Asus ZenBook Pro Duo: due schermi è meglio di uno | The Next Tech
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Ultimo aggiornamento il 19 giugno 2020 alle 11:15

Asus ZenBook Pro Duo: due schermi è meglio di uno

Un laptop con un form factor inedito, e con una dotazione hardware da ammiraglia. Una workstation che si muove, più che un vero portatile

Distinguersi nella massa di centinaia di laptop tutti uguali non è una operazione semplice: se non hai la sede a Cupertino, e non disponi di un ecosistema hardware-software unico, devi sgomitare tra decine di marchi e conciliare l’esigenza di creare un margine sulle vendite con il desiderio di innovare. Poi però ci sono delle idee che risultano vincenti a una prima occhiata, almeno per il palato di una specifica categoria di utenti: è questo il caso di ZenBook Pro Duo di Asus, il primo computer portatile dotato di due schermi (veri) in un formato tutto sommato tradizionale. Che non è magari comodissimo da trasportare, ma è una macchina con delle qualità realmente utili: e la qualità, si sa, si paga.

Due schermi per me posson bastare?

Chi scrive, in questo momento davanti a sé ha tre schermi: c’è quello principale su cui tengo aperte le finestre del browser e in cui consulto la posta, in cui c’è il testo che sto digitando sulla tastiera e poi ci sono una serie di pannelli di controllo sullo stato della connessione e dell’hardware del mio PC. Poi c’è lo schermo del laptop, su cui tengo aperte le chat coi colleghi e visualizzo le notifiche. Infine, ho un tablet su cui tengo altri contenuti (video, conferenze, streaming: dipende dal momento). Quando faccio video ho bisogno di ogni pixel possibile per tenere sotto controllo molti aspetti (se sono in post-produzione le sorgenti e l’output, se sono live la regia e le chat ecc): ma ci sono molti altri casi, per esempio chi fa lo sviluppatore o chi svolge altri tipi di compiti col PC (pensate a un insegnante che deve fare DaD: tenendo sotto controllo la classe e al contempo guardando le slide), in cui almeno due schermi sono davvero utili.

Va da sé che due schermi (o più) sono normalmente pensabili solo se si è seduti alla propria postazione: se ci si sposta, e un laptop è per sua natura uno strumento pensato per spostarsi, ecco che diventa complicato portarsi dietro un monitor. In circolazione ci sono delle soluzioni per questo problema, ma sono una complicazione in più: bisogna portarsi dietro cavi, alimentatori, roba che appesantisce (e allarga) lo zaino. Per una determinata categoria di utenti, in particolare chi si occupa di grafica e di video, o di produzione di contenuti (come il sottoscritto), due schermi o più sono quasi irrinunciabili: per questo lo ZenBook Pro Duo è una sorta di uovo di Colombo, molto atteso.

 

Sul piano pratico Asus ha fatto delle scelte giuste e altre un po’ più discutibili: innanzi tutto il modello in prova è quello da 15 pollici, con doppio schermo 4K (il principale è un bell’OLED da 15 pollici con copertura 100% dello spazio colore DCI-P3, il secondario che Asus chiama Screenpad+ è un particolarissimo 14 pollici sempre UHD ma con un rapporto di forma molto allungato) dotati entrambi di funzionalità touch compatibili con le dita e con la penna inserita nella confezione. La luminosità e la leggibilità sono ottimi, sebbene forse la finitura opaca dello Screenpad+ possa creare qualche fastidioso riflesso visto che di fatto è appoggiato sulla scrivania e può essere colpito dalle luci che la illuminano: niente di tragico, in ogni caso.

Se gli schermi sono quindi “quelli giusti”, meno azzeccato è il layout della tastiera: quest’ultima offre un buon feedback (strano solo che sia costruita con il layout ANSI, tipicamente quello delle tastiere USA, pur essendo perfettamente adatta alla lingua italiana), ma ciò che viene sacrificato sull’altare dei due schermi è il trackpad. Piazzato lì, sulla destra, non ha le dimensioni generose che lo renderebbero realmente utile in mobilità (portatevi dietro un mouse se dovete lavorare un bel po’) ed è davvero scomodo se siete mancini. Di spazio d’altronde, a meno di non voler aumentare le misure del laptop, non ce n’era rimasto molto.

