Fugaku, il computer giapponese più veloce al mondo. L'Italia in Top 10

Ultimo aggiornamento il 23 giugno 2020 alle 14:10

Fugaku, il computer giapponese più veloce al mondo. L’Italia in Top 10

C'è anche la nostra tecnologia nella Top500, la classifica delle "macchine" più prestanti

Era inevitabile battezzarlo col secondo nome della vetta più alta del Giappone, il Monte Fuji. La terra del Sol Levante si è aggiudicata un traguardo notevole nella corsa tech, dove Cina e Stati Uniti giocano sempre la parte dei protagonisti: il paese di Shinzo Abe ha il computer più veloce al mondo e si chiama Fugaku, l’altro appellativo dato all’iconico vulcano. Dopo sei anni di lavori e un investimento complessivo di un miliardo di dollari – lo ha scritto il New York Times – il supercomputer sta già elaborando dati in quantità mai viste prima, dando una mano anche alla ricerca contro il coronavirus.

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Fugaku: Giappone batte USA e Cina

La notizia è stata accolta con soddisfazione anche dal RIKEN Center for Computational Science, dove Fugaku è operativo. Non si compete per partecipare: la lotta è sempre agguerrita. Il gioiello giapponese è risultato il primo nella Top500, un concorso giunto ormai alla 55esima edizione e che ogni anno premia la tecnologia migliore. La lista viene realizzata da ricercatori tedeschi e statunitensi e l’annuncio avrebbe dovuto essere comunicato durante un grande evento a Francoforte dedicato al supercomputing. Per dare un’ordine di grandezze di quanto USA e Cina investano in questa tecnologia basti pensare che, in  quest’ultima lista, quasi la metà (226) dei bestioni tech viene dal Paese del Dragone; Washington insegue con 114.

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Il Monte Fuji viene chiamato anche Fugaku, il nome dato al supercomputer giapponese

Anche l’Italia tra i migliori

Dopo Giappone, Stati Uniti e Cina, il sesto computer più potente al mondo è italiano. Si chiama HPC5, è stato installato da ENI ed è il computer più prestante in tutta Europa. Sempre in top 10 c’è un’altra tecnologia italiana: il Marconi-100 a Bologna è in nona posizione globale. Negli ultimi mesi si è parlato diverse volte di supercomputer per processare mole di dati enormi, in grado di aiutare la ricerca scientifica e gli Stati nella lotta contro il coronavirus.

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