Abenomask, Giappone: 2 maschere a famiglia. Scoppia l'ironia social
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Ultimo aggiornamento il 4 aprile 2020 alle 20:48

Covid-19, il Giappone: 2 maschere a famiglia. Scoppia l’ironia social

Shinzo Abe non mette il Paese in lock down e si limita a promettere l'invio di mascherine. Su Whatsapp, Twitter e Instagram impazzano meme sull'Abenomask

C’è già chi la chiama “Abenomask“, un riferimento nemmeno troppo velato all’Abenomics, vale a dire quella serie di ricette economiche basata sulla necessità di stampare moneta a ritmo serrato, che ha contraddistinto l’azione del governo del premier giapponese Shinzo Abe.

© 失敗即位 @sokuishippai - Twitter

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Lo strano modo con cui il governo nipponico sta approcciando al tema della pandemia lo ha fatto diventare un caso di studio, ma sta incuriosendo parecchio gli stessi giapponesi. Il governo non ha ancora decretato il lock down, ha riconosciuto solo che l’epidemia galoppa anche sull’arcipelago, soprattutto a Tokyo e si è limitato a promettere aiuti economici.

 


Ma forse ai cittadini, sempre più in pensiero per il Coronavirus e per le notizie che giungono dall’estero, tutto ciò non basta più e hanno interpretato la promessa del Primo ministro di recapitare a ogni famiglia due mascherine come una presa per i fondelli.

Il primo ministro nipponico, Shinzo Abe

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Abenomask, ed è subito rivolta (social)

A indispettire i giapponesi, solitamente poco inclini allo sfottò e alla protesta, l’annuncio, da parte del Primo ministro, di destinare due maschere per famiglia. Non pro capite. Per nucleo famigliare. Dopo le altisonanti promesse del premier Shinzo Abe per rimettere in moto l’economia, tutelare i freelance e assistere il popolo nipponico in quella che si profila la peggior crisi sanitaria dal dopoguerra, la misura delle due mascherine è sembrata poco rispettosa.

 


Così sui social, soprattutto su Twitter e Instagram, l’hashtag Abenomask ha velocemente preso piede, dimostrando il malumore della popolazione. I meme, irriverenti, vogliono portare all’attenzione del premier ciò che in realtà sa il Primo ministro benissimo: la risposta del suo esecutivo non può esaurirsi in due mascherine per famiglia. Non solo: due mascherine non sono sufficienti a tutelare i nuclei famigliari nipponici, che mediamente prevedono due figli per coppia e, in tanti casi, la convivenza con i nonni.

 


Sui social c’è chi ritrae Abe con due mascherine a coprirgli gli occhi mentre, saltellando felice nel tentativo di trasmettere al suo popolo e al mondo un po’ di tranquillità per non perdere l’occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 (ormai posticipate all’estate 2021), si dirige verso un burrone. E c’è chi scomoda persino il maestro dell’animazione nipponica Hayao Miyazaki e propone una versione aggiornata della famiglia di Chihiro Ogino de La città incantata, con i genitori ben protetti dalle mascherine mentre lei ne è rimasta senza. Sempre dallo Studio Ghibli proviene la riedizione “in maschera” di un fotogramma tratto da I sospiri del mio cuore.

 

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E potremmo proseguire perché vignette, meme e battute irriverenti continuano a essere pubblicati dai giapponesi che, comprensibilmente, non sanno più che fare. La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, dirama incessantemente appelli ai cittadini affinché restino a casa, ma nessun politico sembra volersi prendere la responsabilità di decretare il lock down. E la situazione si aggrava ora dopo ora. Sembra persino che il governo stia pensando di trasformare il villaggio olimpico di Tokyo 2020 in un gigantesco Covid-hospital da 15mila posti letto. Le battute irriverenti nascondono insomma una preoccupazione crescente.

 

Si ringrazia per la segnalazione: Nao Masunaga

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