Gli italiani ai giornali preferiscono i video. E si informano su Instagram

Ultimo aggiornamento il 16 giugno 2020 alle 16:48

Gli italiani ai giornali preferiscono i video. E si informano su Instagram

Siamo il terzo paese che utilizza il social delle story come fonte di notizie. I numeri nel report del Reuters Institute

Nel lungo report del Reuters Institute sull’evoluzione del giornalismo, della stampa e del digitale come fonte di notizie emergono numeri interessanti anche per il contesto informativo italiano, dove nel 2020 internet (spinto soprattutto dal volano dei social network) ha superato la tv come fonte di notizie. Tra il 2013 e il 2020, in realtà, è stato un testa a testa tra piccolo schermo e web per guadagnare il primato in Italia: quest’anno, anche a seguito della copertura mediatica senza precedenti dell’emergenza sanitaria, il web ha superato di poco (74%) la tv (73%) come fonte di notizie. In fondo c’è la carta stampata (22%) che continua a precipitare (nel 2013 era al 59%) . Sul campo dei device non c’è battaglia neanche in Italia: lo smartphone è ormai in fuga, utilizzato dal 63% del campione – e il trend è in continua crescita – mentre il PC continua a scendere (38%) e il tablet resta sempre indietro (17%). Nell’ultimo anno è cresciuto di poco (10%) il numero degli utenti disposti a pagare un abbonamento per fruire dei contenuti giornalistici.

Scarica il report completo del Reuters Institute

News: crescono le sottoscrizioni online. In 3 paesi

Il report annuale del Reuters Institute ha preso in esame per l’edizione 2020 un campione di 80mila lettori in tutto il mondo, analizzando 40 mercati editoriali nazionali per scattare una ricca istantanea durante uno dei periodi più importanti nella storia recente, sia per i cittadini, sia per la stampa stessa chiamata a svolgere un ruolo centrale durante la pandemia. Riprendendo in mano il report, con un focus sulle news a pagamento, emerge che l’Italia non è la sola a fare i conti con un lettorato sempre più abituato a fruire gratuitamente dei contenuti online: il numero di lettori paganti è sì cresciuto rispetto al 2019, ma in pochissimi paesi. Si parla solo di Stati Uniti (dal 16 al 20%), Norvegia (con un’esplosione delle sottoscrizione in un solo anno: dall’8 al 42%), e Olanda (dal 3 al 14%).

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Instagram e news: l’Italia sul podio

A pari merito con la Spagna, l’Italia è il terzo paese al mondo per l’utilizzo di Instagram come fonte di notizie: guida la classifica il Brasile (30%), seguito dal Cile (28%) e Italia e Spagna seguono entrambe al 17%. Dato interessante, che suggerisce le potenzialità dello strumento, soprattutto per le possibilità di raccontare news attraverso video e story, riuscendo a intercettare soprattutto millennial e generazione Z. «Il nostro report – si legge – mostra che gli utenti più giovani, soprattutto quelli che stanno entrando nell’età adulta, sono sempre meno legati alle testate e più dipendenti dai social media». Ma non ci sarebbe soltanto spazio per i big del giornalismo: l’emergenza coronavirus ha dimostrato, ancora una volta, l’importanza della stampa locale, al punto che in molti paesi le persone sentirebbero la loro mancanza se sparissero i  (soprattutto in Germania, 54%).

Fake news: in tanti hanno paura

La questione delle fake news resta infine uno scoglio imprescindibile per guadagnarsi la fiducia dei lettori. Il report del Reuters Institute ha mostrato che il 56% dei lettori dei 40 mercati editoriali considerati si preoccupa sempre se quello che sta leggendo sia verificato oppure no. Segno che il problema riguarda tutti, dalle piattaforme di distribuzione (leggi social network, come Instagram e Facebook) ai giornalisti.

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