Fondo per i videogiochi a rischio. Crippa (M5S): "In Italia troppi pregiudizi"
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Ultimo aggiornamento il 23 giugno 2020 alle 6:18

Fondo per i videogiochi a rischio. Crippa (M5S): «In Italia troppi pregiudizi»

A StartupItalia il capogruppo M5S alla Camera: «È dovere del Parlamento più giovane della storia repubblicana fare i primi passi per uscire da questo medioevo videoludico. Il settore può dare posti di lavoro a molti giovani»

Della spaccatura interna alla maggioranza sul Fondo per i videogiochi, il First Playable Found da quattro milioni di euro, vi avevamo già parlato. Nel caso vi foste persi qualche puntata, riassumiamo: da un lato abbiamo il Movimento 5 Stelle che ha previsto, all’interno del Decreto Rilancio, nel novero di misure a sostegno delle startup innovative, anche un fondo ad hoc per chi sviluppa videogames qui in Italia. La misura, voluta fortemente dalle parti del ministero dello Sviluppo Economico del pentastellato Stefano Patuanelli e disegnata dalla sottosegretaria, nonché sua compagna di partito, Mirella Liuzzi, è stata però messa nel mirino del Partito Democratico non appena ha varcato le soglie del Parlamento. Un emendamento firmato, tra i tanti, da Marianna Madia propone infatti di cancellarla. Non ci sta però il Capogruppo M5s alla Camera dei Deputati Davide Crippa che, dalla propria pagina Facebook, lancia un appello (il fatto che abbia allegato l’immagine di The Last of Us 2 e non di un prodotto italiano, vista la bellezza di quel titolo, glielo si può perdonare) per salvaguardare il settore e, naturalmente, il Fondo per i videogiochi.

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Quello dei videogiochi è un settore importante, che produce intrattenimento ma anche nuove forme di didattica e…

Pubblicato da Davide Crippa su Domenica 21 giugno 2020

 

«Questo atteggiamento – ha scritto Crippa sui social – danneggia fortemente il destino di tanti professionisti di casa nostra, che si sono fatti conoscere nel mondo per le loro capacità. Se vogliamo davvero innovare e affrontare le sfide che abbiamo davanti, dobbiamo smetterla di guardare al futuro con le lenti di vent’anni fa». StartupItalia lo ha intervistato per capire come stanno le cose all’interno della maggioranza e se il Fondo per i videogiochi ha qualche speranza di passare il vaglio delle aule parlamentari.

Davide Crippa, Movimento 5 Stelle

Fondo per i videogiochi: è stato solo un bel sogno?

StartupItalia: Onorevole Crippa, sui suoi social ha pubblicato un lungo intervento a favore della misura, può spiegarci perché la ritiene importante?

 

Davide Crippa: Posso dire, senza paura di essere smentito, che per troppo tempo il nostro Paese e la nostra politica hanno relegato l’intero comparto videoludico in un angolo fatto di pregiudizio e ignoranza.
Risultato? In tutto il mondo le maggiori software house macinano vendite da capogiro sfornando ogni anno veri e propri capolavori narrativi, visivi e tecnologici, puntando su ricerca e sviluppo e investendo sulle giovani menti che anche la nostra Italia mette a disposizione mentre noi siamo fermi a discutere da decenni se i videogiochi facciano male. Credo sia dovere del Parlamento dall’età anagrafica più giovane della storia repubblicana, 45 anni circa, fare almeno i primi passi per portare a una graduale inversione di questo trend.

© IIDEA

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StartupItalia: Siete indubbiamente il primo partito che dà fiducia al settore dei videogiochi, questo deve esservi riconosciuto. Ma, come già anticipava, dovete vedervela con una politica che resta scettica sul tema. Proviamo a convincerla coi numeri: secondo lei, una volta matura, l’industria del videoludo italiano quanto potrebbe fatturare?

 

Davide Crippa: Secondo l’ultimo rapporto di IIDEA [l’Associazione di categoria dell’industria dei videogiochi in Italia ndR], nel 2019 tutto il mercato dei videogiochi in Italia valeva 1,787 miliardi di euro, con una crescita del 1,7% rispetto all’anno precedente. Se si guarda solo al lato software la crescita è del 7,3%. Eppure, se guardiamo al numero degli sviluppatori di videogiochi, il nostro Paese è ancora indietro rispetto al mercato potenziale. Questo significa che i margini di crescita sono ancora molto alti, per questo la politica non può essere indifferente: stiamo parlando di un settore che può dare posti di lavoro a molti giovani e che potrà rappresentare nel prossimo futuro un importante volano per l’economia nazionale.

