Coronavirus, il governo sta pensando di tracciare i cellulari | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 19 marzo 2020 alle 22:34

Coronavirus, il governo sta pensando di tracciare i cellulari

Secondo fonti di stampa, l'esecutivo di Giuseppe Conte starebbe vagliando la fattibilità di una norma che consente di tracciare i cellulari

Forse l’idea l’ha data il presidente della Lombardia Attilio Fontana quando, la scorsa mattina, ha detto che la Regione sta monitorando gli spostamenti dei cittadini sulla base dei dati forniti dalle celle cui si agganciano i cellulari. Una frase che non ha mancato di suscitare polemiche, tant’è che lo stesso Fontana ha dovuto precisare che non fosse in ballo la privacy dei lombardi e non risultasse dai tabulati l’identità dei soggetti monitorati. Ma l’esecutivo, appunto, potrebbe essersi incuriosito e, da quanto si apprende, in queste ore starebbe valutando di inserire una apposita norma per tracciare i cellulari nella stretta alle maglie del decreto #iorestoacasa prevista nella giornata di domani.

In cosa consiste la tracciabilità dei cellulari

Secondo quanto riportano fonti di stampa, il governo di Giuseppe Conte starebbe pensando di consentire, per la durata dell’emergenza Coronavirus, di svolgere controlli ex post sui movimenti dei cellulari dei cittadini, per verificare il rispetto della quarantena e la veridicità delle autocertificazioni.

© Viminale

Si tratterebbe di una novella decisamente complessa e di difficile realizzazione per via dei diritti costituzionali dei singoli che andrebbe a comprimere ma, non per questo, riferirebbero fonti di Palazzo Chigi, lasciata in disparte in queste ore in cui si starebbe approntando un nuovo dpcm (l’obiettivo è arrivare a una nuova stretta prima del week end, quando si teme una uscita massiccia nei parchi e sulle spiagge) benché permangano ancora molti dubbi sull’efficacia.

Tracciare i cellulari: realizzabile o no?

“L’idea, riportano le agenzie, sarebbe introdurre nel decreto la possibilità di effettuare, in deroga alla normativa sulla privacy, verifiche con l’identificazione dei singoli utenti telefonici. La disposizione avrebbe una funzione soprattutto di deterrenza e varrebbe per un tempo limitato. Al momento si starebbe valutando sia l’efficacia della misura sia le ricadute, sia pure in via temporanea, sulla privacy dei cittadini”.

© Viminale

Non è nemmeno detto che ex post vengano fatti i controlli minacciati: si rischierebbe un inutile intasamento dei tribunali con procedimenti di scarso peso, ma lo scopo dell’esecutivo potrebbe essere semplicemente quello di voler spaventare la popolazione dissuadendo ogni uscita strettamente non necessaria.

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Ma ci sono diversi limiti. Anzitutto, di natura costituzionale: difficilmente una simile norma in aperto contrasto con la Costituzione potrebbe essere varata, soprattutto mediante lo strumento del decreto della Presidenza del Consiglio, senza passare dal Parlamento. In più, è facilmente aggirabile e potrebbe spingere i furbetti dell’uscita a lasciare il cellulare a casa

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