Coronavirus, Xiaomi dona all'Italia migliaia di maschere | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 7 marzo 2020 alle 14:28

Coronavirus, Xiaomi dona all’Italia migliaia di maschere

Il messaggio del colosso cinese: "Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino"

Xiaomi, il gigante cinese della telefonia, ha reso noto di avere donato al nostro Paese un quantitativo importante di mascherine utili a ridurre il rischio contagio da Covid-19 SARS-CoV-2.

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© Xiaomi Twitter

Il regalo di Xiaomi

“Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”. Questo il messaggio che Xiaomi ha fatto recapitare alla Protezione civile nostrana, messaggio di speranza e vicinanza che si caratterizza per la poesia e l’eleganza tipiche delle popolazioni asiatiche.

© Xiaomi Twitter

Nelle casse, diverse decine di migliaia di maschere FFP3, le sole raccomandate nel tentativo di contenere il rischio infezione da Coronavirus Covid-19 (lo ricordiamo, devono essere indossate solo dai soggetti portatori del virus, sono invece inutili per coloro che sono sani). “Da 2 anni siamo amati e integrati nella vita di questo paese, questo è un modo per dire grazie Italia”, ha poi aggiunto l’azienda sui social.

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Un regalo significativo, che è giunto proprio nelle stesse ore in cui il nostro ministro alla Salute, Roberto Speranza, si è visto sbattere le porte in faccia dagli altri Stati comunitari. Speranza aveva infatti chiesto ai Paesi che al momento non versano in situazioni emergenziali di condividere le agognate maschere con Roma, che sta vedendo assottigliarsi le proprie scorte assai velocemente. “Questi dispositivi devono essere trasferiti nei luoghi dove sono più necessari”, gli aveva fatto eco il commissario Ue alla Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, ottenendo però il “no” di Germania e Francia, motivato dal fatto che con l’emergenza che incalza anche sul loro territorio, Berlino e Parigi cesseranno proprio di esportare questo tipo di beni.

Avviata la gara di solidarietà

Ma Xiaomi non è la sola a essersi dimostrata comprensiva nei confronti del nostro Paese in un momento così difficile. Anche l’Eni e la Farmac Zabban hanno donato migliaia di protezioni per il viso. Angelini, la casa farmaceutica produttrice dell’Amuchina, oltre a essersi impegnata a non alzare il prezzo nonostante il balzo della produzione per star dietro alle richieste, ha immediatamente donato 40 mila flaconi di gel per le mani a Lombardia e Veneto e sta definendo con la Protezione civile l’invio di un nuovo lotto.

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Poi c’è la catena di supermercati Esselunga che ha donato 2,5 milioni di euro agli ospedali in prima linea contro il Coronavirus (non solo del Nord Italia, si va dalla Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, al Sacco, passando per lo Spallanzani di Roma, la Fondazione San Matteo di Pavia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo fino ad arrivare al Guglielmo da Saliceto di Piacenza) e ha annunciato un piano di domiciliazione gratuita della spesa (niente sovrapprezzi, insomma) per gli over 65enni così da concorrere al rispetto delle regole emanate in settimana dal pool di scienziati cui si è affidato il governo che invita la popolazione anziana a restare a casa.

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