Space Launch System, è quasi pronto il super-razzo che ci riporterà sulla Luna | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 10 gennaio 2020 alle 8:01

Space Launch System, è quasi pronto il super-razzo che ci riporterà sulla Luna

Terminata la sezione dei motori, in viaggio verso il Mississippi per i test e poi Cape Canaveral. La strada è lunga ma il lancio di Artemis 1 si avvicina

La Luna è un po’ più vicina. Forse non sarà il 2024, come Donald Trump e i suoi chiedono a tamburo battente da molti mesi, ma certo una tappa è stata raggiunta. Una di quelle fondamentali: la sezione dei motori ­­dello Space Launch System, il nuovo maxirazzo che dovrà riportare gli equipaggi nello Spazio profondo, è pronta. La porzione del monumentale vettore, realizzata al Michous Assembly Facility della Nasa di New Orleans, in Louisiana, è in fase di trasferimento in Mississippi dove saranno effettuati dei test essenziali a verificarne il perfetto funzionamento. Prima che si possa passare alla fase dei lanci di prova.

Il programma Artemide

L’Sls è una componente centrale del nuovo programma Artemide, l’erede del glorioso programma Apollo, che dovrebbe riportare un equipaggio umano sulla Luna, con la prima astronauta, e in prospettiva avviare il progetto dell’avamposto lunare permanente, il cosiddetto Gateway che, ben più dell’attuale Iss in fase di pensionamento, ci permetterà di lanciarci oltre il pianeta Terra. Ma la strada è ancora lunga, anche se meno tortuosa che in passato. Quando verrà completato, l’Sls sarà infatti il razzo più potente del mondo, in grado di battersela con il mitico Saturn V che portò gli astronauti dell’Apollo 11 sulla Luna nel 1969 (anche se era già utilizzato dai test con l’Apollo 4). Curiosi di tutte le specifiche? Fatevi un giro qui.

I problemi dell’Sls

In fase di per gran parte degli ultimi dieci anni, il percorso dell’Sls non si è rivelato del tutto lineare. Falcidiato da rinvii, aumenti di costo e problemi di sviluppo, avrebbe infatti dovuto debuttare nel 2017. Al più presto, non spiccherà il volo prima dell’anno prossimo.

Curioso anche il viaggio dei giganteschi motori, che arriveranno in nave allo Stennis Space Center in Mississippi per essere messi sotto torchio, simulando attraverso il Green Run Test tutte le fasi di un lancio. La sperimentazione, secondo l’agenzia spaziale guidata da Jim Bridenstine e dalla Boeing che si sta occupando dei motori, avverrà nel corso dell’estate. Dopodiché, se tutto andrà come previsto, il razzo potrà essere spostato al mitico Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, fra luglio e ottobre. A quel punto dovrà essere montata la parte superiore, su cui dovrà a sua volta essere innestata la capsula Orion – pure quella in ritardo – che ospiterà l’equipaggio. Ma non nel primo volo di test, già battezzato Artemis 1. Dopo il primo lancio, nel giro di un anno, partirà un volo con equipaggio. Secondo Boeing non dovrebbero esserci altri intoppi nella tabella di marcia e si correrà il 40% più rapidi.

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