Xiaomi Mi 10: l'evoluzione della specie | The Next Tech

Ultimo aggiornamento il 7 maggio 2020 alle 16:20

Xiaomi Mi 10: l’evoluzione della specie

La nuova ammiraglia di casa è un tentativo di spingersi più su nel prezzo e nelle performance. Una scelta importante, in un momento importante per il marchio

Quando lo impugni la prima volta pensi: anche Xiaomi si è fatta convincere a fare un maxi-smartphone. E non è un’impressione sbagliata: il Mi 10 è più grosso e pesante di quanto non fosse il Mi 9, ma è anche un oggetto molto diverso per una serie di ragioni. Prima di tutto il prezzo, che cresce e tanto. Poi il raddoppio, con la nascita di una versione Pro. Infine, un allestimento tecnico che non fa compromessi e che punta a competere palmo a palmo con i pesi massimi del settore. In un certo senso il percorso di Xiaomi arriva a maturazione: 10 anni dopo la sua nascita si completa un arsenale di smartphone (e altri gadget elettronici) che ora coprono qualsiasi fascia di prezzo. In alcuni casi sono pure troppi, si fa fatica a distinguerli l’uno dall’altro: ma è indubbio che proprio di questa ormai rara pluralità di catalogo l’azienda cinese punta a fare un vantaggio competitivo.

Lucido e curato

Un aspetto che Xiaomi ha puntato a curare senza dubbio in questo Mi 10 è l’estetica: la cura nel dettaglio di questo smartphone è notevole, all’altezza delle ammiraglie di altre aziende, con un vetro curvo Gorilla Glass sull’anteriore e sul posteriore che lo rendono gradevole alla vista e al tatto. Salutato il periscopio, si torna alla fotocamera frontale integrata nel display: quest’anno niente notch, si opta per il punch-hole (un piccolo foro in alto a sinistra) piazzato all’interno di uno schermo AMOLED con refresh a 90Hz che non si fa pregare per fluidità e colori belli sgargianti.

Finiture lucide e fotocamera "a semaforo": il design del Mi 10 non stupisce, ma è comunque riuscito

Meno differenze sul posteriore: resta la colorazione lucida, che invece è satinata sul modello Pro, e le fotocamera sono disposte nel più classico dei semafori sul lato sinistro – con la particolarità, o il vezzo se volete, di un cerchietto a contrasto che circonda la fotocamera in alto (che però non è quella principale). Una delle altre novità più interessanti è la scelta di creare un vero audio stereo su questo Mi 10 con due altoparlanti piazzati sulla cornice superiore e inferiore: la differenza si vede, anzi si sente, e dal punto di vista multimediale è uno degli smartphone su cui ho guardato con più piacere i video anche grazie alla dimensione generosa dello schermo da 6,67 pollici.

In alto c'è la capsula auricolare: ma accanto all'emettitore a infrarossi c'è anche il secondo altoparlante, per l'audio stereo

Un aspetto significativo da sottolineare è che il Mi 10 pesa: 208 grammi è un bel numero, che segue la tendenza del settore (unica eccezione Oneplus: ma su questo ci torniamo nella recensione apposita) ma che rende l’uso con una sola mano davvero complicato. Questi una volta li chiamavamo phablet, ormai sono la normalità tra gli smartphone: va detto che in questo peso Xiaomi ci ha infilato una capace batteria da 4780mAh che è tutto tranne che da disprezzare anche in considerazione della ricarica rapida da 30W che è diventata praticamente il minimo sui prodotti di questa fascia. Ultimi dettagli da segnalare per il design: il Mi 10 non è certificato per le immersioni, in Italia è venduto solo in versione single-SIM e la memoria non può essere espansa, manca il jack audio ma c’è l’emettitore infrarossi.

La scheda tecnica

Facciamo un esperimento, riporto di seguito i pezzi forti della scheda tecnica di questo Mi 10: Qualcomm Snapdragon 865 con supporto al 5G, 8GB di RAM LPDDR5 (e fino a 256GB di storage integrato su tecnologia UFS3.0), sensore principale da 108 megapixel che consente di effettuare riprese fino a 8K, display AMOLED FHD+ da 90Hz compatibile con HDR10+. Sfido chiunque a dire che non si tratta di una sfilza di nomi altisonanti e specifiche interessantissime. A scavare un minimo, quello che manca è solo una fotocamera posteriore zoom all’altezza del fratello maggiore: ma a quel punto chi lo comprerebbe quello? Tutto questo per dire che davvero questa volta Xiaomi ha voluto fare le cose in grande (anche nelle dimensioni e nel peso), e sebbene abbia fatto lievitare un bel po’ il prezzo di listino ha fatto lo stesso con la scheda tecnica.

5G: la linea Mi 10 è tutta già compatibile con il nuovo standard, anche grazie all'adozione dei chip Qualcomm

È difficile trovare un punto debole di questo Mi 10: magari non raggiunge le performance di autonomia incredibili del P40, ma è comunque molto ben piazzato (considerando anche una batteria bella capiente). L’audio poi è davvero tra i migliori mai sentiti su uno smartphone, questo vale la pena di ribadirlo, e messo assieme con un display AMOLED (di produzione Samsung) di ottimo livello il risultato è davvero eccellente. C’è il WiFi 6 con una bella antenna MiMo 2×2, il Bluetooth 5.1, e della connettività 5G (su antenna 4×4) abbiamo già parlato.