Si tratta comunque di un piccolo dettaglio che vale la pena sottolineare: per come sono abituato a lavorare un mouse è comunque previsto e indispensabile, ma se pensavate di poterne fare a meno beh ecco pensateci bene. Altro aspetto da sottolineare è “l’altezza” dello ZenBook Pro Duo: la base del laptop è bella spessa, inevitabile visto l’hardware che lo equipaggia, e questo fa sì che per scrivere si debba “sollevare” le mani più del solito. Asus lo sa, e per questo nella confezione c’è un poggiapolsi apposito fornito di serie: ricordatevi di metterlo in borsa se pensate vi possa servire.

La mia vita con lo Screenpad+

Per evitare che una funzione come un doppio schermo sia poco più che uno scherzo bisogna fare bene i compiti a casa: Asus ha fatto il suo dovere. Non solo ha montato due ottimi pannelli (l’OLED principale è ottimo, ma anche il secondario si difende bene), ma ha anche studiato diversi accorgimenti per usarli al meglio.

Innanzi tutto la disposizione: immaginate che fisicamente lo Screenpad+, lo schermo secondario, sia un prolungamento dello schermo principale verso il basso. L’aver scelto di avere esattamente la stessa risoluzione orizzontale è indispensabile a rendere tutto l’utilizzo molto naturale, volendo si può persino estendere una finestra a entrambi i pannelli (ma sarebbe davvero inutile e poco pratico), ma se siete già esperti di com’è lavorare con più di uno schermo per volta l’esperienza d’uso sarà esattamente identica. In più la penna fornita nella scatola è ottimizzata per funzionare con lo Screenpad+: c’è uno strumento per il riconoscimento della scrittura che funziona abbastanza bene, e se ne avete bisogno si può pure disegnare un po’.

Altro aspetto significativo sono le utility messe in pista da Asus: con un paio di tocchi si può lanciare una combinazione automatica di applicazioni aperte e posizionate sui due schermi (immaginate qualcosa tipo: Outlook, Slack e Zoom già pronti a lavorare, oppure OBS+Restream+browser per fare una live su YouTube), oppure quando si muovono le finestre sullo Screenpad+ il sistema si offre di ridimensionare e posizionarle in modalità 1+1+1 (tre quadrati affiancati) o 2+1 (un rettangolo più un quadrato). Si può invertire il contenuto dei due schermi al volo, oppure se lo si desidera si schiaccia un bottone sulla tastiera e si spegne lo schermo secondario.

Sono abituato a lavorare con più schermi: in redazione tutte le postazioni sono dotate di doppio schermo, a casa ho tutto allestito per avere almeno due schermi sempre attivi. Con lo ZenBook Pro Duo potrei pensare di fare a meno dello schermo esterno, perché con risoluzione 4K sul pannello OLED e l’altro schermo UHD secondario c’è davvero spazio per tutto: e poi c’è anche l’uscita HDMI, quindi perché non approfittarne. Tre è meglio di due, no?

Numeri da workstation

Ci sono due elementi della scheda tecnica che vale la pena citare per comprendere al meglio di che tipo di laptop stiamo parlando: lo ZenBook Pro Duo monta processori Intel Core i7 o addirittura i9 (il nostro monta un Core i7-9750H con 12MB di cache), e pesa 2,5kg. Parliamo quindi di prestazioni di alto livello e di un peso che non è esattamente un peso piuma (e al peso va sommato quello del grosso alimentatore, che fa superare tranquillamente i 3 chilogrammi da infilare nello zaino): ma è questo d’altronde che si chiede a questo prodotto, di offrire parecchia potenza per un utilizzo il più possibile flessibile.

Altri pezzi della scheda tecnica: disco SSD da 1 terabyte, 32GB di RAM, scheda grafica Nvidia RTX2060 con 6GB di RAM dedicati. Parliamo di una vera e propria workstation, una volta lo avremmo chiamato forse “desktop replacement”, che monta pure Windows 10 Pro e dispone ovviamente di una porta USB-C 3.1 compatibile con Thunderbolt. Non gli manca niente, e fatti girare i soliti benchmark ci si accorge subito che le performance sono più che adeguate (in GeekBench 4 si superano in scioltezza 5.000 punti in single-core e i 22.000 in multi-core, ma i numeri sono rispettabili anche in altri test): ma è nella vita di tutti i giorni che il laptop deve fare la differenza, e messo alla prova con elaborazione video (post 4K e live 1080p60) non fa un plissé.

