Il nastro adesivo di Ericsson che porta il 5G (anche) nel paesino più sperduto | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 6 aprile 2020 alle 11:05

Il nastro adesivo di Ericsson che porta il 5G (anche) nel paesino più sperduto

Nastro adesivo trasparente che funge da supporto per le antenne radio 5G. Obiettivo portare il 5G in aree non facilmente raggiungibili o fornire della banda ultralarga edifici di grandi dimensioni. Il progetto è stato sviluppato da Ericsson con l’Università di Linkoping e realizzato assieme al ricercatore italiano Giovanni Interdonato

All’apparenza sembrano nastri adesivi trasparenti o colorati da attaccare su edifici, pareti, stazioni e stadi. In concreto è un concept di nuove e rivoluzionarie antenne radio 5G per migliorare la copertura. Un progetto sviluppato da Ericsson e dall’Università di Linkoping, in Svezia, che vede tra i protagonisti il ricercatore italiano Giovanni Interdonato.

 

Le radio stripes che portano il 5G ovunque

L’ultima invenzione targata Ericsson sono le radio stripes, antenne così piccole da essere integrate in un nastro adesivo. Prototipi che possono velocizzare e semplificare l’installazione di nuove linee 5G arrivando anche in angoli difficilmente raggiungibili. Al lavoro sul progetto, che nasce in collaborazione con l’università di Linkoping, c’è il ricercatore italiano, Giovanni Interdonato, in qualità di co-inventore che si dice più che soddisfatto del lavoro svolto finora: “A due anni dal brevetto, orgoglioso di vedere una propria idea concretizzarsi, svilupparsi, evolversi”, ha scritto sulla sua pagina Facebook il 25 febbraio.

Cavi di carta dotati di micro antenne

Dalle dimensioni di un foglio di carta, e sotto forma di rotoli comodamente tagliabili, come un nastro di scotch, le Radio Stripes saranno utilizzate per connettere ad altissima velocità piccoli siti industriali o sedi di aziende localizzati in aree remote difficilmente raggiungibili dalla connettività avanzata e poi di fornire la banda ultralarga mobile (BUL) immediata a location di grandi dimensioni. Si pensi ad esempio alla possibilità di rivestire di 5G, stadi, stazioni, auditorium e palazzetti destinati ad ospitare eventi, anche temporanei, senza dunque installare antenne o effettuare altre opere di tipo invasivo.

“Le Radio Stripes, un modo semplice per realizzare un sistema di antenne distribuito, seriale e integrato su larga scala”, spiega Jan Hederén, Strategist di Ericsson per lo sviluppo del 4G e del 5G.

Tutto ciò che serve a consentire la connettività sarà stampato sulle stripes che fungono dunque da cavi di carta dotati di micro antenne e micro base station, alias tutto il necessario per far viaggiare i dati ad alta velocità.

La BUL in un nastro adesivo

Ericsson sta attualmente spingendo lo sviluppo di antenne dalle dimensioni di una piccola scatola di fiammiferi, e nei laboratori lavora alla creazione di antenne piccole e flessibili al punto da integrarle in nastri adesivi, si legge sulla pagina del sito Ericsson dedicata al progetto Radio Stripes. “Riteniamo che il naturale passo successivo del viaggio 5G sia la distribuzione di antenne ovunque per soddisfare le crescenti esigenze di latenza, affidabilità e capacità più basse”, afferma Pål Frenger, esperto di Radio Network Energy Performance in Ericsson Research e uno degli inventori delle Radio Stripes.

Questo concetto visionario è un’estensione di come costruire e migliorare la capacità delle reti attuali. I sistemi Radio Stripe offrono, per così dire, nuovi colori e sapori nel modo in cui aumentiamo le prestazioni delle reti mobili. ” conclude Frenger.

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