OnePlus fa otto: il ritorno del flagship killer, che ora è un flagship | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 14 aprile 2020 alle 18:12

OnePlus fa otto: il ritorno del flagship killer, che ora è un flagship

Più snello e leggero, la nuova versione dello smartphone cinese è tutta 5G e punta forte sulla multimedialità. Basterà per superare la concorrenza?

OnePlus ha una sua idea precisa della traiettoria da seguire per raggiungere la vetta: il marchio di lusso del gruppo BBK, lo stesso di Oppo e realMe per capirci, continua la propria svolta verso la fascia più alta del mercato. Lo fa confermando una doppia variante del proprio smartphone, un tempo chiamato “flagship killer” perché in grado di offrire tanto a poco, che oggi punta a essere un oggetto a metà tra il design puro e un prodotto dalla scheda tecnica intrigante: il risultato è un prodotto sotto certi aspetti effettivamente intrigante, ma che vede inesorabilmente crescere il prezzo a cui viene venduto al pubblico. Va ribadito: c’è un disegno dietro questi OnePlus 8, e tutto sta a capire se siano l’arma giusta per conquistare il cuore e l’attenzione dei consumatori.

 

Tutto schermo e 5G

Due modelli come oramai abitudine, un OnePlus 8 di base che è poco più di un aggiornamento rispetto al 7t visto a fine 2019, e una variante Pro che è quella che introduce le novità più interessanti tra i due. Entrambi sono smartphone 5G, grazie all’impiego del modem X55 di Qualcomm, entrambi sono passati attraverso una sostanziosa dieta dimagrate che li ha resi più compatti e leggeri (ci voleva!) rispetto alla generazione precedente. Il risultato è un OnePlus 8 grande all’incirca come il Oneplus 7t Pro, ma decisamente più snello e comodo da impugnare: a questo contribuisce poi anche il design con vetro curvo sui bordi anteriori e il posteriori (Gorilla Glass 5), che è forse la novità estetica più eclatante di questo smartphone assieme al punch-hole per i selfie nel display anteriore.

Ecco, il display: è questo il vero cuore dell’esperienza OnePlus ormai, con tantissima attenzione soprattutto sul modello Pro che monta la versione più avanzata del display (probabilmente lo stesso del Galaxy S20) e che vanta un refresh da 120Hz e 10 bit di profondità di colore oltre a tutta una serie di ritrovati tecnici a livello hardware e software per rendere le immagini mostrate sullo schermo semplicemente “migliori”. Lì si concentra la maggior parte del lavoro svolto da OnePlus: sono oltre 150 le modifiche apportate a OxygenOS, la versione di casa di Android, solo per ottimizzare l’uso dello schermo e ridurre al massimo l’impatto che questa tecnologia ha sui consumi.

In più rispetto al modello 8 “base”, il Pro vanta quindi un refresh rate superiore (120 contro 90Hz), una profondità di colore superiore (10 contro 8 bit), una serie di componenti hardware (MEMC) dedicati unicamente a trasformare l’immagine per renderla su misura del display: il che può significare ad esempio un video che per interpolazione passa da 24fps a 120fps per guadagnare fluidità, ma pure abbassare automaticamente il refresh a 60Hz se l’applicazione a schermo mostra un’immagine fissa. Sono novità senz’altro interessanti, che vanno tuttavia provate sul campo: da capire se basteranno per consentire alla batteria da 4.510mAh di arrivare agevolmente a garantire una giornata lontano dalla presa.

Nel complesso parliamo comunque di due pannelli AMOLED, certificati HDR10+ e con ottimi giudizi espressi dai tecnici di DisplayMate che li hanno potuti testare in anteprima: schermo da 6,55 pollici per il OnePlus 8 e da 6,78 pollici per il Pro, con rapporto di forma e risoluzioni differenti. Nel caso del modello “piccolo” ci si attesta su 2400×1080 su 20:9, combinazione che amplifica la maneggevolezza (è più stretto e lungo, per così dire), mentre il Pro arriva a 3168×1440 su 19,8:9. A ben guardare, tra i due non c’è molto da discutere: se si vuole qualcosa di realmente nuovo si deve optare per il Pro, che tuttavia con 199 grammi di peso e 8,5mm di spessore è più “grosso” del fratello minore (che però ha una batteria da 4.300mAh).

Altre differenze significative tra OnePlus 8 e 8 Pro: sicuramente la impermeabilizzazione, finalmente un dispositivo OnePlus è certificato IP68 (il Pro, l’8 rimane genericamente splah resistant: non portatevelo sotto la doccia), la RAM montata dal Pro che è la più moderna e prestante LPDDR5 contro la più sperimentata LPDDR4X dell’8. Infine il Pro è anche compatibile con la ricarica wireless, anche questa una novità da lungo tempo attesa, mentre OnePlus 8 rimane legato al filo con la pur buona efficacia del Warp Charge da 30W.

