Coronavirus, Weedbase dona cannabis light (legale) a medici e infermieri in prima linea | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 4 aprile 2020 alle 8:00

Coronavirus, Weedbase dona cannabis light (legale) a medici e infermieri in prima linea

L'azienda bergamasca supporta i professionisti in corsia con olio CBD e infiorescenze: rimedi efficaci per distendere la mente e superare stress e attacchi d'ansia

Ci sono tanti strumenti per combattere e contenere il coronavirus e, se la maggior parte sono entrati ormai nell’immaginario collettivo, ce ne sono alcuni sorprendenti e inaspettati. Ma solo perché costretti troppo spesso a restare nascosti, nonostante i benefici che garantiscono. Così se respiratori e ventilatori polmonari sono diventati termini comuni per gli italiani, più difficile risulta pensare alla cannabis light come a una soluzione in grado di fornire un aiuto importante a medici, infermieri e all’intero personale sanitario coinvolto in prima linea nella lotta al Covid-19. Del resto, tra chi si trova ogni giorno a contatto con pazienti ridotti in gravi condizioni, che spesso sul letto di un ospedale finiscono per spegnersi, c’è un buon numero di professionisti che ricorre all’uso di cannabis light per allentare la pressione e calmare l’ansia.

La donazione di cannabis light

Dare una mano concreta al personale chiamato a moltiplicare gli sforzi è l’obiettivo di Weedbase, impresa agricola bergamasca specializzata nella produzione e vendita di infiorescenze senza intermediari. “Ogni giorno qui da noi c’è un bollettino di guerra, con chiamate e annunci di morti e contagiati intubati, così con i miei tre soci abbiamo deciso di offrire un contributo tangibile e immediato a persone costantemente sotto stress”, spiega a StartupItalia Matteo Dubbini, giovane CEO dell’azienda. Quella che poteva apparire, anche, come una mossa di marketing, in realtà è una opportunità gradita dalle equipe delle strutture lombarde, che per prime hanno intercettato la disponibilità di Weedbase: decisa a donare, nel complesso, un quantitativo di prodotti del valore di 100.000 euro. “Non ci interessa la pubblicità, semmai far capire che noi e le altre aziende di settore non siamo spacciatori, bensì una società che fattura, che affronta spese importanti come quella di un magazzino e che pagale tasse, proprio come tutte le altre aziende del paese”.

 

Le parole dell’imprenditore derivano dalla difficoltà di vendita registrate in Italia dove, nonostante la legge numero 242 del 2016 e i successivi interventi in materia inerenti la coltivazione di cannabis a uso industriale e la percentuale del Delta-9-tetraidrocannabinolo (più noto come THC, sostanza psicotropa la cui concentrazione massima deve essere limitata allo 0,2%), chi punta su prodotti legati alla cannabis light fatica a vedere la luce.“La legge italiana è chiara e ben fatta, ma nella pratica si sconta una mentalità retrograda che allontana i clienti e penalizza chi investe nel settore” afferma Dubbini, chiarendo come il business aziendale sia focalizzato all’estero, con distributori in Francia, Grecia, Portogallo e vendite nel Regno Unito e Germania, che hanno permesso di chiudere il 2019 con un fatturato superiore a 1 milione di euro.

I prodotti donati 

Due sono i prodotti proposti da Weedbase all’interno delle donazioni, entrambi basati sul cannabidiolo, il metabolita della Cannabis sativa (sigla CBD) che con i suoi effetti rilassanti, antiossidanti e antinfiammatori fa da contraltare allo “sballo” prodotto dal THC, favorendo la distensione contro ansia e panico. Una sostanza legale, quindi, che aiuta il corpo e la mente ad alleggerire lo stress e che per tale motivo è utilizzata anche dai professionisti in corsia. Quanti ai prodotti, da una parte c’è l’olio CBD, biomassa di cannabis pressata per ottenere olio poi diluito con altri liquidi, che contiene una quantità infinitesimale di THC; tre gocce sono sufficienti per combattere l’emicrania e alleviare i dolori (il prezzo per chi acquista online di una bottiglia da 10 millilitri con CBD che va dal 5% al 15% varia da 34,90 a 89,90 euro). “Abbiamo tante richieste da palestre e, in particolare, da chi pratica il crossfit, perché l’olio CBD aiuta a rilassarsi dopo lezioni che mettono il corpo sotto sforzo”. L’altra tipologia di prodotto è il fiore di cannabis, coltivato in maniera biologica, senza elementi chimici e diserbanti, nei campi di Sanremo da un collaboratore dell’azienda. In questo caso c’è più spazio per la fantasia perché, oltre a fumarlo, le infiorescenze possono essere ingerite con un tè, un infuso, una tisana e ogni altro tipo di bevanda che si gradisca (come il mate o cocktail).

Richieste e reazioni

Ad accogliere l’opportunità di Weedbase sono state diversi team ospedalieri e organizzazioni di volontariato lombarde, che abbiamo sentito per capire meglio l’azione prodotta dall’utilizzo di olio e fiori, ma di cui non troverete riferimenti poiché hanno chiesto di rimanere nell’anonimato. “Ho provato una confezione al gusto lime con un infuso e ho riscontrato un effetto rilassante, molto utile in questo periodo di forte nervosismo” ha riferito una volontaria, che ha poi aggiunto di “consigliare” l’uso della cannabis light per chi ha necessità di distendere la tensione. Una dottoressa ha sottolineato, invece, la necessità di rimpiazzare i farmaci che assume per riposare mentre una coppia (lui volontario e lei medico) ha avanzato la richiesta per superare lo stress e combattere gli attacchi di ansia. Con una confezione che in media si aggira sui 5.000 euro di valore, c’è ancora tempo per inserirsi nell’elenco delle strutture che riceveranno la donazione: in modo che chi si spende in prima linea possa contare su un alleato in più per continuare a salvare vite umane.

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