Molta Italia dietro l’acquisizione di Fluidmesh Networks da parte di Cisco
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Apr 28, 2020

C’è molta Italia dietro l’acquisizione di Fluidmesh Networks da parte di Cisco

Agostino Santoni, CEO di Cisco Italia e Umberto Malesci, CEO di Fluidmesh, ci raccontano i dettagli dell'operazione e perchè il nostro paese avrà un ruolo strategico

Apr 28, 2020

C’è molta Italia dietro l’acquisizione di Fluidmesh Networks da parte di Cisco

Agostino Santoni, CEO di Cisco Italia e Umberto Malesci, CEO di Fluidmesh, ci raccontano i dettagli dell'operazione e perchè il nostro paese avrà un ruolo strategico

Cisco ha annunciato l’intenzione di acquisire l’azienda Fluidmesh Networks, specializzata in tecnologie e sistemi wireless a banda larga, in particolare nel settore della mobilità, delle reti urbane e di sicurezza.

ll colosso tecnologico americano che collaborava già con Fluidmesh per diversi progetti vuole andare così a rafforzare la presenza nel settore dell’internet delle cose.

Cosa fa Fluidmesh e cosa possiamo aspettarci da questa nuova acquisizione del colosso californiano?

 

Considerati un po’ gli inventori della connettività estrema, grazie alla loro tecnologia riescono a portare la connettività senza fili in contesti critici. Un super-wireless che può arrivare fin nelle miniere, ma anche in metropolitane e porti per potenziare l’industria 4.0 e l’Internet delle Cose nella manifattura.

Nata nel 2005 come spin-off realizzato tra il Massachusetts Institute of Technology e il Politecnico di Milano dall’idea di 4 ingegneri italiani, Umberto Malesci, Cosimo Malesci, Andrea Orioli e Torquato Bertani, oggi può contare su una presenza in più di 35 paesi con oltre 100.000 apparati radio wireless e 20 brevetti depositati.

  “Per noi di Cisco è una notizia straordinaria – ci dice Agostino Santoni CEO di Cisco Italiae sono particolarmente contento perché questa per me è una storia bellissima. Lo dico come parte di Cisco, ma anche nel mio ruolo in Italia, perché ci consente di avere un portfolio di servizi ancora più esteso. È vero che da anni collaboriamo con Fluidmesh, ma adesso avremo la possibilità di essere ancora più integrati e ancora più forti insieme.”

Agostino Santoni, CEO Cisco Italia

 Il team Fluidmesh infatti entrerà a far parte dell’IoT Business Group di Cisco e il completamento dell’acquisizione avverrà nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2020 di Cisco.

Fluidmesh diventa così la 220esima azienda che viene integrata in Cisco. Santoni ci racconta come in questi casi non si tratta solo di acquisizioni di aziende perché il vero valore nasce proprio dall’integrazione culturale che si crea.

 

“È questo – prosegue Agostino Santoni il vero valore aggiunto che porta un’acquisizione. Basta pensare a tutta l’energia e al contributo che possono dare in Cisco i nuovi team. Questo si unisce anche all’aspetto culturale della tecnologia, noi crediamo debba includere tutti e questo sicuramente se da una parte è legato al modo in cui sviluppiamo i nostri prodotti e i nostri servizi, dall’altro è strettamente collegato al modo in cui ci poniamo sul mercato.”

 

Anche grazie a questi valori Cisco Italia si è riconfermata, per il quinto anno consecutivo, al primo posto della classifica Great Place to Work Italia.

 La storia di Fluidmesh poi sembra davvero il percorso ideale di una startup. Idea, nascita all’interno di un contesto universitario e, dopo i primi passi mossi in Italia, conquista dei mercati internazionali. Abbiamo chiesto proprio a Umberto Malesci, CEO e Founder di Fluidmesh, qual è stata la chiave del successo e quali percorsi hanno intrapreso per arrivare dove sono oggi.

“Siamo partiti  individuando delle nicchie di mercato in cui i bisogni di connettività wireless erano molto forti ma per diversi motivi, più o meno tecnici, le soluzione tradizionali non funzionavano o non bastavano. Nel 2005 – continua Umberto- il primo mercato di riferimento era quello delle pubbliche amministrazioni con il videocontrollo del territorio urbano, abbiamo lavorato per tantissimi anni con diverse forze della polizia soprattutto negli Stati Uniti. Il primo nostro cliente è stato il comune di Como, poi il mercato principale è diventato quello degli USA, ma ci siamo allargati anche a tanti altri stati con la stessa logica: individuata quella che poteva essere la nicchia di mercato, abbiamo cercato di posizionarci.”

 Fluidmesh infatti negli anni si espande anche a tutto il mercato ferroviario, dove hanno avuto un grande successo per la connettività dei treni in movimento. Anche a Milano quando la linea 4  della metropolitana vedrà le rotaie sarà interamente connessa con la tecnologia di Fluidmesh.

Quali saranno i mercati che Cisco e Fluidmesh intendono esplorare assieme?

 

“In prima battuta i mercati su cui vogliamo puntare – racconta Umberto Malesci– sono quelli su cui abbiamo già avuto successo insieme. Sicuramente il mercato ferroviario quello del trasporto pubblico urbano in cui spingeremo moltissimo e il mercato legato alla produzione industriale soprattutto nel campo portuale e minerario. Lì ci sono tante soluzioni che possiamo portare in campo per semplificare e migliorare la vita dei nostri clienti con un’offerta completa.”

 

Prima di salutarci Agostino Santoni condivide una riflessione piena di speranza e aspettativa per l’Italia, soprattutto in un momento, come quello che stiamo vivendo, in cui il Paese sta attraversando una situazione di grande sofferenza. 

“Crediamo che il patrimonio di tutte queste competenze possa portare valore a tutto il mercato italiano. Con l’acquisizione di Fluidemesh avremo un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Pisa.”

Questo va ad aggiungersi al Cisco Photonics, struttura di ricerca e sviluppo di livello mondiale e al Cybersecurity co-innovation center, inaugurato a gennaio 2020, è il primo che la multinazionale apre in Europa, a Milano, dove si fa innovazione sui temi della sicurezza e della privacy.

 

“Abbiamo questa idea e ambizioneprosegue Santoniin Italia vogliamo essere attori importanti nell’innovazione del nostro Paese, con un occhio particolare all’ecosistema innovazione startup, incubatori acceleratori. Perché il patrimonio di tutte queste competenze crediamo possa portare valore a tutto il mercato italiano. Quindi – conclude Agostino Santoni- se da una parte c’è Fluidmesh che si integra a livello mondiale, dall’altro c’è una localizzazione nel nostro paese dove troviamo tante competenze e innovazione realizzate da donne e uomini che fanno ricerca e che sono a disposizione del mercato Italiano.”

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