Tutto bene? Beh, tanta potenza chiede comunque un conto da pagare. L’autonomia non è eccelsa: ma c’è comunque da tenere accesi due schermi, far girare una CPU con sei core e una frequenza massima dai 4,5GHz, una scheda grafica di fascia alta, ci sono le ventole che devono raffreddare tutto (e quando partono si sentono: sia per l’aria calda che espellono, sia per il ronzio tipico). Diciamo che lontano dalla presa rimaniamo lontani dai record da 8-9 ore di certi laptop recenti, decisamente meno potenti e più sottili: siamo più sulle 3 o 4 ore complessive se si usa seriamente lo ZenBook. Ma è un compromesso accettabile.

Il resto è pienamente soddisfacente: Windows gira come un’orologio, l’app MyAsus fornita di serie permette di tenere sotto controllo gli eventuali aggiornamenti ai driver da scaricare (e di regolare comodamente pure la velocità delle ventole e non solo), gli schermi sono luminosi e prestanti (ti viene anche spontaneo usare il secondario via touch: è un po’ come fosse una estensione della tastiera, hai già le dita lì e dunque niente di più semplice), volendo con questo laptop ci si può pure divertire e giocare. Resta solo da dire una cosa: ha senso aver introdotto lo schermo secondario, le complicazioni e i consumi che comporta e tutto il resto? Allerta spoiler: sì.

Cambieresti il tuo PC con uno ZenBook Pro Duo?

Con una scheda grafica della famiglia RTX e il resto dell’hardware modellato di conseguenza, il laptop oggetto di questa prova è uno dei più potenti in commercio: il raffreddamento è adeguato, difficile rilevare cali evidenti delle prestazioni a causa di thermal throttling, e l’alimentatore imponente serve a soddisfare la fame d’energia del notebook. Le finiture sono buone, c’è tanto metallo e sul fondo anche una sorta di gomma che serve a rendere ben salda la presa sul tavolo. L’audio, targato Harman Kardon, è adeguato: non eccezionale, ma adeguato. La webcam è di buon livello, e c’è anche un sensore IR per sbloccare con Windows Hello il laptop anche al buio.

 

Il sistema di apertura dello schermo è anche molto furbo: si chiama Ergolift, solleva leggermente il posteriore del portatile e migliora l’angolazione della tastiera per la scrittura (oltre a consentire a più aria di circolare sotto il laptop). Se accoppiate il poggiapolsi in tinta al laptop l’esperienza d’uso sarà ideale: senza è meno comodo, ma comunque accettabile.

L’aspetto meno convincente è il trackpad: la tastiera si difende, non è male affatto, mentre il trackpad è davvero piccolo. Si sdoppia e può diventare tastierino numerico, ma risulta difficile lavorare solo con quello (impossibile se usate la mano sinistra): mettete nello zaino un mouse, vi servirà (e l’obiezione che siccome tutti e due gli schermi sono touch vale fino a un certo punto: chi fa grafica, musica, video, non può lavorare con le dita sullo schermo). E visto che ci siete, mettete in borsa anche un paio di cuffie: perché quando inizia a scaldare il processore (e raggiunge facilmente i 100C sotto sforzo: tutto sotto controllo, non preoccupatevi) le ventole girano al massimo e beh, ecco, si sentono.

Detto tutto questo, immaginate di dover allestire una postazione per l’home working in poco spazio: con lo ZenBook Pro Duo non dovrete pensare a un monitor esterno, ce la si cava alla grande senza. In più è in grado di tener testa a praticamente qualsiasi tipo di lavoro vogliate svolgere, e una volta che avrete finito potrete guardarvi un film in HDR sullo schermo 4K OLED principale o divertirvi a giocare sfruttando i cavalli della GPU. Certo, la qualità si paga: 2.999 euro nel caso di questo ZenBook Pro Duo, ma parliamo di un prezzo in linea con la concorrenza (che però tipicamente non ha due schermi a bordo).

 

Il nuovo ZenBook è una bella idea, realizzata con maestria: è un laptop degno di essere preso seriamente in considerazione se siete in cerca di una workstation portatile e rientra nel vostro budget, che può essere migliorato in alcuni aspetti del design ma che ha messo basi interessanti per una nuova gamma di prodotti. La seconda generazione sarà forse sistemata in quei piccoli dettagli che abbiamo evidenziato, ma pure questa è già matura: complimenti ad Asus per aver provato a fare qualcosa di diverso, e per esserci riuscita.

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