Video brevi e solo per smartphone. Che cos'è Quibi | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 8 aprile 2020 alle 8:52

Video brevi e solo per smartphone. Che cos’è Quibi

La piattaforma per vedere contenuti solo su mobile con durata massima di dieci minuti lancerà entro fine anno 175 titoli tra film, serie tv, documentari e programmi informativi. Il servizio prevede un abbonamento mensile di 8,99 euro, dopo 90 giorni di prova gratuita

Pensare di sfidare colossi come Netflix e Amazon Prime Video da una parte e, per altri aspetti, realtà come Instagram, Snapchat e TikTok è da scriteriati, perché infilarsi nel sempre più affollato settore dello streaming video, dove è arrivato da poco anche il servizio Disney+, appare un progetto destinato al fallimento. Eppure c’è chi invece la scommessa l’ha fatta e conta pure di vincerla, grazie alle peculiarità che permettono di distinguersi da quanto già visto, provato e apprezzato. Di certo, c’è che Quibi offre un servizio inedito per forma e sostanza, perché i contenuti dell’app si guardano solo su smartphone (anche tablet ma non su computer e smart tv) e la durata non supera i dieci minuti, poiché sono pensati per essere fruiti in maniera rapida.

Uguale ma diversa

L’essenza di Quibi si ritrova nel suo nome, fusione dei termini inglesi “Quick Bites” che in italiano indicano dei “bocconi veloci”, proprio in riferimento alla lunghezza degli episodi visibili sull’app. La base per il successo passa, quindi, dalla bontà dei suddetti bocconi, e guardando i nomi di attori e registi che hanno chiuso accordi con Quibi, la partenza è promettente. Prima ancora dei titoli, però, il gradimento del pubblico dipenderà da aspetti tecnici: il tratto distintivo dell’app sono i contenuti visibili solo su smartphone, sia in orizzontale, sia in verticale, con la rotazione che non penalizza la visione, perché tutto il materiale viene girato e montato per essere guardato nelle due modalità, in base alla preferenza di chi guarda. La riduzione dei tempi di una puntata rispetto allo standard compreso tra 40-60 minuti è l’altra caratteristica dell’app, concepita per un utilizzo in mobilità, quando ci si muove sui mezzi pubblici, durante una pausa dal lavoro oppure quando siamo in fila e in attesa di qualcosa o qualcuno.

I lati positivi: fondatori, investitori e personaggi

La sfida è difficile ma Quibi ha parecchie carte da giocarsi. La prima è la coppia che siede ai posti di comando, composta da Jeffrey Katzenberg e Meg Whitman, con il primo che è stato l’ispiratore del progetto, dall’alto del suo passato a capo di Disney prima e come cofondatore di Dreamworks poi, mentre la seconda sfoggia un curriculum eccellente, con esperienze di successo in Procter & Gamble e Hasbro prima di far decollare gli affari di eBay, oltre alla più recente e lunga parentesi alla guida di Hewlett-Packard. Un tandem perfetto per spartirsi il lavoro, con Katzenberg che si occupa dei contenuti e la Whitman che si dedica al comparto tecnologico, e per trasmettere fiducia sul futuro del progetto a medio-lungo termine. Ma non solo, perché sarebbe probabilmente stato complesso per altre coppie raccogliere in meno di due anni 1,75 miliardi di dollari (tra gli investitori figurano Alibaba, Sony, Disney e Warner Media) per foraggiare un catalogo che raggruppa film e serie a episodi, documentari e talk show, programmi di informazione creati ad hoc dai principali network ed emittenti televisive, come BBC, ESPN, Entertainment Weekly e NBC News. Sempre grazie a Katzenberg, poi, Quibi si è assicurata personaggi di grande successo per catturare l’interesse degli spettatori, come Steven Spielberg, che firmerà il film horror After Dark, e LeBron James, protagonista del documentario I Promise. Ma nell’elenco ci sono pure Jennifer Lopez, Guillermo del Toro, Idris Elba, Reese Witherspoon e Sophie Turner.

Modello di business e un briciolo di pazzia

Disponibile per ora solo in lingua inglese con l’app mobile per dispositivi iOS e Android, con l’emergenza Covid-19 Quibi ha allungato il periodo di prova a 90 giorni, dopo i quali bisognerà pagare l’abbonamento di 8,99 euro al mese, al momento unica opzione per il servizio durante la nostra prova, mentre negli Stati Uniti c’è la doppia scelta: 4,99 dollari al mese per la visione dei contenuti con la pubblicità (circa due minuti per ogni ora) e 7,99 dollari per guardare senza gli spot. In proposito, va tenuto a mente che Quibi già prima del via aveva venduto tutti gli spazi pubblicitari per l’anno in corso ricavando 150 milioni di dollari, con l’obiettivo di lanciare entro fine anno 175 titoli. Per i film, sarà rilasciato un episodio al giorno (dal lunedì al venerdì), visibili anche offline dopo averli scaricati. L’intento dell’app è conquistare la fiducia delle fasce di pubblico più giovani e dei quarantenni, anche se c’è la consapevolezza di un’ardua sfida all’orizzonte, come sintetizzato da Katzenberg: “Stiamo facendo qualcosa tra l’improbabile e l’impossibile”.

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