Coronavirus, Enea mette a disposizione il supercomputer CRESCO6
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Ultimo aggiornamento il 30 marzo 2020 alle 21:36

Coronavirus, Enea mette a disposizione il supercomputer CRESCO6

Si tratta dell’infrastruttura operativa presso il Centro di Portici, vicino Napoli, in grado di effettuare fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo

Anche l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile che i più, tra voi, conosceranno probabilmente con l’acronimo di Enea è in prima linea per debellare la pandemia di Coronavirus. Uno dei computer più potenti d’Italia e del mondo sarà infatti messo a disposizione della ricerca scientifica pubblica e privata impegnata contro il Covid-19.

© Enea

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In campo il CRESCO6 di Enea

Il supercomputer si chiama CRESCO6 ed è operativo presso il Centro ENEA di Portici (NA). L’infrastruttura HPC CRESCO6 è in grado di effettuare fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo e attualmente, informa la nota, è già a disposizione del team di ricercatori dell’Università di Firenze, coordinato dal professor Piero Procacci, che si sta occupando di un processo per bloccare alla radice il meccanismo di replicazione del Covid-19.

Nella Top 500 dei cervelloni più potenti al mondo

Dal 2018, CRESCO6 figura nella prestigiosa TOP500, la classifica dei primi 500 supercomputer mondiali grazie al raddoppio della potenza arrivata a 1.4 PetaFlops. L’ingresso al 420° posto è stato annunciato al SuperComputing 2018 di Dallas, la principale conferenza nel campo del calcolo scientifico. Tra i campi di applicazione di CRESCO6:

  • l’elaborazione di modelli previsionali su cambiamenti climatici e inquinamento dell’aria con dettaglio territoriale molto accurato;
  • studio di nuovi materiali per la produzione di energia pulita; simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche;
  • biotecnologie;
  • chimica computazionale;
  • fluidodinamica per il settore aerospaziale;
  • sviluppo di codici per la fusione nucleare.

© ENEA - Twitter

“Crediamo che il supercomputer possa dare un contributo vitale in questo momento così cruciale per il nostro Paese per la ricerca di farmaci, vaccini e l’elaborazione di dati”, ha detto il Presidente di Enea Federico Testa. “Ad oggi è già a disposizione del team di ricercatori dell’Università di Firenze, coordinato dal professor Piero Procacci, che sta lavorando a un processo per bloccare alla radice il meccanismo di replicazione del COVID-19 e, quindi, lo sviluppo del virus”, ha aggiunto.

I ricercatori di istituzioni pubbliche e private che intendono sottoporre una richiesta per avvalersi delle risorse computazionali ENEA possono scrivere a [email protected]

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