© Ubisoft

StartupItalia: La misura studiata al MISE non sembra essere stata accolta con favore dal PD, considerato che con l’emendamento Madia punta a smantellarla, come mai?

 

Davide Crippa: Questo dovreste chiederlo alla collega e al Partito Democratico. Sono dinamiche interne che sinceramente non ci interessano. Ci interessa invece l’effetto che l’emendamento avrebbe nei confronti del fondo che stiamo istituendo, lasciandoci nel medioevo videoludico.

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StartupItalia: Ma lei nel suo post scrive: “chi critica questa misura, non conosce le attuali dimensioni di questo settore”, non si riferisce proprio ai suoi compagni della maggioranza ostili al Fondo per i videogiochi?

 

Davide Crippa: Si riferisce a tutti coloro che, vuoi per pregiudizio, vuoi per superficialità, credono il comparto videoludico sia meno meritevole e innovativo di altri. Senza eccezioni.

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StartupItalia: IIDEA, favorevole all’intervento a sostegno del settore, con la raccolta firme contro l’emendamento Madia fa però notare che in Germania c’è un fondo da 50 milioni, in Spagna è stato varato l’incremento di 20 milioni del fondo CREA SGR… insomma, rispetto a cifre tanto importanti, 4 milioni non rischiano di essere quell’assistenzialismo “a pioggia” criticato da più parti che non riesce a costituire un aiuto concreto per nessuno?

 

Davide Crippa: Il First Playable Fund è sicuramente un primo passo, utile a diminuire il gap tra l’Italia e gli altri paesi europei in termini di sostegno pubblico all’industria dei videogiochi. Ovviamente la strada da fare è ancora molta, ma va considerato anche che il Paese sta vivendo un momento davvero difficile ed è importante che proprio in tale situazione venga riconosciuta, per la prima volta in Italia, l’importanza e il valore di questo settore costituito da piccole e micro imprese che operano in un mercato internazionale molto competitivo e che vanno sostenute con forza. Continueremo a farlo e a mantenere sempre aperto il dialogo con le associazioni di categoria come IDEA, per poter cogliere le idee, le richieste e i bisogni degli attori in gioco.

Gli studi di Ubisoft Italia

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StarupItalia: Sotto il governo Renzi, con Franceschini alla Cultura, era stato previsto il tax credit anche per chi fa videogiochi. La misura, lamentano dal settore, è rimasta appesa a qualche decreto attuativo. Ora Franceschini è nuovamente a quel dicastero: sono stati ripresi i fili di quel vecchio discorso?

 

Davide Crippa: È un tema che il nostro gruppo segue dall’inizio del suo iter legislativo, uno dei pochi decreti non attuati della Legge Cinema del 2016. Dagli ultimi aggiornamenti la norma risulta al vaglio dell’Unione Europea e contiamo possa essere sbloccata presto per dare un ulteriore boost al settore, sarebbe importante in questo particolare frangente.

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StartupItalia: Oltre al Fondo per i videogiochi, purtroppo ancora in forse, avete altri interventi a favore del settore in programma? Può anticiparli?

 

Davide Crippa: Quello del First Playable Fund è un primo passo, uno stanziamento minimo ma di spessore poiché segna un’inedita attenzione per un settore dalle grandi potenzialità. Contiamo di rendere il procedimento attuativo entro l’anno per poi procedere a interventi più strutturati, ci auguriamo con finanziamenti più consistenti rispetto a quello appena proposto, perché vorrà dire che la misura avrà cominciato a dare i suoi frutti.

StarupItalia: Per chiudere, una domanda inevitabile: lei videogioca? Con quale console e a cosa?

 

Davide Crippa: Ho trascorso molte ore con la gloriosa e iconica Playstation 2, con cui ho giocato fino a pochi anni fa e prettamente in multiplayer locale con amici, ad esempio a ormai vecchissime versioni di Pro Evolution Soccer.
Recentemente, ho saltato più di una generazione acquistando una Nintendo Switch con cui gioco insieme alle mie figlie, contro le quali, inutile dire, perdo spesso e volentieri. Ma mi permette oltretutto di monitorare a distanza l’effettivo utilizzo che queste ne fanno nel caso in mia assenza. Per quanto riguarda i giochi, al momento ci stiamo concentrando su quella piccola grande perla di Super Mario Odyssey e su Mario & Sonic alle Olimpiadi.

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