Perché Facebook ha comprato Giphy per 400 milioni di dollari | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 18 maggio 2020 alle 10:10

Perché Facebook ha comprato Giphy per 400 milioni di dollari

L'azienda di Menlo Park ha annunciato che integrerà la più popolare piattaforma di immagini animate e adesivi digitali nel team di Instagram. L'obiettivo è trovare sistemi per ottenere ricavi in chiave pubblicitaria

Facebook ha acquisito Giphy per 400 milioni di dollari. La piattaforma più popolare per creare, trovare e condividere immagini animate e adesivi digitali entra nella famiglia di app, strumenti e tecnologie di Menlo Park, che nella nota diffusa sul proprio sito a firma Vishal Shah, vicepresidente della divisione Product, ha sottolineato che Giphy sarà integrato nel team di Instagram, dove l’archivio del più utilizzato motore di ricerca di Gif è usato da anni per postare le animazioni nelle Storie.

Uno sbocco naturale

Guardando ai dati il binomio Facebook-Giphy ha favorito entrambe le realtà, con la prima che si è servita dell’elemento animato – insieme alle emoji protagonista della trasformazione del linguaggio, con la forma visiva che è cresciuta fino a contendere, in casi estremi, lo scettro alla forma testuale – per offrire una via rapida e creativa per condividere sensazioni, giudizi e stati d’animo, mentre la seconda ha sfruttato la vetrina della prima e degli altri social per ottenere una visibilità senza eguali e far arrivare le Gif sugli spazi virtuali di milioni di persone altrimenti irraggiungibili. E i numeri parlano chiaro in tal senso: il 50% del traffico di Giphy (che conta circa 250 milioni di utenti attivi al mese) arriva dalle applicazioni targate Facebook, con Instagram a trainare il gruppo con la metà delle immagini animate a caratterizzare commenti, storie e messaggi privati.

Perché le Gif

Fondata nel 2013 con l’idea nata durante una colazione tra Alex Chung e Jace Cooke, con il primo che lamentava la mancanza di un sistema per ordinare le Gif esistenti e pensò a un motore di ricerca che potesse offrire materiale di qualità superiore rispetto a quanto era disponibile allora, Giphy si è imposta in breve tempo come riferimento principale del campo senza però individuare vie efficaci per ottenere ricavi dall’impennata delle condivisioni delle sue animazioni. A reggere l’urto sono stati i finanziamenti per oltre 150 milioni di dollari assicurati da parecchi investitori, decisivi per foraggiare un progetto che non è riuscito ad andare oltre partnership per Gif personalizzate con le varie Google, Pepsi, McDonald’s, State Farm, Target (qui l’elenco del 2019), restando ancora in perdita e in attesa del colpo grosso. Che potrebbe arrivare ora con Facebook, attratta dall’opportunità di facilitare e velocizzare il ricorso a immagini animate e adesivi su tutte le piattaforme proprietarie e pronta a “investire nella sua tecnologia”.

Animazioni da monetizzare

Quali direzioni e intenti saranno perseguiti in tali sviluppi non sono state chiarite da Facebook ma, al di là di integrazioni e miglioramenti, è probabile che nei desideri di Mark Zuckerberg ci sia la volontà di sfruttare Giphy in chiave pubblicità. Che tradotto significa trovare vie finora inesplorate per ottenere ricavi dalla popolarità di Gif e meme. Aggiungere questi ultimi in post e storie direttamente da Instagram (e non più dovendo passare per l’app o il sito di Giphy) sarà il primo passo per arricchire il social delle immagini mentre, nonostante l’assicurazione dei nuovi proprietari circa il mantenimento dell’attuale sistema, sarà curioso vedere se altri servizi e piattaforme vorranno utilizzare un prodotto targato Facebook. Da Apple (con iMessage) a TikTok, chissà se tutti continueranno a puntare su Giphy legando il proprio nome a un rivale così influente e noto anche per le maglie larghe in tema di privacy e sicurezza (vedasi lo scandalo Cambridge Analytica e il bug che a inizio maggio ha causato problemi ad alcune app iOS).

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