La fotocamera tripla, anzi quadrupla

Una delle notazioni più affascinanti di questo OnePlus 8, che come detto si muove tra il design e la tecnologia, è la definizione dei due diversi terminali di questa serie: il OnePlus 8 è il “compact flagship” (pur con i suoi 6,5 pollici), il Pro è invece “ultra-premium flagship”. La definizione di flagship ci può stare per entrambi: sia per quanto attiene l’hardware a disposizione (parliamo comunque di un processore Qualcomm Snapdragon 865 con modem X55 per il 5G, come detto), sia per i generosi tagli di memoria che arrivano a 12GB di RAM e 256GB di storage.

Altro aspetto peculiare è la fotocamera posteriore. Anche qui il modello “compact” è più un aggiornamento della serie precedente, visto che mantiene lo schema a tre fotocamere ma con una differenza sostanziale: niente zoom 2x, tutto sommato poco utile visto che si può fare più o meno lo stesso ritagliando la parte centrale del sensore principale, ma una lente macro da 2 megapixel che aumenta le possibilità creative cui fa appello OnePlus. Il sensore principale, già nominato, è lo stesso della serie precedente: Sony IMX586 da 48 megapixel con lente F1/,7 stabilizzato otticamente, abbinato anche in questa occasione a un 16 megapixel per l’ultra-wide.

Più ricca la quadrupla fotocamera del Pro: nuovo sensore Sony IMX689 da 48 megapixel per gli scatti tradizionali (lente F1,78), altri 48 megapixel Sony IMX586 (con un bell’angolo di campo da 120 gradi), poi un sensore da 8 megapixel per lo zoom 3x ottico (stabilizzato otticamente, non male) e infine un sensore da 5 megapixel che serve a gestire al meglio gli scatti creativi con effetti cromatici particolari. Sul Pro OnePlus calca la mano su HDR (tripla, 3-HDR la chiamano, grazie a nuovi algoritmi di elaborazione) e una gamma dinamica superiore garantita dal nuovo sensore Sony montato: si tratta senz’altro di un bel chip, 1/1,4 pollici di diagonale e funzioni moderne come il doppio ISO nativo, che però si dovrà confrontare con leader consolidati come Huawei P40, Samsung S20, iPhone 11 e pure il cugino Oppo.

Per farlo, comunque, in casa OnePlus non puntano solo sulla fotocamera: OxygenOS è un pezzo importante sulla scacchiera, ed è oggettivamente una delle più belle incarnazioni di Android in circolazione (esteticamente e funzionalmente: in questa release sono stati anche rivisti i temi in modalità dark) che si distingue dal resto. Soprattutto, tutti in OnePlus da Pete Lau (il CEO) in giù non fanno altro che ripetere che OxygenOS è soprattutto una questione di qualità dell’esperienza utente, flessibilità, estetica, velocità, semplicità: non ci sono svolazzi su AI e machine learning, tutto molto concreto. È indubbio che questo aspetto, il software, è uno dei punti forti di OnePlus nella propria proposta ai clienti.

Quando arriva e quanto costa il OnePlus 8

Il passo avanti per OnePlus in questa sua ottava generazione è doppio: il terminale che possiamo impugnare oggi è più leggero e compatto di quanto non fosse la generazione precedente, e mostra anche finiture superiori al passato. Bella la finitura opaca del posteriore, e soprattutto positivo che OnePlus non rinunci ad alcuni tratti ormai esemplificativi del suo design: come il cursore per impostare modalità silenziosa-vibrazione-suoneria sul lato destro del telefono, sopra il pulsante di accensione, o la fotocamera a semaforo centrale che si raccorda bene con il logo (rinnovato) 1+ sul posteriore. Interessanti anche i colori scelti: al classico nero onice si aggiungono il più originale verde glaciale e l’originale interstellar glow che è tutto iridiscente, mentre per la versione Pro c’è un blu ultramarino che è quello che già molti apprezzamenti aveva riscosso nella generazione precedente.

In Italia il OnePlus 8 arriverà a partire da oggi, ovviamente prima di tutto sui canali digital (Amazon, il sito OnePlus che avrà anche una edizione speciale per il lancio), e qui c’è il secondo punto di cui parlavamo: se il OnePlus 8 nella versione 8+128 parte da 719 euro (819 euro per 12+256), parliamo comunque di un bel salto rispetto ai 599 del 7t che lo ha preceduto. Tanto vale giocare al rialzo e andare sulla versione Pro: ci vogliono 919 euro per l’allestimento 8+128 del Pro, che a ben guardare è il più interessante di tutti, anche più della variante 12+256GB (1.019 euro).

OnePlus scommette insomma di poter scalare ancora un po’ la cima della fascia alta del mercato: lo fa offrendo un OnePlus 8 che fa appello a chi è in cerca di un flagship con forme comunque compatte (relativamente all’epoca che viviamo: è pur sempre 6,55 pollici), mentre per chi non vuole fare compromessi c’è il Pro. Si sta verificando esattamente quanto avevamo predetto: il marchio OnePlus diventerà la fuoriserie di casa, e con questo doppio lancio di oggi punta a consolidare la tendenza. Lo fa correggendo un paio di incertezze (spessore e peso), e con una progressione costante: sono basi importanti per il prosieguo del cammino, che ora però ha bisogno di un importante riscontro dal mercato e magari anche di qualche scommessa hardware in più per il futuro.

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