Coronavirus, Facebook e Instagram riducono la qualità video

Ultimo aggiornamento il 23 marzo 2020 alle 11:38

Coronavirus, Facebook e Instagram riducono la qualità video

Anche i social network rispondono alla chiamata della Commissione europea per non congestionare la Rete

Dopo Netflix e YouTube anche Facebook e Instagram hanno aderito all’appello della Commissione europea che aveva chiesto ai colossi del Web di ridurre il traffico dei dati per non sottoporre a stress eccessivi le infrastrutture del Vecchio continente messe a dura prova da un numero sempre crescente di cittadini in quarantena e, quindi, perennemente connessi. Insomma, dall’Ue si richiedeva di intervenire sulla qualità video.

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Facebook e Instagram riducono la qualità video

“Per contribuire a limitare qualsiasi potenziale congestione della rete, ridurremo temporaneamente il bitrate per i video su Facebook e Instagram in Europa”, ha detto un portavoce del social network statunitense in una nota.
La decisione di abbassare la qualità dei filmati fa seguito alla richiesta formulata mercoledì scorso dal commissario Ue per il Digitale Thierry Breton, che aveva chiesto alle piattaforme di contenuti in streaming di ridurre la qualità video, passando dall’alta definizione alla definizione standard, in modo da facilitare lo smart working e l’istruzione a distanza.

Il commissario Ue per il Digitale Thierry Breton

Secondo i gestori delle reti, il tempo trascorso dalle persone in streaming è aumentato di oltre il 20% in tutto il mondo lo scorso fine settimana, con picchi del 40% in Austria e Spagna. Bloomberg, sostiene che “la quantità di dati che passa attraverso la rete telefonica nazionale è aumentata di oltre i due terzi nelle ultime due settimane”.

Internet in affanno: colpa dei videogames?

A mettere Internet in affanno, però, non è solo la proiezione di filmati, ma anche e soprattutto le partite multiplayer online a titoli come Fortnite e Call of Duty: Modern Warfare (che ha da poco rilasciato un aggiornamento, la modalità battle royale Warzone, arena free-to-play, cui è seguito un picco del traffico online che ha messo a dura prova i server). La stressa software house di CoD ha dichiarato di aver registrato 6 milioni di giocatori in 24 ore. Cifra più che raddoppiata solo dopo pochi giorni.

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E se questi numeri vi sembrano mostruosi, sappiate che Fortnite a metà 2019 aveva oltre 250 milioni di giocatori registrati. Non giocano tutti contemporaneamente nemmeno durante la quarantena, è ovvio, ma la cifra parla da sola. Troppi, in tempi difficili come questi, perciò anche se ufficialmente nulla è stato ancora detto, i prossimi a dover effettuare tagli ai propri servizi online potrebbero essere proprio i videogiochi. Del resto, è giusto che tutti facciano la propria parte.

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