Il sensor da 108 megapixel, il secondo dall'alto, è stato sviluppato con Samsung: a oggi detiene il record di pixel su uno smartphone

Se proprio si vuole muovere qualche critica, la fotocamera frontale da 20 megapixel (che poi è la stessa del Pro) non è proprio la migliore su piazza: male non è, ma qui ci stiamo misurando con i top-di-gamma. Altro aspetto migliorabile è la stabilizzazione dei video: qui tutti stanno facendo dei gran passi in avanti, a Xiaomi manca ancora qualcosa e probabilmente visti tutti i megapixel del sensore principale qualcosa si può fare anche per questo. Sensore principale che per altro restituisce dei gran begli scatti, di giorno e di sera, con una modalità notturna migliorata ma non ancora da primo della classe. Infine, ma ci stiamo ripetendo, manca lo zoom ottico/ibrido che vada verso i 10x o addirittura oltre: lì però si sarebbe andato a infastidire il Mi 10 Pro, ed è un compromesso tutto sommato accettabile (la fotocamera macro da 2MPx io francamente non ho ancora capito perché l’abbiano messa su un bel po’ di smartphone quest’anno: francamente è inutile, per come intendo io la fotografia su questi device).

La MIUI, l’interfaccia di Android sviluppata da Xiaomi, in questa versione 11 si sta pian piano affrancando sempre più dalle “cinesate”: le icone sono più curate, come pure il menu delle impostazioni è più organizzato e semplice da usare, e le immagini dell’AOD (always on display) si fanno apprezzare. Ci sono tantissime opzioni per personalizzare il dispositivo nell’interfaccia o in come è configurato il display, non manca davvero nulla. Una certa cura è stata posta anche nel migliorare sia l’interfaccia della fotocamera che gli algoritmi di elaborazione: il risultato è un HDR godibile negli scatti, uno sfocato “artificiale” ben riuscito nei ritratti, video adeguati al blasone del posizionamento (l’8K è poco più di un divertimento, di fatto poco pratico nella vita di tutti i giorni).

La MIUI11 è sempre più pulita: anche il gestore dei temi fa passi avanti, segno che Xiaomi vuole accontentare il gusto europeo

Missione compiuta?

Insomma, Xiaomi ha fatto i compiti a casa: costruttivamente il Mi 10 è pressoché impeccabile, superato solo da Samsung e Huawei per quanto attiene l’assemblaggio complessivo, lo schermo è azzeccato e la resa multimediale ottima. L’autonomia è un punto a suo favore, così come la presenza di un NFC completamente funzionante e compatibile con i sistemi di pagamento: per non parlare del sistema di raffreddamento con un camera di vapore realizzata in grafite che tiene le temperature sempre sotto controllo (e col 5G è sempre una buona notizia). Sembra strano doverlo ribadire, poi, ma su Mi 10 ci sono i servizi di Google e dunque non ci sono dubbi sull’opportunità di consigliarne l’acquisto. Ma visto il prezzo, è la scelta giusta?

Se vi attira l’idea delle foto con lo zoom, non state a pensarci: andate su un modello con ottica dedicata, che sia il Mi 10 Pro restando in casa Xiaomi oppure optando per le ottiche periscopiche di altri marchi. Se invece non sentite questa esigenza, sappiate che le foto che scatta il Mi 10 sono tutte molto gradevoli per bilanciamento tra qualità e colori: vista la dimensione del sensore e con 108 megapixel a disposizione si può anche scattare nell’apposita modalità e poi ritagliare, mantenendo comunque una buona qualità (ma non è vero che è proprio la stessa cosa: questo stratagemma non può sostituire uno zoom vero, non è tutto oro quello che il marketing lucida).

 

Il prezzo di vendita di questo Mi 10 è poi di per sé una questione da dirimere: è molto di più di quanto eravamo abituati a vedere proposto da Xiaomi, che però nel frattempo ha allargato in modo considerevole il catalogo e creato una proposta specifica (a volte anche ridondante) per ogni fascia di prezzo. Persino per un addetto ai lavori distinguere tra i diversi prodotti può essere complesso: le differenze a volte sono minime, a volte sostanziali. Il Mi 10 ora è però diventato finalmente l’ammiraglia, senza ombra di dubbio, di casa: a 799 euro (per la versione 8+128) si va a piazzare poi alla base della fascia alta del mercato, è stuzzicante specie se acquistato a rate da un operatore, ma è quella fascia di prezzo un po’ ambigua in cui si può anche decidere di optare per un’ammiraglia dello scorso anno ancora valida e risparmiare anche altri 200 o 300 euro vivendo ugualmente felici.

Il peso non è indifferente, 208 grammi: ma le linee curve e la forma allungata lo rendono comunque comodo da impugnare

La scommessa di Xiaomi di debuttare in un territorio fin qui inesplorato ha comunque ripagato: il Mi 10 è un prodotto riuscito che è all’altezza delle aspettative, che mette Xiaomi in una posizione interessante. È un marchio in ascesa, che ha saputo costruirsi una propria credibilità in questi 10 anni e che ha strutturato la propria offerta per soddisfare pubblico di almeno due continenti e con uno smartphone praticamente per ogni tasca. Ed è davvero un momento cruciale per Xiaomi: non solo perché è il decimo anniversario della sua nascita, ma soprattutto perché qui si decide se il suo marchio si consacrerà definitivamente e guadagnerà percentuali importanti (e stabili) sul mercato. Il Mi 10 è una mossa nella direzione giusta, una scommessa: aspettiamo di scoprire quanto punteranno i consumatori.

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