WhatsApp e la sfida alle fake news sul Coronavirus | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 7 aprile 2020 alle 11:30

WhatsApp e la sfida alle fake news sul Coronavirus

Nuove regole per gestire l'inoltro dei messaggi, per contrastare la diffusione indebita di informazioni di dubbia origine. Una strategia decisa più di due anni fa per contrastare spam e bufale

Mediare tra libertà di espressione e gestione di un servizio nell’interesse degli utenti: WhatsApp, come molte altre piattaforme di messaggistica, si trova alle prese con un’esplosione nell’utilizzo di questi strumenti di comunicazione – soprattutto in questa fase di distanziamento sociale e lockdown quasi planetario – e di pari passo con l’aumento di bufale, catene di messaggi e meme di dubbio gusto che si spargono quasi incontrollati nelle chat. Per questo l’azienda di proprietà di Facebook ha deciso per un cambio di politica nella gestione dei messaggi inoltrati: oltre a segnalare graficamente quelli che hanno già viaggiato di conversazione in conversazione, ora verrà messo un freno quasi definitivo allo spam incontrollato.

Una chat alla volta può bastare

Già a partire dallo luglio 2018, spiegano da WhatsApp, era stato cambiato il modo in cui vengono gestiti i messaggi inoltrati: per quelli che hanno già viaggiato in non meno di 5 chat, ovvero che siano stati inoltrati 5 volte e quindi hanno paternità incerta, viene mostrata una doppia freccia in cima al messaggio così da rendere evidente che non si tratta di uno scritto originale dei nostri contatti. Inoltre era stato deciso di limitare la possibilità di inoltrare i messaggi a più chat contemporaneamente: da un regime senza limite a un massimo di 5 per volta, limite che ora è stato ulteriormente abbassato. Da oggi non è possibile inoltrare il messaggio a più di un destinatario (o gruppo) per volta.

“Ovviamente, non tutti i messaggi inoltrati contengono notizie false o contribuiscono alla disinformazione. Molti utenti inoltrano informazioni utili, video divertenti, meme o riflessioni che ritengono significative. Di recente, WhatsApp è stata utilizzata anche per organizzare manifestazioni a sostegno degli operatori sanitari impegnati in prima linea. Tuttavia – si legge sul blog ufficiale – abbiamo riscontrato un notevole incremento della quantità di messaggi inoltrati. Molti utenti ci hanno riferito di essere infastiditi da questi messaggi e di temere che possano contribuire alla diffusione di notizie false. Riteniamo pertanto che sia importante rallentare la propagazione di questi messaggi per mantenere WhatsApp un luogo dedicato alle conversazioni private”.

 

In altre parole: WhatsApp non entra nel merito del contenuto della enorme mole di messaggi scambiati, sarebbe impossibile farlo, ma con queste nuove regole punta a scoraggiare la distribuzione di informazioni di cui non si è certi di attendibilità o provenienza. I numeri registrati sin qui, relativi al limite precedente, incoraggiano a pensare che questa possa rivelarsi una misura di cautela efficace.

Dove trovare informazioni affidabili

Accanto a queste nuove regole per l’uso delle chat, WhatsApp sta provando anche a creare un flusso di notizie e informazioni di sicura affidabilità. Uno degli esempi di questo impegno è la collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, o WHO nell’acronimo in inglese): avviando una chat con il numero +41225017615 si possono leggere il vademecum ufficiale dell’OMS sul Covid19 e attingere ad altre informazioni sull’epidemia, rifacendosi alle raccomandazioni ufficiali dei medici dell’Organizzazione.

Di base, però, il consiglio resta di attenersi al buonsenso: siate responsabili rispetto ai contenuti che scegliete di postare, verificate quanto inoltrate attingendo a fonti affidabili, bloccate le catene di messaggi quando ricevete un contenuto che non vi ispiri particolare fiducia.

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