggiare flora e fauna

Gli scienziati e gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della NASA hanno concluso da pochi mesi i test di BRUIE, acronimo di Buoyant Rover for Under-Ice Exploration, un piccolo robot in grado di nuotare nelle gelide acque dell’Antartico, dove intanto si è fatto le ossa per una missione ancora più complicata. «Utilizzare un rover simile e altri sommergibili nell’oceano di Europa è quello che speriamo di realizzare un giorno», ha detto Kevin Peter Hand al New York Times. Europa è il nome di uno dei satelliti di Giove, scoperto da Galileo Galilei nel Seicento, ricoperto da una crosta di ghiaccio sotto il quale gli esperti hanno confermato l’esistenza di un immenso oceano che potrebbe ospitare forme di vita.

© Fonte: canale YouTube NASA

Il mini rover della NASA

Grazie alle sue due ruote e a un’asta, il Bruie della NASA è riuscito a nuotare sotto la crosta del ghiaccio antartico, in condizioni che potrebbero essere simili a quelle dell’oceano su Europa. Lo scorso anno gli scienziati sono riusciti a tenere il rover in acqua per oltre 42 ore: dal portatile con cui lo guidava, il team di ricerca ha visto com’è la vita in uno degli ambienti più freddi del pianeta senza causare danni all’ecosistema, ma semplicemente facendosi strada con una torcia incorporata.

Rispetto ad altre macchine già utilizzate per l’esplorare i mari dell’Antartico, il rover della NASA non rischia di danneggiare flora e fauna durante le sue missioni. Le dimensioni sono ridotte: ciascuna ruota – il paragone viene azzardato dal New York Times – è poco più larga di una pizza.

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Non si ha ancora una data certa della missione NASA con destinazione Europa per fare ricerca e cercare nuove forme di vita. «La mia speranza – ha detto Alison Murray, esperto di Antartico – è che le future esplorazioni su Europa possano servire a studiare tecnologie da riutilizzare poi sulla Terra».

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