Daymare 1998, su PS4 il survival horror con "regia" italiana
single.php

Ultimo aggiornamento il 12 maggio 2020 alle 11:05

Daymare 1998, su PS4 il survival horror con “regia” italiana

La nostra recensione del videogioco sviluppato dal team di Invader Studios

«Non è un titolo commerciale e mainstream: Daymare 1998 richiama un anno fondamentale per le produzioni videoludiche: Resident Evid 2 e Metal Gear Solid, solo per fare qualche illustre esempio, uscivano proprio in quell’anno». Michele Giannone, co-Founder della casa di sviluppo indipendente italiana Invader Studios, ha raccontato a StartupItalia gli obiettivi di un videogioco che abbiamo testato su PlayStation 4. «Il nostro orizzonte di riferimento è quello dei survival horror», con atmosfere cupe e una trama che omaggia i giganti del genere come i Resident Evil di Shinji Mikami. La storia si apparecchia in un amen: una sostanza chimica si è diffusa nel centro di ricerca nel villaggio di Keen Sight: i dipendenti sopravvissuti sono diventati tutti zombie.

Daymare 1998: una produzione indie

Come ci ha spiegato Michele Giannone Daymare 1998 è il frutto di tre anni di lavoro svolto da un team di appena dieci persone. «Nonostante sia un progetto ambizioso, abbiamo dovuto fare affidamento sui numeri di un prodotto indie. Siamo comunque molto contenti di come sta andando il videogioco: è un titolo che può dividere». Con un incipit che getta subito il giocatore in una trama inquietante, Daymare 1998 muove i primi passi con l’avvio di una spedizione di ricerca in solitaria dentro quei laboratori dove si sono diffusi caos e morte. Nei panni di un soldato – il gioco è in terza persona – inizia un avventura che si arricchirà con altri due personaggi da impersonare (un pilota d’elicottero e un ranger).

Leggi anche: DOOM Eternal, il re degli sparatutto torna per salvare la Terra

In luoghi bui e pieni di punti ciechi dove aspettarsi un bello spavento, il videogiocatore ha a propria disposizione armi e munizioni da dosare. Il gameplay procede anche con piccoli enigmi e puzzle da risolvere – altro omaggio a titoli di qualche generazione fa – e pur non brillando per la trama si fa apprezzare per la colonna sonora e le ambientazioni curate. L’attenzione degli sviluppatori di Invader Studios si è concentrata anche sui nemici e i boss da battere, mentre sulle animazioni Daymare 1998 sconta il fatto di non essere un titolo Tripla A con tutti i budget del caso a disposizione.

Leggi anche: SnowRunner, le fatiche e le gioie degli autotrasportatori su PS4

Per gli amanti del genere survival horror, Daymare 1998 resta comunque un prodotto di pregio soprattutto per il cameo dell’attore Paul Haddad – recentemente scomparso – che, dopo il doppiaggio di Leon in Resident Evil II, ha collaborato con il team di Invader Studios prestando la propria voce.

Leggi anche: Il modo migliore di rivivere gli Anni ’90? Giocare a Doom

Gli studi di Invader Studios

Che futuro per gli sviluppatori italiani?

In un momento di grande fermento per il mondo dei videogiochi – scosso come tutti i settori delle ripercussioni della pandemia – abbiamo chiesto a Michele Giannone a che punto è il comparto degli sviluppatori in Italia. «Non possiamo parlare di uno contesto florido – ha premesso – ma sono stati fatti grandi passi avanti se si guarda soltanto a cinque anni fa. Ormai i professionisti di questo ambito vengono anche dal mondo accademico». Quali sono i freni maggiori per la messa a terra di videogiochi che, nella lunga fase di produzione, richiedono risorse senza entrate? «In Italia è difficile raccogliere fondi per quanto riguarda il mondo del gaming – ha spiegato Giannone – mancano ancora bandi adeguati a cui accedere per ottenere finanziamenti».

Leggi anche: Di giorno fa le pulizie, di notte sviluppa un videogioco su Freud

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter