Woodle Tree 2, un team italiano sfida Super Mario (in casa sua)

Ultimo aggiornamento il 20 aprile 2020 alle 12:38

Woodle Tree 2, un team italiano sfida Super Mario (in casa sua)

Da pochi giorni disponibile anche su XBox Live. Per ogni acquisto sarà piantato un alberello

Sfidare sua maestà Super Mario nel proprio regno. Su Switch. Non un semplice atto di coraggio, forse persino di follia. Ma Fabio Ferrara, il giovane sviluppatore italiano dietro a questo arrembaggio che risponde al nome di Woodle Tree 2: Deluxe+, tiene a precisare: “Non si tratta di una sfida vera e propria, piuttosto di un omaggio, che sembra sia stato apprezzato anche da Nintendo”.

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Che cos’è Woodle Tree 2: Deluxe+

A metà strada tra Super Mario per il concept e Kirby per lo stile rotondo e puccioso della grafica, Woodle Tree 2 è un prodotto tutto italiano, sviluppato dalla software house milanese Chubby Pixel. “Ci siamo ispirati ai platform tridimensionali che andavano molto nella seconda metà degli anni ’90 – racconta Fabio a StartupItalia – in particolar modo a Super Mario 64 e ai Banjo – Kazooie di Rare, ma volevamo introdurre elementi innovativi, da action RPG, perciò abbiamo adottato una formula open world stile The Legend of Zelda – Breath of the Wild. Per certi versi, Woodle Tree 2 è un po’ un miscuglio tra Mario e Zelda“.

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E in effetti in Woodle Tree 2 il giocatore è totalmente libero di muoversi: volendo può persino iniziare dal livello finale, anche se, senza potenziamenti, troverà ad attenderlo una sfida più ardua. Così come è stato arduo lo sviluppo del titolo: “Un progetto così – racconta ancora Fabio Ferrara di Chubby Pixel – può durare anche più di due anni, noi qualche tempo fa abbiamo rilasciato una alpha per Steam, abbiamo ascoltato i pareri dei videogiocatori e rimesso mano al codice per farlo debuttare su console… e poi c’è il rischio di non rientrare nei costi”. Già, ma quanto può costare sviluppare un titolo come Woodle Tree 2? “Tra sviluppo e marketing, anche cinquantamila euro. Fortunatamente il gioco è stato accolto bene soprattutto su Nintendo Switch dove, non costando 70 euro ma sui 10, non si pone in diretta competizione con opere del calibro di Super Mario Odyssey“, ci spiega.

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L’incognita del Coronavirus

E poi c’è l’incognita del Covid-19, che ha iniziato ad aggredire anche il mercato dei videogiochi. “Fortunatamente noi lo abbiamo avvertito poco, perché i nostri prodotti non sono fisici e in questo periodo gli acquisti dei videogiocatori avvengono su store virtuali – racconta Fabio – tuttavia, abbiamo riscontrato parecchi problemi quando eravamo ancora in fase di testing con Microsoft per far debuttare Woodle Tree 2 su X-Box One: già il porting ci ha richiesto tre mesi, in più con la pandemia anche loro hanno iniziato a lavorare in remoto e così erano più tenti nelle risposte. Per qualche giorno ho temuto che lo stesso lancio del gioco fosse a rischio”.

Un gioco green

Invece Woodle Tree 2 non solo è riuscito a debuttare su XBox Live, ma presenta anche una novità: “Dato che il protagonista è un rametto che combatte per salvare Madre Natura – dice Fabio -, abbiamo pensato che fosse un bel gesto donare 1 euro per ogni copia venduta a una associazione che pianta alberi, così avremo 100 nuovi alberi in più per le prime 100 copie acquistate”.

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Chi sono i ragazzi di Chubby Pixel

Fabio Ferrara ha 30 anni e ormai da qualche tempo, con Chubby Pixel è riuscito a trasformare la sua passione in un lavoro, anche se non è facile: “Come in tutte le startup, anche qui non abbiamo ruoli definiti, siamo in tre, durante lo sviluppo spesso ci affidiamo ad altre due o tre figure professionali e tutti devono fare tutto. Io, per esempio, mi occupo anche della promozione dei videogiochi”.

Autodidatta, crede che il segreto per rivaleggiare con le etichette maggiori sia provare strade mai battute: “Ho fatto l’accademia di Belle Arti di Brera che mi ha aiutato molto a sviluppare il mio senso artistico, mentre ho imparato a sviluppare di notte, anche seguendo tutorial su YouTube. Il solo modo per emergere è rompere gli schemi, trovare qualcosa di innovativo in ogni titolo, altrimenti un team di due o tre persone non potrà mai competere con i blockbusters sviluppati da 400 programmatori. Ed è quello che proviamo a fare nei nostri titoli”.

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